Con l’avvicinarsi della nuova manovra economica, il Governo sta valutando una misura per sostenere le famiglie meno abbienti nell’acquisto dei libri scolastici. L’ipotesi, confermata da fonti governative e anticipata da diversi quotidiani, prevede l’introduzione di una detrazione fiscale del 19% sull’acquisto dei testi, ampliando così il perimetro delle spese legate all’istruzione già detraibili.
La proposta, che rientrerebbe nella prossima Legge di Bilancio, nasce in risposta al dibattito sul “caro scuola”. Secondo l’Associazione Italiana Editori (Aie), l’incremento dei prezzi dei libri scolastici per l’anno 2025 è stato in linea con l’inflazione, con un aumento dell’1,7-1,8%. Le stime di spesa media per le famiglie variano dai 190 euro per le scuole medie ai 279 euro per i licei, esclusi i dizionari.
Giorgio Riva, presidente del gruppo educativo di Aie, ha sottolineato come la questione del diritto allo studio sia centrale per gli editori, ma ha invitato a un’analisi basata su dati corretti. Riva ha criticato le stime generiche che mescolano il costo dei libri con quello di altri materiali scolastici, come zaini e quaderni, i cui prezzi e rincari sono molto più variabili e dipendono spesso da scelte non obbligatorie delle famiglie.
L’ipotesi di detrazione è stata accolta con favore dalle associazioni di categoria. Paolo Ambrosini, presidente di Ali-Confcommercio, ha definito la notizia “una risposta più coerente al caro scuola” e una soluzione concreta a un problema che si trascina da anni. Ambrosini ha sottolineato come la detrazione andrebbe a integrare gli strumenti già esistenti, come i buoni regionali e il welfare aziendale, per il sostegno alle famiglie.
Anche il Sindacato italiano librai (Sil-Confesercenti) si è espresso positivamente, riconoscendo che l’iniziativa rende il tema centrale nell’agenda del Governo. Tuttavia, il presidente Antonio Terzi ha lanciato un appello affinché l’intervento sia accompagnato da misure a sostegno delle librerie e cartolibrerie, che soffrono la concorrenza “sleale” della grande distribuzione e del web. Terzi ha ribadito l’importanza di questi esercizi commerciali non solo per la vendita, ma anche per il servizio, i consigli e l’assistenza offerta ai clienti per tutto l’anno.