L’Italia va “verso un peggioramento del quadro economico: una recessione mite”. Lo indica Confcommercio. Secondo le stime, il Pil nel terzo trimestre potrebbe segnare -0,8% rispetto al trimestre precedente e +1,1% rispetto al terzo trimestre 2021. Pesa l’emergenza energetica: il 2022 si chiuderebbe a +3%, con un trascinamento negativo per il 2023 “con un ritorno ad un’assenza di crescita”.
Confcommercio vede in arrivo una “recessione mite”. Secondo le stime dell’ufficio studi dei commercianti, il Pil nel terzo trimestre potrebbe segnare un -0,8% rispetto al trimestre precedente e un ulteriore peggioramento, anche se modesto, negli ultimi tre mesi. Dopo un primo semestre positivo, spiega Confcommercio, l’economia italiana mostra segnali di un possibile rallentamento nell’ultima parte del 2022. A luglio la produzione industriale, dopo i bruschi ridimensionamenti di maggio e giugno, ha mostrato solo un debole recupero (+0,4%), registrando nel confronto annuo una flessione. Nello stesso mese l’occupazione ha mostrato un ridimensionamento in termini congiunturali.
Secondo il direttore dell’ufficio studi di Confcommercio, Mariano Bella, “questi elementi si sono tradotti in peggioramento delle dinamiche del Pil e dei consumi. Nel mese di settembre la nostra stima indica un calo del Pil dell’1,4% su agosto e una crescita dello 0,2% nel confronto annuo”. C’è, secondo Confcommercio, una tendenza ad un atteggiamento più prudente da parte delle famiglie comincia a interessare in misura abbastanza diffusa tutto il segmento dei beni. Anche per i servizi, emergono segnali di rallentamento.