PADOAN, ILLUSTRATI ANCHE I CONTENUTI DEL DEF E STATO BANCHE
Il vicepresidente della Commissione Ue Valdis Dombrovskis, parlando a La Valletta annuncia che le misure correttive alla manovra illustrate da Padoan ‘sono in linea con quello che abbiamo discusso e che ha raccomandato la Commissione’ Ue. Dombrovskis ha nominato solo una delle misura, lo split payment del’Iva, ‘che ha gia’ migliorato la raccolta dell’Iva e quindi la Commissione l’ha estesa’, anche se la proposta di Bruxelles ‘deve ancora essere approvata all’unanimita’ dal Consiglio’. Il ministro Padoan ha aggiornato Dombrovskis e il commissario Moscovici sui contenuti del Def, sui dettagli della manovra correttiva e sullo stato delle banche.
Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan a Malta incassa il via libera della Commissione Europea alla manovra correttiva per il 2017 e sui piani per il 2018, come delineati dal Mef. A margine dell’Ecofin informale nel palazzo del Gran Maestro alla Valletta, capitale di Malta, che ha la presidenza di turno del Consiglio Ue, Padoan ha incontrato il commissario europeo agli Affari Economici e Finanziari Pierre Moscovici e il vicepresidente della Commissione Valdis Dombrovskis. E gli incontri sono andati bene. Con Padoan, ha detto Dombrovskis, “abbiamo discusso gli sviluppi relativi al bilancio pubblico in Italia. Padoan ha delineato le misure addizionali pari allo 0,2% del Pil per quest’anno e i piani per il prossimo anno. Il governo italiano li presenterà pubblicamente la settimana prossima con il programma di stabilità e con il Def”. “Lascerei alle autorità italiane e al ministro Padoan -ha continuato Dombrovskis – l’annuncio pubblico delle misure. Ma direi che, per come sono state descritte, sembrano essere in linea con quanto è stato discusso e con quanto è stato raccomandato dalla Commissione Europea”. Ora la Commissione attende il passaggio delle misure nel Consiglio dei Ministri.
Padoan e Dombrovskis, a quanto si apprende da fonti alla Valletta, avrebbero inoltre concordato per l’Italia un aggiustamento di bilancio pari allo 0,6% del Pil per il 2018, come prevedono le regole del patto di stabilità. “Per quanto riguarda misure specifiche – ha continuato Dombrovskis – lo split payment, che le autorità italiane hanno richiesto, come un modo per migliorare la raccolta dell’Iva, la Commissione ha preso la decisione di estendere la possibilità” di utilizzarlo, “ma deve ancora essere approvata all’unanimità da parte del Consiglio”. “Quindi, c’è ancora del lavoro da fare, ma la determinazione del governo e del ministro Pier Carlo Padoan è stata molto chiara, di attenersi alla traiettoria di bilancio concordata, lavorando al tempo stesso su misure favorevoli alla crescita”, ha concluso il vicepresidente della Commissione Europea. Con Dombrovskis Padoan ha anche parlato della situazione delle banche, in particolare di quelle per cui si chiede il via libera alla ricapitalizzazione precauzionale. Su Banca Mps, dossier più avanzato rispetto a Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza e sul quale si negozia “tutti i giorni” con la Commissione Europea e la vigilanza Bce, Padoan si è detto “moderatamente ottimista, questo è il massimo a cui mi posso spingere”, sul fatto “che siccome stiamo facendo progessi su tutti i fronti” sul dossier Mps, “questi progressi possano essere presto conclusi con un accordo formale”.
Padoan ha anche difeso, ancora una volta, la necessità di procedere alle privatizzazioni, misure sgradite a una parte non piccola del Pd. Il presidente del partito, Matteo Orfini, ha ribadito anche stamani la sua contrarietà alle privatizzazioni. Ma Padoan le difende. Privatizzare pezzi del patrimonio pubblico, ha sottolineato, non ha solo l’obiettivo di “ridurre lo stock del debito”, ma anche quello di “aumentare l’efficienza delle imprese” e di “diversificare le fonti di finanziamento”. “Stiamo studiando – ha detto Padoan – misure sulla gestione del patrimonio pubblico, che permettano di raggiungere gli obiettivi delle privatizzazioni, che sono: ridurre il peso del debito, aumentare l’efficienza delle imprese che si espongano di più al mercato, arricchire e diversificare le fonti di finanziamento. Questi sono tutti insieme gli obiettivi delle politiche di privatizzazione, e non unicamente quella di riduzione dello stock del debito”. La struttura della manovra, delineata oggi a Cernobbio dal viceministro Enrico Morando, verrà ufficializzata martedì, quando, ha detto Padoan, si terrà il Consiglio dei Ministri. Quanto alle cifre anticipate dal viceministro, Padoan si è limitato a rispondere che “le cifre del Def le daremo quando pubblicheremo il Def, che deve essere approvato dal Consiglio dei Ministri. Ho appreso adesso di quello che Morando ha detto”.
Infine, il capitolo dei crediti deteriorati, al centro dei lavori dell’Ecofin informale ieri. Il problema, ha sottolineato Padoan, riguarda soprattutto lo stock degli Npl (Non-performing loans, ndr), che pure sta cominciando a diminuire, mentre “il flusso di nuove sofferenze è tornato a livelli pre crisi. Malgrado tutte le difficoltà, stiamo andando nella direzione giusta”. Sulla linea della Vigilanza Bce, “penso sia importante – ha aggiunto Padoan – che l’autorità di sorveglianza dell’unione monetaria ponga l’accento sul fatto che le banche devono avere dei piani, gestiti indipendentemente, che però fanno vedere un percorso in base al quale gli Npl delle banche ritornano a livelli fisiologici. Accelerare la velocità con cui già sta succedendo questo fenomeno. Dico che nel momento in cui si decide che la banca X ha un piano di questo tipo, l’orizzonte temporale dovrebbe essere ragionevole. Lo stesso presidente Draghi ha detto che ci vogliono due o tre anni”. Gli Npl, ha proseguito Padoan, “si sono accumulati in un periodo relativamente lungo, non si possono smobilizzare questi Npl da un giorno all’altro, specie se coinvolgono tante banche, perché questo crea un effetto potenzialmente destabilizzante. Sto semplicemente invitando alla prudenza: dobbiamo andare nella direzione giusta, più rapidamente di quanto avvenga oggi. Ma attenzione a non spingere l’acceleratore troppo in là, perché ha ripercussioni sulla stabilità: se tutti vogliono uscire da una porta stretta – ha concluso – qualcuno non ce la fa ad uscire dalla porta stretta in tempo”.