“Le mie considerazioni, svolte venerdì al Meeting di Rimini, sulle migrazioni -peraltro marginali nel mio intervento – hanno ricevuto, come è normale, consensi e critiche. Le critiche, ovviamente, sono sempre legittime. A parte qualche attacco particolarmente scomposto ve ne sono state alcune, come quelle del suo articolo di ieri, oltre che legittime, rispettabili, anche nell’ironia”. Così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in una lettera indirizzata al direttore di Libero Vittorio Feltri in risposta a un’editoriale pubblicato ieri sul quotidiano.
Talvolta, per amore delle proprie tesi, si finisce però per fornire un’immagine limitata, quindi di necessità quasi caricaturale, delle posizioni in discussione. Chi era presente e ha ascoltato il mio intervento – sottolinea il Capo dello Stato – si è reso conto che, oltre alle considerazioni sul rispetto dovuto a chi fugge da guerre, persecuzioni o carestie, ho fatto tre affermazioni: che nessuno può augurarsi flussi migratori imponenti. Che le migrazioni possono essere fermate alla partenza e non all’arrivo ponendo cartelli di divieto di ingresso sulle nostre innumerevoli coste. Che per fermare i flussi migratori alla partenza occorre che, in Europa, ci si impegni per un rapido miglioramento delle condizioni di vita nei paesi di provenienza, perché nessuno lascerebbe la propria terra, affrontando viaggi pericolosi, se potesse vivervi in pace e serenità. Per questo ho aggiunto che occorre serietà e senso di responsabilità e che il benessere nei loro paesi coincide con il nostro benessere”, rimarca Mattarella.