Sanità, imprese e pensioni i tre cardini attorno a cui ruota la manovra finanziaria da 27 miliardi del 2017, due e mezzo in più del previsto. Obiettivo: “più competitività e più diritti”, è lo slogan di Matteo Renzi. Come? Diminuiscono ancora le tasse (l’Ires scende dal 27,4% al 24%; eliminata l’Irpef agricola), è cancellata Equitalia con un decreto ad hoc (verrà sostituita con un sistema diverso e meno “vessatorio” di riscossione dei tributi) e vengono destinati 20 miliardi per il piano Industria 4.0 e per il superammortamento. Un miliardo sul fondo di garanzia per Pmi che non riescono ad avere accesso al credito.
“Perché noi i soldi non li stiamo dando ai grandi banchieri ma alle piccole e medie imprese”, chiosa Renzi. La crescita è fissata a 1 punto percentuale di Pil. “Ma penso che potrà essere anche più alta”, tiene a precisare il premier. “Non va ancora bene, ma l’Italia va meglio di come andava fino a due anni fa. La manovra è improntata su merito e bisogno, su competitività ed equità: diamo una chance a chi ci prova e una mano a chi non ce la fa”, riassume il presidente del Consiglio che ora si augura di “discutere nel merito, senza odio né ideologie”. L’ostacolo più duro infatti deve ancora arrivare e sarà in Parlamento. “Questa – spiega – è una legge di stabilità per l’Italia e gli italiani. Oggi ci possono essere tanti antirenziani che possono dirsi contenti”. A differenza di quanto annunciato dai giornali, il fondo per la sanità aumenta di 2 miliardi arrivando a toccare 113 miliardi. “La salute al centro: piano vaccini, farmaci oncologici innovativi, stabilizzazione precari della sanità”, spiega la ministra Beatrice Lorenzin. E in polemica con le indiscrezioni uscite in questi giorni, Renzi sottolinea che “questo governo sulla sanità non ha mai tagliato e non comincia adesso”.
Sette miliardi in tre anni per il pacchetto pensioni. Dal 1° maggio 2017 entra in vigore la possibilità di andare in pensione in anticipo (Ape), a costo zero o con alcune penalizzazioni. Nel primo caso rientra chi percepisce fino a 1350 euro lordi al mese. Le categorie del lavoro gravoso (gli operai dell’edilizia, i maestri di scuola d’infanzia, i macchinisti e gli autisti di mezzi pesanti, alcune tipologie di infermieri e altri settori) potranno accedervi solo se hanno almeno 36 anni di contributi (30 se disoccupati).Con l’Ape volontaria (non quella sociale) ci sarà, invece, una detrazione pari al 4,5-4,6% per ogni anno di anticipo.
Tornano gli investimenti pubblici: più 12 miliardi in tre anni, 2 nel 2017, 4 miliardi nel 2018, 6 miliardi nel 2019. La spending review ammonta a 27,5 miliardi: “però è ‘review’ – precisa Renzi – che vuol dire che se prendo i soldi dalle siringhe e li metto sui farmaci oncologici non è taglio alla spesa ma è revisione della spesa”. La finanziaria prevede anche 1,9 miliardi lordi sul pubblico impiego con il rinnovo dei contratti e la riorganizzazione del comparto delle forze armate e della polizia e 10mila nuove assunzioni.Provvedimento che fa esclamare al ministro dell’Interno Angelino Alfano: “Per noi del Viminale giornata eccellente! Da ricordare. Ancora una volta una manovra per i moderati italiani”.
La legge di bilancio fissa anche 600 milioni per le famiglie, rende strutturali gli 80 euro e dà un bonus ai Comuni che ricevono più migranti: 500 euro annui a migrante verranno assegnati ex post al Comune per le spese sostenute. “E’ una misura una tantum”, specifica il premier. Nella manovra sono incluse le misure per le zone terremotate di Arquata, Accumoli e Pescara del Tronto (4,5 miliardi) e 7 miliardi in sette anni per incidere sul dissesto idrogeologico. Sessanta milioni invece vanno al fondo per le pari opportunità e 2,1 miliardi alle periferie. Quindi le misure sul cinema e i musei e 10 miliardi per Fs e Anas e il potenziamento di porti e aeroporti. Tre miliardi di bonus per le ristrutturazioni di case e alberghi e l’edilizia scolastica; 500 milioni al fondo povertà.
In merito alla risposta dell’Unione europea, il ministro per l’Economia Pier Carlo Padoan annuncia che arriverà entro due settimane e che “i rapporti con la Commissione europea sono molto fruttuosi”. “Se ci sono problemi – precisa -, ci aspettiamo di vederli prima, non dopo”.Infine 1 miliardo è riservato all’università, alle scuole paritarie e allo Student act. Renzi quindi annuncia che il prossimo anno, quindi nella legge di stabilità per il 2018, “completeremo il lavoro sull’Irpef, se continueremo il nostro percorso di governo, ma spero e credo di sì”. E in merito ai fondi recuperati, il premier parla di 4 miliardi dalla chiusura di Equitalia e 2 miliardi dalla voluntary disclosure. “Si tratta di una voce per me sottostimata – puntualizza -, ma è un intervento che non ha alcun elemento neanche lontanamente assimilabile a un condono”.