Al suo primo appuntamento internazionale da premier, Paolo Gentiloni al Consiglio Europeo punta i piedi sulla questione immigrazione e chiede risultati concreti per niente soddisfatto della discussione sul regolamento di Dublino che fissa le regole sull’accoglienza dei rifugiati. I 28 leader europei rinnovano le sanzioni economiche contro la Russia varate per l’annessione della Crimea e la destabilizzazione del Donbass, come gia’ previsto. Le sanzioni scadono il 31 gennaio 2017.
L’Italia non e’ ancora soddisfatta della discussione sul regolamento di Dublino con le regole sull’accoglienza dei rifugiati. Al suo primo appuntamento internazionale da premier, Paolo Gentiloni spiega: “La nostra valutazione generale rimane che l’Unione europea si stia lentamente orientando ad assumere nella sua agenda le priorita’ migratorie, ma purtroppo i problemi sono molto piu’ veloci delle soluzioni”. Il presidente del Consiglio dell’Italia, Paolo Gentiloni, in conferenza stampa al termine del vertice dei capi di stato e dell’Ue a Bruxelles, ribadisce la propria posizione già espressa al suo arrivo a Bruxelles.
“Quindi continua, a mio avviso – ha aggiunto Gentiloni – a esserci un fortissimo ritardo, anche dove, come per esempio nel recepire la proposta italiana del migration compact, c’e’ una consapevolezza che si debba intervenire in Africa”. Gentiloni ha pero’ sottolineato che oggi “si sono fatti dei passi simbolici di un certo rilievo”. C’e’ stato tra l’altro un incontro con lo stesso Gentiloni, il presidente della Francia, Francois Hollande, il cancelliere della Germania, Angela Merkel, e il presidente del Niger, Mahamadou Issoufou, “a mio avviso un paese fondamentale, essendo l’anticamera della Libia”. Gentiloni ha spiegato che e’ stato fatto un “pacchetto Niger” di 100 milioni che sara’ rafforzato nelle prossime settimane. “L’obiettivo italiano – ha spiegato Gentiloni – e’ quello di farne una specie di piccolo pacchetto paragonabile a quello che l’Unione europea ha fatto nel marzo scorso con la Turchia”.
Il governo ha manifestato “una vigile attenzione” sulla vicenda Mediaset-Vivendi: lo dice il presidente del Consiglio dell’Italia, Paolo Gentiloni, nella conferenza stampa seguita al vertice dei capi di stato e dell’Ue a Bruxelles. Sul tema Mediaset “credo che il governo abbia detto ieri molto chiaramente due cose: la prima e’ che si tratta di un’operazione di mercato”, che non coinvolge “direttamente i rapporti tra stati”. Contemporaneamente il governo ha espresso “una valutazione critica sulle modalita’ ostili” e ha anche “manifestato una vigile attenzione, vista la natura del settore di cui parliamo”.
Il presidente francese Francois Hollande spiega di “non avere parlato con il premier italiano” del caso Vivendi-Mediaset. Il gruppo francese “non ha informato il governo, che non ha interesse a un’operazione puramente privata”, ha detto Hollande rispondendo a una domanda al termine dei lavori del Consiglio europeo.
Sugli eventuali spostamenti credo che la discussione tra il ministro dell’Economia e il commissario Moscovici sia ampiamente acquisita. Non ci sono assolutamente problemi e novita’”. Cosi’ il premier Paolo Gentiloni risponde, nella conferenza stampa a Bruxelles dopo il vertice Ue, ad una domanda sull’eventualita’ di interventi aggiuntivi sulla manovra anche alla luce del monito arrivato oggi dal presidente della Bce, Mario Draghi, che ha invitato i paesi ad alto debito a continuare sulla strada del consolidamento dei conti. “Draghi ha dato un quadro di relativo ottimismo del contesto economico europeo ed ha spiegato le decisioni sulla durata del Qe”, ha poi aggiunto il presidente del consiglio.
L’Italia e’ contraria alla “reazione automatica che di fronte alle crisi si impongono sanzioni”: lo ha detto, riferendosi alle richieste di misure restrittive per il ruolo della Russia nella guerra in Siria, il presidente del Coniglio Paolo Gentiloni. E se e’ giusto continuare su quello che ha definito “un percorso consolidato” di sanzioni alla Russia sulla crisi in Ucraina, secondo il premier “aggiungere di fronte ad altre crisi altre sanzioni per l’Italia e per altri paesi sarebbe stato un errore, e lo sarebbe anche se non ci fosse l’adesione della Russia ad almeno due richieste: il cessate il fuoco in tutta la Siria e l’apertura di un tavolo negoziale”. Infatti, ha aggiunto, “c’e’ stata una forzatura in queste settimane, si e’ cercato di creare un fatto compiuto ma lo si e’ fatto provocando sofferenze e vittime e ulteriori tragedie. La carta da giocare non e’ quella delle sanzioni, ma dei negoziati”.
Il presidente della Banca centrale europea Mario Draghi “ha dato un quadro di relativo ottimismo sul contesto economico europeo pur segnalando i problemi che possono sorgere in una prossima fase”.
