Caccia all’uomo dopo la strage a Berlino, operazione di polizia in Nordreno-Westfalia. Mandato di cattura internazionale per un giovane tunisino, Anis Amri, i cui documenti sono stati trovati nel tir killer. Offerta una taglia fino a 100mila euro. L’uomo, arrivato in Italia nel 2012 minorenne e solo, e’ stato 4 anni in carcere a Palermo per poi essere allontanato dal nostro paese. Era sospettato di preparare un atto violento, e’ considerato ‘armato e pericoloso’. A Berlino in corso esami del Dna per l’identificazione di Fabrizia Di Lorenzo. La madre in lacrime ha ammesso: ‘Sento che mi ha abbandonata’. A Palermo Giuseppe La Grassa, ferito dal Tir, dice: ‘Siamo miracolati’.
Intanto si apprende che l’autista polacco ucciso avrebbe cercato di deviare la corsa del tir fino all’ultimo, lottando con l’attentatore. E mentre la Francia innalza i controlli alle frontiere con Germania, Svizzera e Lussemburgo, il premier Gentiloni esprime la sua vicinanza alla famiglia della giovane italiana data per dispersa: ‘il mondo e’ sotto attacco – afferma – ma non si deve chiudere’.
E’ caccia all’uomo a Berlino e in tutta la Germania. Un’ora e mezzo dopo la strage provocata dal tir piombato lunedi’ sera su un mercatino di Natale nel centro della capitale tedesca, la polizia aveva fermato un giovane pachistano, entrato nel paese come profugo il 31 dicembre del 2015, sospettato di essere il conducente stragista dell’autoarticolato. Il 23enne richiedente asilo, con alle spalle reati a sfondo sessuale e atti di microcriminalita’, aveva pero’ respinto ogni addebito ne’ i rilievi della scientifica tedesca hanno potuto confermare che fosse lui il responsabile dell’attacco terroristico o della morte dell’autista polacco trovato morto nell’abitacolo del tir. Il giovane e’ stato dunque rilasciato e le forze dell’ordine tedesche si sono messe sulle tracce del responsabile della strage. Authorities said one or more fugitives were likely armed and dangerous. “Ci potrebbe essere un pericoloso criminale nella nostra area”, ha avvertito ieri il capo della polizia di Berlino Klaus Kandt, invitando la popolazione a essere “particolarmente attenta”.
A Berlino sono arrivati anche i famigliari di Fabrizia Di Lorenzo, la 31enne di Sulmona, di cui si sono perse le tracce dopo i fatti di lunedi’. La giovane, che parla bene il tedesco, vive e lavora nella capitale tedesca gia’ da diversi anni. Il giorno dopo la strage la ragazza non si e’ presentata al lavoro e a far temere ha contribuito il ritrovamento del suo cellulare nei pressi del mercatino berlinese travolto dal tir. Saranno le analisi del Dna a confermare ufficialmente se Fabrizia Di Lorenzo abbia perso la vita nell’attacco.