STAGNAZIONE PESA SUL LAVORO, STOP ALLA CRESCITA
Per l’Istat arretra l’indice ‘spia’ dell’andamento dell’economia italiana. E questo suggerisce il proseguimento della fase di debolezza dei livelli di attivita’ economica. Secondo l’Istat, la debolezza dei ritmi produttivi si e’ riflessa anche sul mercato del lavoro, determinando l’interruzione della crescita delle unita’ di lavoro e delle ore lavorate. Intanto il commercio registra un calo delle vendite al dettaglio a luglio (-0,5%), ma il dato tendenziale corre a +2,6%. A luglio la crescita piu’ forte e’ quella dell’on line, +23,2%.
Prosegue la fase di stagnazione dell’economia italiana: nel secondo trimestre il Pil si è mantenuto stabile rispetto ai tre mesi precedenti. È quanto si legge nella nota mensile di aggiornamento sull’andamento dell’economia italiana realizzata dall’Istat e diffusa questa mattina. Quanto ad una prospettiva più ampia, su scala globale, nella nota l’Istituto statistico osserva che le turbolenze geopolitiche, dovute essenzialmente “all’evoluzione incerta degli accordi commerciali internazionali e all’aumento dei rischi di ‘hard Brexit’ hanno penalizzato ulteriormente anche la congiuntura economica mondiale”. Di contro, però, la nota sottolinea anche che “l’inflazione al consumo ha mostrato una lieve ripresa, rimanendo comunque su livelli contenuti”. Secondo l’Istituto statistico “il divario inflazionistico a favore dell’Italia rispetto ai paesi dell’euro si è ristretto leggermente.
“Le turbolenze geopolitiche dovute in buona parte all’evoluzione incerta degli accordi commerciali internazionali e all’aumento dei rischi di ‘hard Brexit’ – spiega l’Istat – hanno penalizzato ulteriormente la congiuntura economica mondiale”. Guardando all’economia italiana, “la debolezza dei ritmi produttivi si e’ riflessa anche sul mercato del lavoro, determinando l’interruzione della crescita delle unita’ di lavoro e delle ore lavorate che aveva caratterizzato i mesi precedenti. L’inflazione al consumo ha mostrato una lieve ripresa, rimanendo comunque su livelli contenuti. Il divario inflazionistico a favore dell’Italia rispetto ai paesi dell’euro si e’ ristretto leggermente”. Ad agosto, ricorda l’istituto di statistica, “l’indice del clima di fiducia ha evidenziato un deterioramento sia per i consumatori sia per le imprese. Il calo di fiducia dei consumatori e’ stato diffuso a tutte le componenti con una flessione piu’ marcata per quella economica e futura. Anche la diminuzione di fiducia delle imprese e’ stata generalizzata in tutti i settori economici a eccezione del commercio al dettaglio che e’ rimasto stabile. Le imprese manifatturiere hanno evidenziato un deterioramento delle attese di produzione e dei giudizi sulle scorte, mentre quelli sugli ordini hanno mostrato un lieve miglioramento. Il recente peggioramento e l’elevata instabilita’ del quadro congiunturale si sono riflessi sull’andamento dell’indicatore anticipatore che ha segnato un’ampia flessione suggerendo il proseguimento della fase di debolezza dei livelli di attivita’ economica”.