Conferenza stampa di fine anno di Paolo Gentiloni. Il premier ha assicurato che il governo ‘andra’ avanti con le riforme’ perche’ ‘non abbiamo scherzato e non va cancellato il lavoro dell’esecutivo Renzi’. Gentiloni ha poi spiegato che ‘le parole chiave sono lavoro, sud e giovani’ rivendicando la ‘continuita’ sul piano politico’ della squadra di governo. Rimangono 41 tra viceministri e sottosegretari i componenti dell’esecutivo, come per il governo Renzi. Sulla legge elettorale ‘il governo sollecitera’ il dibattito’. Quanto al caso Poletti, per il premier un po’ piu’ di cautela da parte del ministro sarebbe stata provvidenziale ma – ha sottolineato – ha detto una cosa che non doveva dire e si e’ scusato.
“Il risultato referendario non si cancella ma non deve cancellarsi neanche il lavoro del governo guidato da Renzi. Relegarlo nell’oblio sarebbe un errore”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, nel corso della conferenza stampa di fine anno. “L’Italia ha qualcosa di cui essere fiera del lavoro fatto in questi anni”, ha aggiunto Gentiloni, sottolineando “che il completamento delle riforme e’ un’esigenza del paese, fa bene all’economia e fa bene alla crescita”. “La continuita’ nella squadra di governo e nell’azione di governo e’ considerata da alcuni un limite, accetto la critica – ha detto il presidente del Consiglio – ma rivendico sul piano politico questa continuita’. Auspico una discontinuita’ non sui sottosegretari ma sulla violenza inaudita che il dibattito pubblico ha avuto in questi giorni”. “Il governo proseguira’ sulla strada delle riforme – ha ribadito – non abbiamo finito e sopratutto non abbiamo scherzato. Ci sono capitoli da completare. Per me le parole chiave sono lavoro, giovani e Sud”. “Ribadisco che i governi, per definizione, non hanno una scadenza cosi’ come non si tengono in vita artificialmente se non riescono a dare un contributo al Paese. Sono sicuro che, se faremo bene il nostro lavoro, questo aiutera’ il paese. Considerare le elezioni come minaccia non mi appartiene”, ha detto il presidente del Consiglio.
LEGGE ELETTORALE – “Il governo cerchera’ di accompagnare la discussione tra partiti sulla legge elettorale, sollecitandola. Perche’ la sollecitudine non e’ correlata a maggiore o minore durata del governo ma all’interesse delle nostre istituzioni. Il governo accompagnera’ sollecitando questo percorso”. Gentiloni ha specificato che il Governo non presentera’ una sua proposta di legge.
LAVORO – “Il numero di disoccupati e’ diminuito negli ultimi due tre anni in modo significativo ma non cosi’ significativo come noi avremmo auspicato. Il messaggio dovrebbe esser duplice: da una parte una riforma positiva (Jobs act, ndr) occorre correggere quello che non va, proseguire nell’attuazione delle misure decise. Contemporaneamente bisogna fare qualcosa di piu nel Mezzogiorno”. “I voucher non sono un virus che crea lavoro nero, non sono la fonte del lavoro nero. Gli abusi vanno corretti ma considerando il tema nella sua dimensione globale” .
IRPEF- “Non sono in grado di fare un discorso serio sulla riduzione dell’Irpef. Sarebbe il giusto coronamento della politica di riduzione fiscale, dobbiamo verificare le condizioni, ma non diciamo cose impegnative che poi non possiamo mantenere”.
POVERTA’ – “L’universalizzazione delle tutele e’ obiettivo fondamentale. Negli ultimi anni sono stati fatti passi in avanti con il NASPI. Ci sono molte cose da fare perche’ sono molti gli attori nazionali e regionali e un percorso verso una maggiore uniformita’ di uno strumento di tutela universale e’ uno strumento necessario”. Gentiloni ha aggiunto: “Non ho mai creduto alla decrescita felice”, rispondendo a una domanda sulla posizione di Beppe Grillo sul tema.
GIUSTIZIA – “Stiamo valutando con il ministro della Giustizia e il ministro dei Rapporti col parlamento quale soluzione migliore adottare”, ha detto il presidente del Consiglio sulla riforma della giustizia. “Abbiamo – ha detto Gentiloni – un pacchetto di interventi molto rilevanti sulla giustizia”. Dal diritto fallimentare al codice civile. “La riforma – ha assicurato il premier – andra’ avanti”.
MPS – “Ho fatto parte di un governo che ha valutato come realistica l’operazione di mercato che non e’ andata a buon fine. Dopo mezz’ora e’ partito il decreto salva risparmio. Abbiamo seguito una strada ragionevole quando non ha ottenuto risultati sperati siamo intervenuti con grande tempestivita’ ed efficacia”, ha detto il premier sul caso Mps. Sara’ un percorso lungo, si aprira’ fase di dialettica con vigilanza europea ci sara’ un percorso di risanamento che deve coinvolgere la banca, ha aggiunto Gentiloni. Ma su Mps afferma “Noi abbiamo fatto il giusto e sicuramente il necessario”. E ancora: “Faremo quanto in nostro potere perche’ la salvaguardia dei risparmiatori sia al centro. Tutelare il risparmio e’ il nostro dovere”.
CONSIP – Le persone coinvolte nel caso Consip “Lotti, Del Sette godono della mia massima considerazione e non credo che iniziative giudiziarie di cui sono stati oggetto impongano al governo di prendere decisioni che sarebbero ingiuste e ingiustificate. La fiducia nel lavoro della procura di Roma e’ totale”.
ROMA – “Penso che Roma ha bisogno di ambizione, quando rinuncia a progetti ambiziosi ritengo che faccia un errore. La competizione tra grandi metropoli e’ sull’ambizione. Bisogna puntare sulla vocazione di questa citta’ e su questo abbiamo fatto passi indietro”.
MEDIORIENTE – “C’e’ una strada individuata dalla comunita’ internazionale dei due stati, Palestina e Israele, che coesistono nella reciproca sicurezza. Questa strada negli ultimi anni si e’ insabbiata. L’Italia ritiene che la soluzione dei due stati sia quella da perseguire e ritiene che gli insediamenti non favoriscono la soluzione dei due stati. Ritiene altresi’, tuttavia, che una strategia basata sull’isolamento diplomatico di Israele per costringerla a mettersi al tavolo delle trattative sia un illusione”.
TERREMOTO – La ricostruzione delle zone colpite dal terremoto “sara’ una priorita’” del governo. Gentiloni ha poi ringraziato la “reazione straordinaria e rapida” che c’e’ stata dopo il sisma.
MEDIASET – “L’attenzione del governo, attenzione vigile, consiste nel fatto che siamo consapevoli dell’ importanza di Mediaset in Italia che opera in un settore particolarmente rilevante. Non ci sono golden power da esercitare in questo settore. La posizione del governo e’ una posizione vigile dal punto di vista politico ma non con strumenti di intervento: esistono strutture di garanzia che, se lo riterranno, si porranno il problema. Per noi si tratta di un settore molto importante e il fatto che sia oggetto di scalata non ci lascia indifferenti”.