Si aggrava il dieselgate per FCA negli Stati Uniti, il Dipartimento di Giustizia apre un’inchiesta penale. Il titolo, che ha rimbalzato a Piazza Affari (+4,6%), resta pesante a Wall Street. ‘Preoccupata’ la Ue. Non va meglio alla Renault, anche i giudici di Parigi indagano sui dispositivi per controllare le emissioni dei motori diesel. ‘Nessuna frode, la societa’ rispetta le leggi’, ha replicato l’azienda. Il titolo perde oltre il 3%.
Dopo il tonfo di ieri per le accuse dell’Epa sulle emissioni, Fca rimbalza a Piazza Affari (+4,6%), mentre resta pesante a Wall Street sulla notizia che anche il Dipartimento di Giustizia Usa apre un’inchiesta penale. Non va meglio alla Renault. La procura di Parigi ha aperto un’inchiesta sui dispositivi per controllare le emissioni dei motori diesel che si sospetta siano truccati. ‘Nessuna frode, la societa’ rispetta le leggi’, ha fatto sapere l’azienda francese. Il titolo perde oltre il 3%.
Inchiesta a Parigi sui dispositivi utilizzati da Renault per controllare le emissioni dei motori diesel che si sospetta siano truccati. Dopo la notizia, il titolo e’ crollato in Borsa. In una nota, la casa automobilistica francese afferma che ‘la societa’ rispetta le leggi e non c’e’ alcuna frode sulle emissioni’. Rimbalzo di Fca sui mercati dopo il tonfo di ieri per le sospette violazioni sui gas contestate negli Usa. La Commissione europea ha definito ‘preoccupanti i rilievi dell’Epa al gruppo’.
Tre giudici francesi indagheranno sui dispositivi utilizzati da Renault per controllare le emissioni dei suoi motori diesel che si sospetta siano truccati: e’ quanto riferisce la procura di Parigi.
Il tribunale ha ordinato il 12 gennaio l’apertura dell’indagine ‘per frode sulle qualita’ sostanziali e dai controlli effettuati e’ emerso che i fatti hanno avuto come conseguenza di rendere dannosi i prodotti per la salute delle persone e degli animali’. A seguito dello scandalo Dieselgate sulle emissioni manipolate di CO2 di vetture diesel che ha colpito il gruppo Volkswagen il ministero francese dell’Ambiente ha creato una commissione di esperti indipendenti incaricati di effettuare test su alcune vetture vendute in Francia. I lavori della commissione, pubblicati nel luglio 2016, avevano messo in luce importanti superamenti dei livelli ammessi di emissioni per alcuni costruttori, tra cui figurava anche Renault, numero uno del settore automobilistico nell’Esagono. Parallelamente e’ stata condotta un’altra inchiesta, sotto l’egida del ministero dell’Economia francese, da parte della Direzione generale della concorrenza, dei consumi e antifrode (Dgccrf) su un una decina di brand che commercializzano vetture diesel in Francia. Nell’ambito di queste indagini Dgccrf ha avviato nel gennaio 2016 una serie di perquisizioni in alcune sedi di Renault. In autunno le conclusioni dell’inchiesta sono state trasmesse al tribunale di Nanterre, che la settimana scorsa le ha passate a quello di Parigi.Renault ha sempre assicurato ‘di rispettare la legislazione francese ed europea. I nostri veicoli sono sempre stati omologati in conformita’ alla legge e alle norme vigenti e non hanno software truccati con dispositivi inquinanti’, come indicato lo scorso novembre dalla casa della losanga.
La compagnia automobilistica francese Renault si difende dopo l’annuncio della Procura di Parigi sull’apertura di un’inchiesta che dovra’ appurare se il gruppo ha barato sulle emissioni delle sue auto diesel. I nostri veicoli, assicura Renault, sono “conformi alle norme in vigore”. “Renault -si legge in un comunicato – rispetta la legislazione francese ed europea”: Il gruppo comunque “prende nota” dell’avvio dell’inchiesta della magistratura francese nei suoi confronti.
Fca recupera a Piazza Affari dopo il tonfo della vigilia innescato dalle accuse negli Usa di presunte manomissioni sui dati relativi alle immissioni dei motori diesel.