Chiedono al premier Paolo Gentiloni di dimettersi, al Parlamento di approvare una legge elettorale entro il 31 marzo e di andare alle elezioni a giugno. Sono in diverse centinaia, si sono radunati questa mattina in piazza Santi Apostoli e alle 15, quando è arrivato il permesso dalla Questura una volta finite le celebrazioni parlamentari in aula alla Camera del 60mo anniversario dei trattati di Roma, davanti a Montecitorio. “Elezioni subito”, è lo striscione più evidente issato davanti all’obelisco della piazza durante il sit-in. “Il voto è mio e me lo gestisco io”, è la scritta su un cartello.
I manifestanti intonano ripetutamente l’inno di Mameli e gli slogan più ascoltati sono: “Gentiloni, Alfano, il popolo è sovrano”, “In galera, in galera”, “Rivoluzione, rivoluzione”. E ai poliziotti che li guardano a vista, in tenuta antisommossa dicono: “Poliziotto uno di noi”, “Viva la polizia, arrestateli”. Sottinteso i politici. In piazza nessuna bandiera di partito. Sull’appello di tre pagine che viene distribuito a giornalisti e passanti si parla del “Comitato indipendente cittadini AL VOTO SUBITO” che chiede di incontrare capigruppo e presidenti delle Camere. A sentire loro soltanto il presidente dei deputati della Lega, Massimiliano Fedriga, e quello di M5s, Vincenzo Caso, li hanno ascoltati. Sull’appello vengono riportate anche le richieste delle singole categorie che aderiscono alla manifestazione: c’è il comitato vittime del salvabanche e no salvabanche Ferrara; il gruppo lavoratori precoci uniti a tutela dei propri diritti; Agorà 2.0-mobilitazione nel trasporto; il popolo pugliese in difesa degli ulivi contro la Tap e la gestione dell’emergenza xylella. Ma oltre a quelli che firmano l’appello in piazza ci sono anche manifestanti che arrivano dal Molise e dalle Marche. “Siamo cittadini italiani”, spiegano alcuni manifestanti ai giornalisti che chiedono “chi siete?”, qualcun’altro dice: “Sono del movimento 5 stelle”. Tra loro litigano. L’elettore pentastellato dice: “La rivoluzione francese ha avuto buon esito perché hanno usato la ghigliottina, non hanno fatto elezioni”. Il ‘cittadino’ ribatte: “Le violenze non esistono, la nostra manifestazione è poacifica”. la controreplica del sedicente grillino è perentoria: “Sono punti di vista”.