Il papa sollecita l’attuazione di ‘politiche serie per le famiglie e per il lavoro’ con l’unione delle forze morali ed economiche per lottare, spiega, ‘contro la poverta’ che degrada, offende e uccide tanti fratelli e sorelle’. Le sue parole arrivano nel giorno in cui proclama sette nuovi santi e sante e in vista della Giornata mondiale di domani contro la poverta’. Di fronte a 80mila fedeli in piazza San Pietro, Bergoglio invita anche ad essere uomini di preghiera perche’, dice, ‘e’ lo stile di vita spirituale che ci chiede la Chiesa: non per vincere la guerra, ma per vincere la pace!’.
Domani ricorre la Giornata mondiale contro la povertà. Uniamo le nostre forze, morali ed economiche, per lottare insieme contro la povertà che degrada, offende e uccide tanti fratelli e sorelle, attuando politiche serie per le famiglie e per il lavoro”. Lo ha detto Papa Francesco all’Angelus recitato in Piazza San Pietro dopo la messa per la canonizzazione di sette nuovi Santi. “Alla Vergine Maria affidiamo ogni nostra intenzione, specialmente la nostra insistente e accorata preghiera per la pace”, ha continuato il Santo Padre. Intanto sarebbero 80 mila i fedeli presenti stamane in Piazza San Pietro. Il dato è riferito dalla Sala stampa vaticana rispetto a quanto chiarito dalle autorità di sicurezza.
“Uniamo le nostre forze, morali ed economiche, per lottare insieme contro la poverta’ che degrada, offende e uccide tanti fratelli e sorelle, attuando politiche serie per le famiglie e per il lavoro”. Lo ha chiesto Papa Francescoall’Angelus al termine della celebrazione in piazza San Pietro durante la quale ha canonizzato 7 nuovi santi, ricordando che domani ricorre la Giornata Mondiale contro la poverta’ promossa dall’Onu. Il tema scelto per la Giornata – “Diritti Umani e Dignita’ dei Popoli che Vivono nella Poverta’” – richiama quanto proclama la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, adottata sessant’anni fa, quando dichiara che “ognuno ha il diritto ad un regime di vita adeguato per la salute e il benessere proprio e della propria famiglia”.
“Sessant’anni dopo, centinaia di milioni di persone – scrive il segretario dell’Onu Ban Ki-moon nel suo messaggio per la Giornata – sono ancora prive di diritti umani fondamentali, quali quello al cibo, a un’abitazione, all’educazione, a decenti condizioni di lavoro. Quanti sono costretti a vivere in condizione di poverta’ si trovano spesso a dover subire esclusione sociale e discriminazione”. “La poverta’ – denuncia il messaggio – depreda i poveri della loro dignita’ umana. I nostri sforzi per sradicare la poverta’ devono indirizzarsi maggiormente sul rispetto per I diritti umani e la dignita’ di tutti. Devono andare oltre la soddisfazione di bisogni materiali di base e concentrarsi su discriminazione e disuguaglianza”. Secondo Ban Ki-moon, “cio’ significa garantire che tutti i poveri abbiano accesso alle risorse di cui hanno bisogno – terra, capitale, conoscenza, professionalita’ – per sfuggire alla poverta’. Significa anche attribuire ai poveri I mezzi per poter partecipare effettivamente ai processi decisionali e alle altre attivita’ che toccano direttamente le nostre vite. L’attuale stato di incertezza dell’economia mondiale rende tale compito ancora piu’ arduo, ma al tempo stesso ancora piu’ importante. L’aumento del prezzo di cibo e carburante, combinati con la crisi finanziaria globale, mettono a repentaglio i progressi compiuti per ridurre poverta’ e fame in molte parti del mondo”.
Dobbiamo pregare “non per vincere la guerra, ma per vincere la pace!”. Lo ha chiesto Papa Francesco alla folla che in piazza San Pietro partecipava alla messa per la canonizzazione dei 7 nuovi santi. “Essi – ha spiegato – hanno raggiunto la meta, hanno avuto un cuore generoso e fedele, grazie alla preghiera: hanno pregato con tutte le forze, hanno lottato, e hanno vinto”. Francesco ha ricordato l’episodio di Mose’ che pregava con le braccia in alto per la vittoria del suo popolo, che arretrava pero’ sotto i colpi del nemico quando per la stanchezza egli abbassava le braccia. Bisogna pregare senza stancarsi, dunque, come Mose’, il quale e’ stato soprattutto uomo di Dio, uomo di preghiera”.
“La stanchezza – ha riconosciuto il Pontefice – e’ inevitabile, a volte non ce la facciamo piu’, ma non si vince la battaglia della perseveranza senza la preghiera, non una preghiera sporadica e altalenante: essere saldi nella preghiera per rimanere saldi nella fede e nella testimonianza. Gridare, non stancarsi e se ti stanchi chiedere aiuto per tenere le mani alzate”. “I santi – ha ricordato allora Francesco- sono uomini e donne che entrano fino in fondo nel mistero della preghiera. Uomini e donne che lottano con la preghiera, lasciando pregare e lottare in loro lo Spirito Santo; lottano fino al limite, con tutte le loro forze, e vincono, ma non da soli: il Signore vince in loro e con loro”. Secondo Bergoglio, “questi sette testimoni che oggi sono stati canonizzati, hanno combattuto la buona battaglia della fede e dell’amore con la preghiera”. “Per questo – ha rilevato – sono rimasti saldi nella fede, con il cuore generoso e fedele. Per il loro esempio e la loro intercessione, Dio conceda anche a noi di essere uomini e donne di preghiera; di gridare giorno e notte a Dio, senza stancarci; di lasciare che lo Spirito Santo preghi in noi, e di pregare sostenendoci a vicenda per rimanere con le braccia alzate, finche’ vinca la Divina Misericordia”.
Papa Francesco ha proclamato 7 nuovi santi in piazza San Pietro, dove e’ esploso un lungo applauso al termine della lettura del decreto che stabilisce l’iscrizione nel libro dei santi e prescritto che siano venerati in tutto il mondo. Si tratta di due martiri: Salomone Leclercq (1745-1792), al secolo Guglielmo Nicola Ludovico, dei Fratelli delle Scuole Cristiane, martire durante la Rivoluzione Francese e Giuseppe Sanchez del Rio (1913-1928), quindicenne martire nelle persecuzioni anticlericali in Messico. Un vescovo spagnolo: Manuel Gonzalez Garcia (1877- 1940), vescovo di Palencia, fondatore dell’Unione Eucaristica Riparatrice e della Congregazione delle Suore Missionarie Eucaristiche di Nazareth. Due sacerdoti italiani: Lodovico Pavoni (1784-1849), sacerdote, fondatore della Congregazione dei Figli di Maria Immacolata e Alfonso Maria Fusco (1839-1910), sacerdote, fondatore della Congregazione delle Suore di San Giovanni Battista. Infine il sacerdote argentino che condivise fino in fondo la vita con i mandriani che gli erano stati affidati, Giuseppe Gabriele del Rosario Brochero (1840-1914), noto come Cura’ Brochero e sempre ritratto a cavallo di un mulo ed Elisabetta della Santissima Trinita’ Catez (1880-1906), al secolo Elisabetta Catez, monaca professa dell’Ordine dei Carmelitani Scalzi, la prima ad utilizzare l’espressione “Dio Madre” nei suoi profondi scritti spirituali, dunque anticipatrice del magistero di Papa Luciani e Papa Francesco in questa materia.