Oltre alla procura di Rieti, indagano sui crolli nel terremoto anche i magistrati marchigiani. Verifiche, dai progetti alle realizzazioni, verranno fatte sugli edifici collassati. Il primo incarico affidato ai Carabinieri e’ stata l’identificazione dei cadaveri e la geolocalizzazione del ritrovamento dei corpi, in base alla quale ricostruire eventuali responsabilita’ nella costruzione, ricostruzione o nel consolidamento sismico delle case. Il sindaco di Arquata: nessun dubbio sulla ricostruzione post-terremoto del 1997. Cantone sul crollo della scuola ad Amatrice: faremo chiarezza sugli appalti.
“No, quanto accaduto non può essere considerato solo frutto della fatalità. L’esperienza e la logica ci dicono che, ad Amatrice, le faglie hanno fatto tragicamente il loro lavoro. E questo si chiama destino. Ma se gli edifici fossero stati costruiti come in Giappone, non sarebbero crollati”. A parlare, in un colloquio con Repubblica, è il procuratore capo di Rieti, Giuseppe Saieva. Al momento la priorità, per Saieva, sono le vittime, le salme da identificare ufficialmente, da sottoporre ad esame medico- legale una per una. “Tutte le nostre risorse sono impegnate su questo fronte”, dice. Il procuratore, che ha aperto un’inchiesta per disastro colposo e omicidio colposo, dopo il TERREMOTO è andato personalmente sui luoghi del disastro. “Per portare la mia solidarietà”, spiega. “All’ingresso del paese ho visto una villa schiacciata sotto un’enorme tettoia di cemento armato”, racconta. “Poco lontano c’era anche un palazzo di tre piani che aveva tutti i tramezzi crollati. Devo pensare che sia stato costruito al risparmio, utilizzando più sabbia che cemento. Cose che accerteremo a tempo debito. Se emergeranno responsabilità e omissioni, saranno perseguite. E chi ha sbagliato, pagherà”. Secondo una prima stima, sono 115 gli edifici crollati o gravemente lesionati nei comuni del reatino. I pm, per prima cosa, dovranno verificare se ciò che è stato costruito ex novo o modificato negli ultimi 15 anni sia conforme al testo unico del 2001, la norma base con le disposizioni in materia di progettazione antisismica. E questa radiografia la subirà anche la scuola Romeo Capranica di Amatrice.
La Procura di Ascoli Piceno ha aperto un’inchiesta sul sisma di mercoledi’ 24 agosto che ha causato la morte di 50 persone ad Arquata del Tronto e nelle sue frazioni. Si tratta di un fascicolo di indagini per atti che non costituiscono reato. Il pm Umberto Monti ha affidato ai carabinieri il compito di redigere una relazione su quanto avvenuto la notte del Terremoto, e in particolare sugli effetti e i danni provocati agli edifici di Arquata del Tronto costruiti negli anni piu recenti, al massimo 10 anni fa , quando erano gia’ in vigore norme antisismiche. Sotto la lente degli investigatori finiscono quindi case, alberghi, aziende, scuole e tutte le strutture che hanno ceduto alle scosse del sisma. Al momento non vi e’ nessun indagato.