”Il mondo e l’Europa hanno bisogno piu’ che mai della Francia, di una Francia forte”: lo ha detto il presidente Emmanuel Macron nel suo primo discorso all’Eliseo dopo la proclamazione. La folla lo acclama sugli Champs-Elysees. “Avro’ la volonta’ costante di riconciliare e riunire l’insieme dei francesi”, ha aggiunto. E ancora: “Non cedero’ su nessuno degli impegni presi, dobbiamo costruire il mondo che i nostri giovani meritano”. “Lascio un Paese decisamente migliore di quello che ho trovato”, commenta Francois Hollande.
“Il mondo e l’Europa hanno bisogno piu’ che mai della Francia, di una Francia forte”, ha detto Macron pronunciando il breve discorso di insediamento dopo la proclamazione ufficiale e le insegne della Legion d’onore ricevute dal presidente del Consiglio costituzionale, Laurent Fabius. “Abbiamo un ruolo immenso: correggere gli eccessi nella rotta del mondo. E’ la nostra vocazione. Avremo bisogno di un’Europa piu’ efficace, piu’ democratica, piu’ politica, poiche’ essa e’ lo strumento della nostra potenza e della nostra sovranita’”, ha detto il neo presidente. Che ha aggiunto: “c’e’ bisogno di una Francia che sappia inventare il futuro, la mia prima esigenza sara’ di restituire ai francesi la fiducia in se stessi che per troppo tempo e’ stata indebolita”. Sull’economia: “liberare il lavoro”, “sostenere le imprese, la creativita’, l’innovazione”, perche’ “la Francia e’ forte soltanto se e’ prospera”. All’Eliseo anche Brigitte: “pregate per mio marito, pregate tanto”, ha detto commossa.
Un applauso lunghissimo di tutti i presenti, gli invitati, il personale dell’Eliseo e – per la prima volta, infrangendo il protocollo – anche del suo successore. Francois Hollande, che 5 anni fa aveva lasciato Nicolas Sarkozy uscire da solo dal portone presidenziale senza neppure accompagnarlo all’automobile, ha ricevuto un omaggio caloroso. Ma e’ sembrato quasi sollevato dalla fine di un mandato terribilmente in salita, fra difficolta’ di ogni tipo, attentati, crisi, disoccupazione, impopolarita’. Seguendo i passi di Francois Mitterrand, l’altro presidente socialista che lascio’ l’Eliseo nel maggio 1995 e passo’ dalla sede socialista di rue Solferino a stringere mani e dare il suo addio ai compagni, Hollande e’ andato oggi per “ritrovare dei ricordi, dei volti”. Gli hanno fatto trovare uno striscione con la sua immagine e la grande scritta, “Merci”
“Parigi è il cuore storico del nostro Paese, i suoi muri, le sue strade e la sua geografia portano il segno della nostra storia” e “io vengo dritto al cuore della Francia, al cuore storico, al cuore ferito, al cuore che batte. Vengo al cuore della Francia che, il 7 maggio, ha portato questo messaggio di libertà, di fierezza, di una Francia forte che dice no all’odio, al ripiegamento su se stessa e alla divisione”. Così il nuovo presidente francese, Emmanuel Macron, nel suo intervento alla sede del Comune di Parigi, dove è stato accolto dalla sindaca Anne Hidalgo e ha tenuto un discorso nella sala delle feste davanti a circa 800 persone. Con lui anche la premier dame, Brigitte Macron.
“Parigi è anche un cuore ferito. Qualche mese fa la nostra capitale ha pagato un prezzo pesante al terrorismo islamista” e “in questi momenti terribili Parigi è stata ammirata dal mondo intero”. Così il nuovo presidente francese, Emmanuel Macron, nel suo intervento alla sede del Comune di Parigi, dove è stato accolto dalla sindaca Anne Hidalgo e ha tenuto un discorso nella sala delle feste davanti a circa 800 persone. “Nell’avversità i parigini sono rimasti fedeli a sé stessi, sfilando a milioni per le strade della capitale; al momento di questi drammi qual è stato il primo riflesso dei parigini? Rifugiarsi? Barricarsi? Fuggire? No, il primo riflesso di migliaia di parigini è stato di aprire le porte, ritrovarsi, andare a donare il sangue, offrire aiuto”, ha proseguitoMacron elogiando la risposta della capitale agli attacchi terroristici. Il nuovo capo dello Stato ha inoltre ricordato la polizia e i soccorritori, che ha definito “eroi anonimi di cui la Repubblica si ricorderà per sempre” e ha elogiato l’apertura di Parigi ai migranti: “Davanti all’afflusso di rifugiati avete spiegato che c’era bisogno di una risposta degna e avete agito”.