“Non ci arrendiamo alla logica di guerra”, serve “il dialogo per interrompere questa spirale”. Lo afferma il Presidente Sergio Mattarella, ad Assisi per le celebrazioni di San Francesco. “La pandemia non e’ definitivamente sconfitta, anche se l’azione dei vaccini e la risposta responsabile degli italiani ne hanno frenato l’espansione, ridotto grandemente la pericolosita’ e salvato la vita a decine di migliaia di persone”, dice il capo dello Stato. Occorrera’ ancora intelligenza collettiva e responsabilita’”.
“San Francesco è una delle radici antiche della nostra identità. La forza profetica delle sue scelte di vita ha esaltato valori che sentiamo vivi per il domani dell’Italia, dell’Europa, del Mediterraneo, del mondo. La pace, anzitutto. La nostra Costituzione l’ha, coerentemente, iscritta come fondamento e traguardo della nostra comunità. Quella pace tradita proprio nel cuore dell’Europa, che, nella prima metà del secolo scorso, aveva conosciuto gli abissi del male e si era riscattata con nuovi ordinamenti interni e internazionali. Non ci arrendiamo alla logica di guerra, che consuma la ragione e la vita delle persone e spinge a intollerabili crescendo di morti e devastazioni. Che sta rendendo il mondo più povero e rischia di avviarlo verso la distruzione”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ad Assisi ha partecipato alla celebrazione eucaristica per la Festa del patrono d’Italia, presieduta dal presidente della Cei, cardinale Matteo Zuppi, accendendo la Lampada votiva dei comuni d’Italia nella Basilica superiore di San Francesco d’Assisi. “E allora – continua il capo dello Stato – la richiesta di abbandonare la prepotenza che ha scatenato la guerra. E allora il dialogo. Per interrompere questa spirale. Sono trascorsi ottocento anni dall’incontro tra Francesco d’Assisi e Malek al-Kamel. Ed è la sincera volontà di dialogo ciò cui sono chiamati anzitutto i Paesi e le istituzioni, per garantire futuro all’umanità. La pace è un diritto iscritto nelle coscienze e rappresenta l’aspirazione più profonda di ogni persona, appena alza lo sguardo oltre il suo presente”.
La pace non è soltanto assenza di combattimenti bensì – ci ricorda san Francesco – è connaturata all’armonia con il Creato” afferma Mattarella, spiegando: “Quando si consumano a dismisura le risorse, quando si depreda la natura, quando si creano disuguaglianze tra i popoli, quando si inaridisce il destino delle future generazioni, ci si allontana dalla pace. Dobbiamo riparare, restituire. È la grande urgenza della nostra epoca. Non abbiamo altro tempo oltre questo”. Il presidente della Repubblica ricorda che la “pandemia non è definitivamente sconfitta, anche se l’azione dei vaccini e la risposta responsabile degli italiani ne hanno frenato l’espansione, ne hanno ridotto grandemente la pericolosità e hanno salvato la vita a decine di migliaia di persone”. E conclude: “Vi sarà ancora bisogna di intelligenza collettiva e responsabilità. Ci avviciniamo all’ottocentesimo anniversario della morte di Francesco d’Assisi. A lui guardiamo come a uno dei padri della nostra civiltà, come a un visionario che plasma la realtà, capace di indicare un percorso verso un futuro al quale intendiamo essere fedeli. Un futuro migliore! È questo, oggi, da Assisi, l’augurio per l’Italia e per il mondo”.