L’Isis potrebbe avere fatto prigionieri fino a 3.000 profughi che fuggivano da alcuni villaggi in Iraq, diretti verso Kirkuk, uccidendone poi 12. Lo riferisce un rapporto dell’Alto commissariato dell’Onu per i rifugiati (Unhcr) citato dalla televisione panaraba Al Arabiya. Intanto, il presidente Obama riunisce un vertice di guerra al Pentagono per fare il punto sulla lotta allo stato islamico: “Continueremo a combattere l’Isis senza sosta, in maniera implacabile”, assicura.
Fatte prigioniere dai jihadisti dello Stato Islamico (Isis) circa 3.000 persone che cercavano di fuggire dai loro villaggi controllati dal Califfato nero in una zona nella provincia di Kirkuk, città irachena situata circa 200 chilometr a Nord di Baghdad. Lo ha detto L’Onu in un comunicato ripreso da media arabi. “L’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNCHR) ha ricevuto rapporti secondo i quali il 4 agosto (ieri) l’organizzazione dello Stato Islamico ha preso in ostaggio circa 3.000 rifugiati abitanti di villaggi nella zona di al Hueijah nel governatorato di Kirkuk che stavano cercando di fuggire” verso il capoluogo della provincia, come recita il testo di un comunicato dell’UNHCR ripreso dalla tv satellitare al Arabiya. Gli uomini del Califfato, “hanno ucciso almeno 12” dei 3mila rifugiati che tentavano la fuga, ha aggiunto l’UNHCR.