Nei primi dieci mesi 2016 il saldo tra i contratti a tempo indeterminato stipulati e le cessazioni e’ di +61,6mila unita’: un dato peggiore dell’89% rispetto ai primi dieci mesi 2015. Nel medesimo periodo, sono stati venduti 121,5 milioni di voucher da 10 euro, con un incremento del 32,3%. Il ministro Poletti ha detto che il governo e’ pronto a ‘rideterminare dal punto di vista normativo il confine dell’uso dei voucher’.
Se 100mila giovani se ne sono andati dall’Italia, ‘non e’ che qui sono rimasti 60 milioni di ‘pistola’… Conosco gente che e’ andata via e che e’ bene che stia dove e’ andata, perche’ sicuramente questo Paese non soffrira’ a non averli piu’ fra i piedi’. Lo ha detto il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, parlando con i giornalisti a Fano della fuga dall’Italia di tanti ragazzi in cerca di occupazione. ‘Intanto – ha sostenuto Poletti – bisogna correggere un’opinione secondo cui quelli che se ne vanno sono sempre i migliori. Se ne vanno 100mila, ce ne sono 60 milioni qui, sarebbe a dire che i 100mila bravi e intelligenti se ne sono andati e quelli che sono rimasti qui sono tutti dei ‘pistola’. Permettetemi di contestare questa tesi’. Detto questo, ha concluso il ministro del Lavoro, ‘e’ bene che i nostri giovani abbiano l’opportunita’ di andare in giro per l’Europa e per il mondo. E’ un’opportunita’ di fare la loro esperienza, ma debbono anche avere la possibilita’ di tornare nel nostro Paese. Dobbiamo offrire loro l’opportunita’ di esprimere qui capacita’, competenza, saper fare’. Le affermazioni di Poletti hanno sollevato molte polemiche.
I voucher crescono del 32,5% e i contratti a tempo indeterminato giù dell’89%: sono questi i dati di maggior rilievo registrati nei primi 10 mesi del 2016 dall’Osservatorio sul precariato dell’Inps. Volano dunque, anche se meno di quel +67% registrato nel 2015 sul 2014, i “buoni lavoro” che tra gennaio e ottobre di quest’anno toccano quota 121,5 milioni, mentre arretrano pesantemente, di pari passo con il decalage della decontribuzione prevista per i contratti a tutele crescenti, i contratti a tempo indeterminato che, al netto delle cessazioni, ammontano a 61.640 contro i 588.039 registrati nello stesso periodo del 2015 e ai 101.255 del 2014. In calo invece del 4,6% complessivamente le cessazioni mentre salgono del 2,4% i licenziamenti per quel che riguarda i contratti a tempo indeterminato. In particolare a crescere sono sia quelli per giustificato motivo oggettivo che quelli per giusta causa: i primi passano dai 380.292 dei primi 10 mesi del 2015 ai 399.613 del 2016 mentre i secondi passano da 47.728 dello scorso anno ai 60.817 di quest’anno. Sotto il profilo della consistenza complessiva dei rapporti di lavoro, invece, i primi dieci mesi del 2016, nel settore privato, registrano un saldo, tra assunzioni e cessazioni, pari +497.000 contratti , inferiore a quello del corrispondente periodo del 2015 (+636.000) ma superiore a quello dei primi dieci mesi del 2014 (+313.000). Un dato questo che proiettato sui dodici mesi porta ad un saldo su anno, compresi i rapporti stagionali, di +486.000.
“Il risultato positivo è largamente imputabile al trend di crescita netta registrato dai contratti a tempo indeterminato, il cui saldo annualizzato a ottobre 2016 è pari a +406.000. Tale saldo riflette gli effetti di trascinamento dovuti all’intensa dinamica di crescita registrata negli ultimi mesi del 2015”, spiega l’Inps. Al lordo delle cessazioni le assunzioni, nel periodo gennaio-ottobre 2016, sono state pari a 4.833.000, con una riduzione di 347.000 unità rispetto al corrispondente periodo del 2015 (-6,7%). Il rallentamento delle assunzioni ha riguardato principalmente i contratti a tempo indeterminato: -492.000, pari a -32,0% rispetto ai primi dieci mesi del 2015 ma anche le trasformazioni a tempo indeterminato contrattesi del 34,1%. Salgono invece i contratti a tempo determinato che nei primi dieci mesi 2016 registrano 3.106.000 assunzioni, in aumento sia sul 2015 (+4,9%), sia sul 2014 (+7,6%). Su anche i contratti in apprendistato che conferma il proprio trend di crescita. In particolare, rispetto all’analogo periodo del 2015, le assunzioni in apprendistato aumentano di 38.000 unità (+24,5%).I contratti stagionali registrano invece una riduzione del 7%. Per quel che riguarda i contratti stipulati con decontribuzione biennale sono state 323mila le nuove assunzioni a tempo indeterminato e 117000 le trasformazioni di rapporti a termine per un totale di 440.000 rapporti di lavoro agevolati., circa il 33,9% del totale delle assunzioni o trasformazioni a tempo indeterminato.
Un dimezzamento, questo, rispetto a quanto totalizzato l’anno precedente quando l’incidenza delle assunzioni e trasformazioni agevolate , ma con abbattimento totale dei contributi a carico del datore di lavoro per un triennio, era stata pari al 60,8% del totale dei contratti. Quanto alla composizione dei nuovi rapporti di lavoro in base alla retribuzione mensile, si registra, per le assunzioni a tempo indeterminato intervenute nei primi dieci mesi del 2016, una riduzione della quota di retribuzioni inferiori a 1.750 euro rispetto a quanto osservato per il corrispondente periodo 2015.
In riferimento ad alcune sue affermazioni relative ai giovani riportate dalla stampa, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, Giuliano Poletti, afferma: “Evidentemente mi sono espresso male e me ne scuso. Non mi sono mai sognato di pensare che è un bene per l’Italia il fatto che dei giovani se ne vadano all’estero. Penso, semplicemente, che non è giusto affermare che a lasciare il nostro Paese siano i migliori e che, di conseguenza, tutti gli altri che rimangono hanno meno competenze e qualità degli altri. Ritengo, invece, che è utile che i nostri giovani possano fare esperienze all’estero, ma che dobbiamo dare loro l’opportunità tornare nel nostro paese e di poter esprimere qui le loro capacità e le loro energie”.