Paura ma al momento nessuna segnalazione di nuovi crolli per la scossa di terremoto di magnitudo 4.8 avvenuta all’1:35 con epicentro a Pieve Torina, nel Maceratese. Dalla mezzanotte sono state oltre 75 le scosse nel Centro Italia. Una zona di almeno 600 km quadrati ha subito deformazioni; Norcia si e’ spostata di 30 cm a ovest. Mattarella incontra gli sfollati: “Prometto impegno e lavoro fino alla fine”. Oggi la Boldrini nelle Marche e in Umbria. Cinquanta anni fa l’alluvione di Firenze.
Le nuove immagini inviate dai satelliti mostrano che le scosse del 26 e 30 ottobre hanno deformato una zona di 600 chilometri quadrati. L’area di Norcia si e’ spostata di 30 centimetri verso ovest, quella di Montegallo di 40 centimetri a est. Mattarella nelle zone terremotate ha incontrato sfollati e soccorritori: ‘Prometto impegno e lavoro fino alla fine, Norcia tornera’ come prima’. I terremotati chiedono di non essere dimenticati e scuole sicure. Renzi conferma: ‘Le risorse ci sono, in manovra spazi per 3 miliardi nel 2017 e 5-6 nel 2018’. Alle Ue chiede di ‘non fare la morale e di cominciare a dare’. L’Anticorruzione in campo per ‘appalti puliti’ nella ricostruzione. Sono oltre ventiseimila le persone assistite dal Servizio nazionale della Protezione Civile.
Sono oltre ventiseimila le persone assistite dal Servizio Nazionale della protezione civile in seguito alle forti scosse di Terremoto che hanno colpito il territorio dell’Italia centrale il 24 agosto, il 26 ottobre e il 30 ottobre.In particolare, sono poco più di 17mila le persone assistite nell’ambito del proprio comune: di queste, oltre 15mila in palazzetti, centri polivalenti e strutture allestite ad hoc, invece 1.800 invece in strutture alberghiere o agriturismi sul territorio.Sono, poi, oltre 8mila le persone accolte presso le strutture alberghiere: di queste oltre 7mila sono alloggiate lungo la costa adriatica mentre un migliaio sono quelle alloggiate nelle strutture ricettive individuate in Umbria. Infine, oltre 900 persone fra Lazio, Marche e Umbria sono assistite in tenda.
“Sara’ lunga, ma prometto impegno e lavoro fino alla fine, tornera’ tutto come prima”. Sergio Mattarella anticipa il rientro da Israele per portare il suo conforto ai cittadini di Umbria e Marche. Ma soprattutto per ribadire a questa gente provata da mesi di paura e dolore, che lo Stato non si tirera’ indietro e mettera’ in campo ogni risorsa possibile. Posizione condivisa con il premier Matteo Renzi che ieri e’ stato a Preci a dire le stesse cose e oggi ha assicurato che venerdi’ il Cdm varera’ il decreto con le misure per il terremoto. Un provvedimento, dice il presidente del Consiglio, che servira’ anche per “snellire procedure, tempi e burocrazia”. E il ministro dei rapporti con il Parlamento Maria Elena Boschi, fa sapere che c’e’ la disponibilita’ del presidente del Consiglio Matteo Renzi a riferire alla Camera sulle vicende legate alterremoto che ha colpito il Centro Italia, cosi’ come chiesto da M5s, Sel e Forza Italia. Il capo dello Stato oggi ha scelto due luoghi simbolo del terremoto del 26 e poi del 30 ottobre che al momento conta 26 mila assistiti dalla protezione civile: Camerino, la citta’ universitaria che rischia di non riprendersi mai piu’ se non torneranno gli studenti, e Norcia, la citta’ che con il crollo della chiesa di San Benedetto ha fornito il simbolo a questa ennesima tragedia. E proprio davanti a quel che resta della basilica, Mattarella si commuove, ascoltando con un casco dei vigili del fuoco in testa il racconto dei frati e delle autorita’ cittadine. “Chiediamo un aiuto – gli dice il sindaco Nicola Alemanno – per ricostruire questa basilica. Perche’ da qui ripartiremo e ricostruiremo Norcia piu’ bella e sicura di prima”. “Faremo – gli risponde il capo dello Stato – tutto quello che uno Stato puo’ fare in questi casi, stia tranquillo e teniamoci in contatto”. E in effetti, almeno sulla carta, l’impegno dello Stato c’e’. Gia’ il decreto successivo al 24 agosto indicava in 4,5 miliardi lo stanziamento per la ricostruzione e con il nuovo provvedimento questi soldi aumenteranno. Senza contare che, dicono fonti del Tesoro, si puo’ stimare che nel 2017 le pubbliche amministrazioni centrali e locali spenderanno per la messa in sicurezza del territorio e di edifici pubblici e per la ricostruzione successiva a eventi sismici circa 6 miliardi. Un impegno importante, dunque, di cui Mattarella si fa garante. Arrivato a Camerino come prima tappa del suo breve viaggio, ha incontrato volontari e sfollati, anziani e bambini. E a tutti ha rivolto la stessa indicazione: “prometto impegno e lavoro fino alla fine” ha detto abbracciando un terremotato che non e’ riuscito a trattenere le lacrime. Il presidente della Repubblica non si sottrae ai cittadini tanto che a Norcia, dopo aver visitato la zona rossa ed essere salito in macchina, e’ sceso di nuovo per stringere loro la mano. “Voglio salutare i cittadini” ha ribadito alla scorta. “Sara’ lunga, ci vorra’ tempo, ma tornera’ come prima” dice ai ragazzi del Consorzio ‘I love Norcia’ in cui sono confluiti imprenditori, allevatori, pensionati, studenti che non se ne vogliono andare. “Abbiamo chiesto al presidente – dice Vincenzo Bianconi – innanzitutto i moduli per le scuole, poi quelli per le famiglie, che vanno tenute unite, e infine un contributo per l’acquisto di case mobili per chi avra’ la casa agibile ma avra’ paura di rientrarvi. E poi dei moduli per le attivita’ commerciali, perche’ solo cosi’ ripartiremo e ricostruiremo. Ma serve farlo ora e qui. “La sua visita – dice il sindaco Nicola Alemanno – ci rida’ un po’ di entusiasmo ed energia, visto che sono due mesi che viviamo in emergenza e il 30 novembre ci e’ piovuto in testa un cataclisma”. Un incubo che i satelliti hanno documentato. E i dati che hanno trasmesso e sono stati elaborati dell’Ingv fanno impressione: le scosse del 26 e del 30 ottobre hanno deformato una zona di 600 chilometri quadrati. L’area in cui si sono verificati “i maggiori movimenti del terreno” e’ stata delimitata dai ricercatori con un’ellisse lunga 40 chilometri e larga circa 15, che si estende da Pieve Torina fino ad Accumoli. Al centro di questa zona c’e’ Castelluccio di Norcia, dove il suolo si e’ abbassato di 70 cm, ma non solo: i satelliti dicono anche che l’intera area di Norcia si e’ spostata di 30 cm verso ovest. La visita del Capo dello Stato si e’ conclusa tra la popolazione di Norcia colpita dal terremoto trasferitasi negli alberghi della zona del lago Trasimeno, con un ulteriore momento di commozione: tutti insieme si sono alzati in piedi e hanno cantato l’inno nazionale. E agli sfollati e’ arrivata anche una nuova benedizione di Papa Francesco, che ha telefonato al vescovo di Norcia, mons. Boccardo, esprimendo la sua vicinanza alle persone e il dolore per il “il patrimonio di fede andato perduto”.