‘Grazie per la professionalita’ e per l’umanita’ del vostro straordinario impegno. Il mondo di oggi ha bisogno di voi, ha bisogno di noi, dell’Italia. Viva l’Italia, viva le forza armate’. Lo scrive Matteo Renzi in un messaggio ai militari italiani impegnati all’estero, al termine di una videoconferenza con i teatri operativi. ‘Siamo davvero molto orgogliosi – ha detto il premier nel collegamento – di chi come voi serve la patria in momenti di difficolta’, difficolta’ inedite rispetto al passato ma non per questo meno pericolose’. Il ministro Gentiloni ha confermato, in una intervista al Corriere della Sera che ‘Non abbiamo missioni militari in Libia. Se le avremo saranno autorizzate dal Parlamento’. ‘Presto l’Italia potrebbe riaprire la sua ambasciata a Tripoli, chiusa nel febbraio 2015. Il nostro governo ha nominato ambasciatore Giuseppe Perrone’. ‘Il nostro impegno non deve stupire: contribuire a stabilizzare la Libia e’ una priorita’ nazionale, dalla sicurezza all’immigrazione’.
“Un saluto riconoscente da parte di tutto il governo, un saluto colmo di gratitudine per il lavoro che state svolgendo. Siamo davvero molto orgogliosi di chi come voi serve la patria in momenti di difficoltà, di difficoltà anche inedita rispetto al passato, ma non per questo meno pericolosa”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, collegandosi con i militari italiani impegnati in diverse missioni internazionali. Il video è stato pubblicato sul sito del governo dopo la visita del premier al Comitato operativo interforze a Roma, insieme al ministro della Difesa, Roberta Pinotti. In un messaggio scritto e inviato ai militari Renzi ha poi sottolineato la “professionalità e l’umanità” dell’impegno dimostrato dai tanti militari italiani, “il mondo di oggi ha bisogno di voi, ha bisogno di noi, dell’Italia”.
“Non abbiamo missioni militari in Libia. Se le avremo saranno autorizzate dal Parlamento”. Cosi’ il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, in un’intervista al Corriere della Sera in cui annuncia: “Presto l’Italia potrebbe riaprire la sua ambasciata a Tripoli, chiusa nel febbraio 2015. Il nostro governo ha nominato ambasciatore Giuseppe Perrone”. A Serraj “l’Italia sta per dare moltissimo, e su piani diversi. Spero che la riapertura dell’ambasciata, appena verificate le condizioni di sicurezza, sia il sigillo a un grande sforzo di cooperazione”, afferma Gentiloni. “Il nostro impegno non deve stupire: contribuire a stabilizzare la Libia e’ una priorita’ nazionale, dalla sicurezza all’immigrazione”. “Sul piano militare stiamo fornendo alle operazioni antiterrorismo un sostegno logistico”, spiega Gentiloni. “Se ci saranno richieste ulteriori attivita’ di addestramento della guardia presidenziale e di sostegno alla guardia costiera, le valuteremo”. “Oltre ad avere risvolti militari e umanitari – aggiunge il ministro – la collaborazione ne ha di economici e anche culturali”. Sulla posizione dell’Egitto, “il Paese comprensibilmente considera quella libica una questione di sicurezza nazionale, avendo lunghi confini in comune. Mi auguro che queste preoccupazioni legittime non si tradurranno in una tentazione a dividere la Libia in due”, dichiara Gentiloni, secondo cui “sarebbe una minaccia per l’Italia, una tragedia per la Libia e un grosso errore per l’Egitto”. Guardando alla Turchia, “l’Europa deve essere ferma sui principi di condanna delle violazioni di diritti. Allo stesso tempo cerchiamo di non perdere di vista i nostri interessi nazionali tra i quali c’e’, se possibile, mantenere il filo dei rapporti con la Turchia”. Il ministro si dice quindi “un po’ preoccupato e scandalizzato dalla sensazione che la questione emigrazione sparisca dall’agenda di Bruxelles. Se qualche Paese pensa che il problema riguardi solo Grecia e Italia, sentendosi magari al sicuro all’ombra di muretti di confine appena costruiti, si sbaglia”.