L’Autorita’ anticorruzione ritiene ‘configurabile il conflitto di interessi’ per Raffaele Marra e la nomina del fratello alla Direzione Turismo. La situazione ‘era conosciuta’ alla sindaca, accusata anche di ‘contraddizioni’ nelle dichiarazioni sull’istruttoria per la nomina. Il capo di gabinetto Romeo si dimette e fa mea culpa: ‘Su Marra ho commesso errori di valutazione, chiedo scusa ai romani’. Gli inquirenti esaminano Pc e cellulare dell’ex braccio destro di Raggi per ricostruire la rete di contatti. Interrogata l’ex assessore Muraro, indagata per reati ambientali.
Altra giornata turbinosa per la Giunta capitolina retta da Virginia Raggi, all’indomani della bocciatura del bilancio previsionale 2017-19 che doveva il suo fiore all’occhiello amministrativo. L’Autorità nazionale anticorruzione, Anac, infatti, ha reso pubblico il parere con il quale afferma che la sindaca era a conoscenza del conflitto di interessi che investiva il suo ex capo di gabinetto e capo del personale Raffaele Marra (attualmente agli arresti) quando firmava la nomina di suo fratello a capo del dipartimento Turismo. Anac smentisce la versione della sindaca, che ha avocato a sé tutta la responsabilità della nomina inopportuna, spiegando che Raggi non può non aver interpellato il capo del personale nel momento in cui varava il cambio al vertice dei dipartimenti capitolini. Anche perché – ricorda l’Anac – è stato Marra a raccogliere tutta la documentazione alla base del turnover rientrante, per ironia, nelle azioni anticorruzione del Comune di Roma avviate da Ignazio Marino.
La delibera che l’Anac ha inviato alla procura della Repubblica confluirà nel fascicolo già aperto sulle nomine fatte da Raggi: l’ex capo di gabinetto Carla Raineri, l’assessore al Bilancio Andrea Mazzillo, il delegato al personale Antonio De Santis e il capo segreteria Salvatore Romeo. Nel pomeriggio, ad alcune redazioni giornalistiche, dalla mail istituzionale di Romeo è arrivato un suo messaggio in cui ha annunciato di “fare un passo indietro ed evitare che attaccando la mia persona si possa nuocere allo straordinario lavoro che si sta svolgendo in Campidoglio”. Romeo ha ammesso “degli errori di valutazione, in considerazione delle vicende che hanno coinvolto Raffaele Marra”, e per questo ha chiesto scusa a tutti i romani sottolineando la propria “assoluta estraneità alle inchieste”. Romeo, il quale oltre che militante della prima ora del M5S era già dipendente capitolino, ieri mattina è passato in Campidoglio a prendere le sue cose, ma sarà ricollocato nella struttura comunale al termine dell’incarico affidatogli da Raggi.
Se il terzo astro calato dell’entourage Raggi cambia almeno ufficio, l’assessore alle Partecipate Massimo Colomban prende oggi pieno possesso delle sue funzioni di coordinamento della macchina amministrativa comunale, come chiesto da Beppe Grillo come condizione per non scaricare la sindaca dopo l’ultima crisi di Giunta, e come annunciato da giorni da Askanews. Raggi, con una nota ufficiale, conferma che “Colomban dovrà occuparsi di ottimizzare l’articolazione organizzativa di Roma Capitale nell’ambito di un più ampio processo di revisione strutturale che coinvolge anche le aziende partecipate”. Per sostenere il carico del maggior Coordinamento di Atac, Ama e Acea, oltre le altre partecipate, Colomban ha chiamato un conterraneo, Paolo Simioni, già amministratore delegato del Gruppo Save Spa -Aeroporto Marco Polo di Venezia. A Simioni affida il timone di un gruppo di lavoro, che mette insieme manager del Comune e delle partecipate romane per farle lavorare meglio e di più insieme, con una maggiore e più conseguente programmazione, come hanno raccomandato anche i revisori dell’Oref bocciando ieri il piano di spese, tagli e investimenti per il prossimo triennio della Giunta Raggi.
Intanto, è già scattato il conto alla rovescia per arrivare ad approvare in Aula Giulio Cesare un nuovo bilancio entro il 28 febbraio, dopo la bocciatura dei revisori dei conti pubblici(Oref). Data che potrebbe slittare a fine aprile su richiesta dell’Anci. I tecnici del Comune, però, sono già al lavoro per rispondere ai richiami dell’Oref e implementare il documento presentato. L’assessore al bilancio Andrea Mazzillo assicura anche oggi che “c’è comunque tutto il tempo per approvare il bilancio entro la scadenza di legge” e che “non ci fermeremo neppure a Natale e Capodanno. Rispettiamo l’Oref, che chiede rigore e rispetto dei vincoli di finanza pubblica, e correggeremo dei parametri”.
Un sassolino nella scarpa, però, se l’è tolto l’economista Nino Galloni, un’autorità per il Movimento e tra le sue fila, che avrebbe dovuto sedere al suo posto ma fu stoppato dai più vicini a Raggi nel movimento, perché giudicato troppo sopra le righe. “E’ facile buttare la croce sulla Raggi e sui suoi, però vediamo come sono stati scelti e perché sono stati così impermeabili ad aiuti che potevano arrivare dall’esterno del Movimento”, ha insinuato a Radio Cusano campus. E ancora: “Lei ha lavorato in uno studio legale, adesso fa la sindaca, è molto giovane. Ci sono persone che hanno trafficato tutta una vita coi ministeri, non mi pare si sia voluta trovare la soluzione. Forse nel M5S c’è qualcuno che pensa: lasciamoli cadere, poi si vedrà”.
“Quirinale: in mezzo alla quintessenza dei resti della storia d’Italia si aggira il sindaco di Roma capitale. In ‘mezzo’ a pacche sulle spalle, discorsini di sottocchio, puntini sulle i vietati oppure troppi, pancette tonde al mercato nel tempio della democrazia. Dove, pacatamente svenduta la sovranità, restano espressioni sempre più vuote e disorientanti. Virginia RAGGI non è ignorata complottisticamente, ma invisibile: come i cittadini a questo potere sempre più inconsapevole delle sue responsabilità”. Sul suo blog Beppe Grillo pubblica un breve video sulla cerimonia di ieri al Colle per lo scambio di auguri natalizi dove si vede Virginia RAGGIsostanzialmente ignorata dai presenti. Solo il ministro della Giustizia Andrea Orlando e il capogruppo di Fi alla Camera, Renato Brunetta stringono la mano al sindaco di Roma. Grillo titola il ‘girato’ ‘Un cittadino al di sotto di ogni sovranità’ e denuncia: “Virginia sta lì… in mezzo a quei monelli invecchiati male che la fissano per un attimo, come un barbone alla prima della Scala…”. Il leader di M5S attacca: ”Un potere irresponsabile non può organizzare dei veri complotti ma sopravvivere soltanto a se stesso. Come tanti pezzi di un grosso verme che non si vede il culo da una vita intera, un verme solitario, che abita la pancia di questo Paese sempre con gli stessi segmenti: Napolitano and Sons, pallidi -sebbene straviziati nel resort di Montecitorio- e ciechi ai cittadini che neppure si sognano di rappresentare o sognare”. “Un nugolo di parassiti -attacca- che aspetta un treno di regalie prenatalizie, lei sembra quello che immagino nei miei incubi peggiori: non essere visto”.
Grillo tuona:”Non puoi mica andare tutti i giorni dal concessionario travestito da cliente della Lamborghini per avere l’impressione di essere ascoltato! Ma cosa deve fare un cittadino al di sotto di ogni sovranità?!?! Lasciarsi deridere da dei deretani? No Olimpiadi No Happy Hours? Come funziona questa democrazia di soffitta? Funziona così, come la vedete, se ti ci ha mandato il popolo sei Truman: ti guardano sperando che ti faccia male”. “I Malagò -avverte- sono i filosofi di quella nebbia umana nella quale si sentirebbe disperso pure Cristoforo Colombo. Virginia sta lì… in mezzo a quei monelli invecchiati male che la fissano per un attimo, come un barbone alla prima della Scala: “oh poverina… meglio a lei che a me”. Fosse soltanto per lei mi limiterei a considerarlo un episodio di maleducazione collettiva: purtroppo è la fotografia esatta di come la casta vede i cittadini”.