“Faremo ciò che abbiamo detto in campagna elettorale: proporremo un contratto di ‘governo come si fa in Germania” e “si fa ciò che c’è scritto, quello che non c’è scritto non si fa”. Così il leader del M5s, Luigi di Maio, intervenendo all’assemblea dei parlamentari in vista delle consultazioni al Quirinale per la formazione del Governo. Di Maio avrebbe poi indicato le forze con cui ‘siglare’ il contratto, rigorosamente su temi specifici: con la Lega o con il Pd in cui Renzi non è più il segretario. Ribadita quindi l’indisponibilità del Movimento a dialogare con Forza Italia.
Il modello di “contratto” a cui ha fatto riferimento il leader M5s durante l’assemblea con i parlamentari M5s e’ quello di coalizione sottoscritto in Germania dalla Spd e dalla Cdu in cui vengono esattamente elencati i punti di programma da portare avanti dall’esecutivo incaricato. E’ un programma di governo “perimetrato”, in cui e’ esclusa, avrebbe spiegato Di Maio, qualsiasi iniziativa che non sia stata concordata nel “contratto”.
“I veti M5s sono inaccettabili. FI ha preso 5 milioni di voti ed e’ il cuore della coalizione di centrodestra, che ha vinto le elezioni. Non sara’ certo Di Maio a dividere cio’ che gli elettori hanno unito”. Lo afferma la vicepresidente della Camera, Mara Carfagna, su M5s che vuole trattare per il Governo con la Lega o con il Pd.
“Sia chiaro: siamo noi a non voler fare alcun governo con il Movimento 5 Stelle, che non conosce le regole base della politica. Luigi Di Maio dimostra, ancora una volta, di non avere cultura istituzionale. Ci eravamo illusi, evidentemente, sulla sua conquistata maturità dopo il percorso fatto insieme per l’elezione dei presidenti di Camera e Senato”. Così in una nota Mariastella Gelmini, presidente dei deputati di Forza Italia. “Di Maio, con le dichiarazioni di oggi, non mostra disprezzo per Forza Italia ma per quei milioni e milioni di italiani che hanno votato il movimento fondato e presieduto da Silvio Berlusconi. Così facendo si pone al di fuori del recinto costituzionale proprio alla vigilia dell’inizio delle consultazioni del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. È un pessimo inizio – ha aggiunto – Le istituzioni non sono una giostra dove come i bambini capricciosi si pretende di fare un giro perché si ha paura di perdere il turno. In ogni caso si continua a discutere come se le elezioni le avessero vinte i 5stelle: non è così, perché la maggioranza degli italiani ha votato e fatto vincere il centrodestra unito”.
“Fino a qui, nel Partito democratico, abbiamo fatto notizia per una presunta divisione tra chi vuole stare all’opposizione e chi vuole andare al Governo. Forse sarebbe bene capovolgere l’approccio e partire dai contenuti che, per noi, fanno la differenza”. Lo dichiara Cesare Damiano, del Partito democratico. “I ‘vincitori’ delle elezioni – spiega – hanno fatto molte promesse agli italiani. Soprattutto sui temi sociali e della sicurezza. Occorre sfidarli con le nostre proposte perché non basta dire soltanto che ‘tocca a loro’. Tra poco questo ritornello mostrerà la corda perché i cittadini vorranno sapere che cosa ne pensiamo sui singoli argomenti. Ad esempio, per quanto riguarda le pensioni, essendo estremistica la posizione che vorrebbe abolire la ‘legge Fornero’, e questo lo sanno il Movimento 5 Stelle e la Lega, non possiamo esimerci dal proporre anche noi nuove correzioni, dopo quelle fatte nella scorsa legislatura dal Pd e che hanno consentito di restituire 20 miliardi di euro ai pensionati. A di Maio e Salvini chiederei di aggiungere altri 20 miliardi, anche a rate, per la nona salvaguardia, per continuare la sperimentazione di Opzione Donna, per rendere strutturale l’Ape sociale e per consentire, ha chi ha 41 anni di contributi, di poter andare in pensione”. “Sia chiaro: noi siamo una opposizione responsabile e non chiediamo, a differenza di altri, tutto e subito. Ci pare più realistico raggiungere per tappe graduali questi obiettivi. Come abbiamo fatto in precedenza, sostituendo i fatti concreti agli slogan vuoti”, conclude.