E’ morto a Roma a 84 anni il celebre linguista Tullio De Mauro, docente universitario, gia’ ministro della Pubblica Istruzione e presidente della Fondazione Bellonci, che organizza il premio Strega. Il suo nome resta legato legato a quella ‘Storia linguistica dell’Italia unita’ del 1963, ristampata di continuo e aggiornata. Mattarella: ‘ha difeso il valore educativo della scuola’.
“Tullio De Mauro oggi se n’e’ andato, ma quello che ha fatto per la lingua e la cultura italiana non passera’”, cosi’ la Ministra dell’Istruzione, dell’Universita’ e della Ricerca, Valeria Fedeli, esprime “profondo dispiacere” per la scomparsa del professor Tullio De Mauro, linguista di fama internazionale e docente universitario, Ministro della Pubblica Istruzione dal 2000 al 2001, morto oggi all’eta’ di 84 anni. Fondamentale il suo contributo nello studio della lingua italiana, dalla Storia linguistica dell’Italia unita al Grande dizionario italiano dell’uso. Oltre ad essere stato Ministro della Pubblica Istruzione, era stato componente della cosiddetta Commissione Brocca, istituita nel 1988 per la ristrutturazione dei piani di studio sia del biennio sia, in seguito, del triennio superiore. Durante l’incarico di Ministro, in ideale prosecuzione di quanti lo avevano preceduto, si era occupato attivamente di completare il disegno riformatore sul riordino dei cicli. “L’eredita’ di De Mauro – sottolinea Fedeli – e’ viva tra gli studenti e i docenti della scuola italiana, nel mondo universitario e in quello della ricerca dove ha apportato contributi assolutamente fondamentali. E’ viva nella nostra vita di tutti i giorni. E’ viva e profondamente radicata, perche’ ormai parte costitutiva del nostro patrimonio culturale. Continueremo a lavorare per mantenerla tale a beneficio delle nuove generazioni, affinche’ la sua passione e il suo impegno non vengano mai dispersi”.
“La notizia della morte di Tullio De Mauro – un lutto che colpisce tutta la nostra comunita’ – mi addolora e desidero esprimere tutta la mia vicinanza ai familiari, agli amici, ai tanti allievi che si sono arricchiti del suo prezioso insegnamento”, dichiara il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che sottolinea: “De Mauro e’ stato un intellettuale appassionato, un fine studioso, un italiano che non ha esitato, quando gli e’ stato richiesto, di mettere la propria esperienza e le proprie capacita’ a servizio delle istituzioni della Repubblica. Eminente italianista, nello studio della lingua e’ stato un maestro, un autentico caposcuola. Le sue ricerche hanno segnato traguardi importanti per la cultura del nostro Paese e sono diventati punti di partenza per ulteriori riflessioni. La vastita’ dei suoi interessi e delle sue conoscenze ha influenzato in modo fecondo il campo degli studi filologici, della filosofia del linguaggio, e piu’ in generale delle scienze umanistiche. In un tempo di profondi cambiamenti culturali – che vedono proprio nella comunicazione e nel linguaggio i terreni i piu’ fertili per l’innovazione in atto – De Mauro ha dimostrato tutta la sua modernita’, e insieme un grande spirito civico, concependo la conoscenza come un fattore di democrazia e sviluppo sociale. La sua testimonianza restera’ nel Paese, nella societa’, nelle universita’, come una spinta all’impegno e come un rafforzativo del valore educativo della scuola, cosi’ decisivo per il nostro futuro”.
“La scomparsa di Tullio De Mauro – dichiara il Ministro dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo, Dario Franceschini – priva il Paese di un insigne linguista, un uomo di profonda cultura capace di trasmettere con passione sapere e conoscenza, una vivace intelligenza che ho avuto modo di apprezzare negli anni di comune lavoro con il Premio Strega della Fondazione Bellonci”. “La morte del professor Tullio De Mauro e’ una grave perdita per tutti coloro che credono nella cultura come strumento di crescita dei singoli, della societa’, della democrazia. Con la sua straordinaria competenza ha formato nell’Universita’ italiana generazioni di studenti al valore della lingua come elemento essenziale dell’identita’ nazionale, sottolineando la necessita’ che gli intellettuali sappiano comunicare in modo comprensibile anche alla piu’ larga parte della popolazione”, cosi’ la Presidente della Camera Laura Boldrini, che continua: “Da studioso delle parole, aveva voluto negli ultimi tempi dedicarsi allo studio delle parole di odio e alla minaccia che esse rappresentano per le democrazie. Per questo era stato chiamato a far parte come esperto della Commissione sull’intolleranza, la xenofobia, il razzismo e i fenomeni di odio, istituita alla Camera a maggio dell’anno scorso e poi intitolata alla deputata britannica Jo Cox. Al figlio Giovanni e agli altri familiari la gratitudine e il cordoglio miei personali e dell’intera Camera dei deputati”.
“La notizia della morte di Tullio De Mauro mi addolora particolarmente. Lo ricordo come un uomo sensibile, un grande intellettuale, un punto di riferimento nella vita culturale italiana, uno dei maggiori studiosi della lingua italiana. Nella sua ‘Storia linguistica dell’Italia unita’, che racconta come e’ nata e come si e’ evoluta la nostra lingua, ha ricostruito precisamente anche il ruolo fondamentale che avuto la televisione italiana e quindi la Rai nel processo di alfabetizzazione degli italiani. De Mauro e’ stato a lungo collaboratore della Rai a cui lascia in qualche modo il compito di continuare a promuovere la diffusione della lingua italiana. Un impegno che la Rai ha il dovere di sostenere anche attraverso tutte le piattaforme che le nuove tecnologie offrono per includere e unire il paese in una comunita’ solidale e coesa, vera missione del servizio pubblico”, cosi’ la presidente Rai Monica Maggioni.
Il mondo della politica saluta l’impegno culturale di Tullio De Mauro. “Il professor Tullio De Mauro lascia un’eredita’ importantissima nel campo linguistico e l’esempio di una persona che ha messo il suo impegno anche al servizio dello Stato e delle istituzioni. Porgo alla sua famiglia le piu’ sentite condoglianze”, dichiara Gianni Sammarco, deputato di NCd, sulla scomparsa del linguista Tullio De Mauro. “Con la scomparsa di Tullio De Mauro non perdiamo solo un fine studioso ed un rigoroso intellettuale. Ci lascia un punto di riferimento che ha segnato la storia della scuola e dell’universita’ italiana. Una delle figure piu’ importanti della nostra cultura del Novecento. In tempi di riflessioni sulla cosiddetta post verita’, tornano di estrema attualita’ le sue grida di allarme sull’ ‘analfabetismo italiano’ e sui pericoli di una ‘Repubblica fondata sull’ignoranza’. Ci troviamo di fronte ad una grave mancanza, ad un immenso vuoto”, dice la deputata Dem Maria Coscia, capogruppo Pd in commissione Cultura. “Con la scomparsa del professor Tullio De Mauro l’Italia perde dopo Umberto Eco un altro protagonista della cultura nazionale che sapeva unire impegno culturale con quello sociale e politico sempre con grande riconosciuto rigore morale”, afferma Francesco Giro, senatore FI ed ex sottosegretario Beni Culturali. “Tullio De Mauro, un grande italiano. Uomo del sud. Figlio di un’Italia che ha raccontato al mondo che la cultura era una cosa seria ed accessibile a tutti”, scrive su Twitter Arturo Scotto, capogruppo dei deputati di Sinistra Italiana. “La scomparsa di Tullio De Mauro, un campano cha ha dato lustro alla lingua e alla cultura italiana di cui siamo orgogliosi, ci rattrista. Con lui va via un pezzo del nostro passato che noi continueremo a custodire e a tramandare ai giovani”, cosi’ Gioacchino Alfano, sottosegretario alla Difesa e coordinatore regionale del Nuovo Centrodestra in Campania.