Caccia alla rete del killer di Westminster. Due arresti definiti ‘importanti’ a Birmingham. In campo altri 1.500 agenti. Scotland Yard diffonde una foto di Khalid Masood, il 52enne attentatore ucciso: carnagione scura, calvo, con la barba, come era apparso nelle immagini riprese durante i concitati secondi dell’attacco. a Westminster quando alcuni agenti armati lo avevano ferito a Intanto, scoppia la polemica sulla sicurezza della premier May dopo un filmato pubblicato dal Sun e per la ‘fuga’ del capo ad interim di Scotland Yard durante le fasi piu’ drammatiche dell’ assalto.
Un filmato pubblicato dal Sun ha scatenato le polemiche nel Regno Unito sulla sicurezza in particolare per la persona della premier May. Le immagini mostrano il primo ministro, subito dopo l’uccisione del killer, che viene scortato in una zona non coperta e senza porte a cento metri da dove e’ stato colpito l’agente poi morto. Il Sun afferma che ‘solo Dio sa cosa sarebbe potuto accadere se ci fosse stato anche un altro terrorista, pronto a sparare o accoltellare Theresa May. Intanto il bilancio delle vittime sale a quattro, e’ morto infatti un uomo che era rimasto gravemente ferito sul ponte. Nella notte la polizia ha eseguito due nuovi arresti ritenuti ‘importanti’.
Con passo veloce ma incerto, la premier britannica Theresa May si avvia verso la sua auto. Inizialmente sbaglia direzione, ma un uomo della sua scorta la richiama e le indica la Jaguar color argento parcheggiata che la portera’ via, al sicuro, lontano dal lupo solitario jihadista Khalid Masood che sul ponte di Westminster ha appena compiuto la strage, martedi’ scorso. La scena e’ chiaramente visibile in un filmato pubblicato in esclusiva dal Sun. Si tratta di immagini riprese dall’alto, da una finestra sul cortile dove e’ parcheggiata la Jaguar XJ della premier. Attorno a lei si muovono almeno sei uomini del team che si occupa della sua sicurezza. Uno imbraccia un fucile, chiaramente visibile. Quando la premier e’ ormai salita sull’ auto, a sua volta sale su un grosso suv nero per seguirla con gli altri uomini della scorta. Il parcheggio all’aperto e’ in un edificio a meno di un centinaio di metri da dove e’ stato da poco ucciso Masood e non ha porte da poter chiudere, secondo quanto scrive il Sun. Ci sono “solo due varchi per i veicoli”, ha detto una fonte al giornale, aggiungendo che “se ci fosse stato piu’ di un attaccante, solo Dio sa che sarebbe potuto accadere. Avrebbero potuto correre direttamente attraverso uno dei due varchi e tentare di pugnalarla o di spararle”.
Si chiamava Khalid Masood, cittadino britannico di origini pakistane, fede islamica, 52 anni. E’ lui l’uomo che ha fatto scorrere il sangue all’ombra del palazzo di Westminster falciando pedoni a bordo di un suv e poi accoltellando un agente a morte prima di essere abbattuto sulla soglia del parlamento piu’ antico del mondo. La polizia gia’ lo conosceva per diversi reati minori. Il bilancio delle sue vittime, purtroppo, intanto e’ salito a quattro, con la morte di un 75enne ferito gravemente sul ponte di Westminster. All’indomani dell’attacco che ha fatto ripiombare il Regno Unito avviato verso la Brexit nell’incubo del terrorismo, colpendolo al cuore di uno dei suoi simboli, Londra cerca di rialzare la testa. Parla Theresa May: “Non abbiamo paura e non ci facciamo intimorire”. L’attentatore di Westminster ha piu’ di un legame con Birmingham dove le forze di polizia hanno svolto perquisizioni e arresti. La citta’ e’ tristemente nota come la ‘capitale dello jihadismo’ made in Uk: un milione di abitanti, 250 mila musulmani, 39 condanne per terrorismo in pochi anni e la partenza di almeno un quinto dei foreign fighters britannici.