SALVINI PRESENTA PDL A DIFESA DEL MADE IN ITALY
Tutti i marchi storici facciano parte di un albo al Mise: non e’ possibile acquistare marchi Made in Italy e poi produrre all’ estero. No alla delocalizzazione selvaggia. Lo propone una pdl della Lega presentata a Montecitorio dal segretario Matteo Salvini, il capogruppo Molinari e Barbara Santamartini. “Vogliamo – ha chiarito Salvini – difendere con le unghie e con i denti e con leggi di buon senso le aziende italiane e i marchi storici: vuoi fare il cioccolato in Turchia? Allora metti Made in Turchia sui tuoi prodotti, senza usare marchio italiano. Questa sara’ una grande battaglia che faremo dopo il 26 maggio”.
Una proposta di legge per i marchi storici a tutela del Made in Italy, e’ stata presentata questa mattina alla Camera dal vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, dal capogruppo alla Camera della Lega, Riccardo Molinari e da Barbara Saltamartini, presidente della Commissione attivita’ produttive. “E’ uno strumento per la difesa del Made in Italy e delle aziende italiane, vogliamo difendere con le unghie e con i denti le aziende italiane. Negli anni passati c’e’ stato lo shopping delle aziende italiane dove i governi di sinistra hanno assistito senza muovere un dito”, ha affermato il vicepremierSalvini. Il capogruppo del Carroccio, Molinari, spiega come questa proposta sia nata da una iniziativa del gruppo della Lega a seguitop di una vicenda nota che e’ quella della Pernigotti.
La tutela dei marchi storici è una svolta per l’agroalimentare Made in Italy dopo che ormai circa 3 su 4 sono già finiti in mani straniere e vengono spesso sfruttati per vendere prodotti che di italiano non hanno piu’ nulla, dall’origine degli ingredienti allo stabilimento di produzione. E’ quanto afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel commentare l’annuncio del Vicepremier e Ministro degli Interni Matteo Salvini della presentazione di un Pdl per la tutela dei marchi storici di oltre 50 anni. Si tratta di un’inversione di tendenza dopo che – sottolinea Coldiretti – negli ultimi decenni gli stranieri hanno acquisito quote di proprietà nei principali settori dell’agroalimentare italiano, dalla pasta all’olio, dagli spumanti ai gelati, dai salumi fino ai biscotti. Uno shopping senza freni che è stato peraltro accompagnato solo da sporadiche azioni dell’Italia all’estero dove spesso – denuncia la Coldiretti – sono stati frapposti ostacoli. L’attenzione all’acquisizione dei marchi storici è necessaria perchè – afferma Prandini – si tratta spesso del primo passo della delocalizzazione che si realizza con lo spostamento all’estero delle fonti di approvvigionamento della materia prima agricola e con la chiusura degli stabilimenti e il trasferimento di marchi storici e posti di lavoro fuori dai confini nazionali. In questo contesto l’Italia – conclude Prandini – ha il dovere di porsi all’avanguardia in Europa nelle politiche di tutela della trasparenza proseguendo nel percorso intrapreso a livello nazionale nell’obbligo di indicare in etichetta la provenienza degli alimenti dando al piu’ presto attuazione alle nuove norme sull’obbligo di indicare in etichetta l’origine di tutti gli alimenti approvate con la legge n.12 dell’11 febbraio 2019 sulle semplificazioni. Negli anni – conclude la Coldiretti – sono volati all’estero, tra gli altri, la birra Peroni, i gelati Grom, Antica gelateria del Corso e Algida, i marchi dell’olio Bertolli, Carapelli, Sasso, Sagra e Filippo Berio, la pasta Buitoni e la pasta Del Verde, i cioccolatini Perugina e Pernigotti, lo spumante Gancia, latte e formaggi di Parmalat, Galbani, Invernizzi, Locatelli e delle Fattorie Scaldasole, i salumi Fiorucci, l’Orzo Bimbo, i cracker Saiwa, le bibite San Pellegrino, i liquori Stock e le caramelle la Sperlari.