Sono 12, tra rappresentanti dell’Ilva e della ditta dell’appalto per cui lavorava, le persone indagate dalla Procura di Taranto per l’incidente di sabato nell’area esterna dell’Afo4 dello stabilimento Ilva in cui e’ morto un operaio. Contestati l’omicidio colposo e altri reati in materia di infortunistica. Il Governatore della Puglia Emiliano avverte che la pazienza della Regione ‘e’ finita’ e che chiedera’ ‘la revoca della facolta’ assegnata ai commissari di far funzionare’ l’Ilva di Taranto ‘a meno che il processo di ambientalizzazione sia portato a termine e la messa in sicurezza della fabbrica sia assicurata’.
Dodici persone sono state iscritte nel registro degli indagati dalla Procura di Taranto nell’ambito dell’inchiesta sulla morte dell’operaio Giacomo Campo, 25 anni, avvenuta sabato mattina nello stabilimento siderurgico Ilva, precisamente nel reparto altoforno 4 mentre puliva un nastro trasportatore. Si tratta di responsabili dell’impianto e della ditta esterna, la Steel Service, per la quale lavorava la vittima. L’ipotesi di reato principale è di omicidio colposo. Nelle prossime ore dovrebbe svolgersi l’autopsia. Le parti hanno già nominato i propri consulenti.
“Ilva: chiederemo revoca facoltà uso stabilimento”. Lo scrive il governatore della Puglia Michele Emiliano su Twitter, ricordando Giacomo Campo, l’operaio morto in un incidente nello stabilimento di Taranto. “Mi auguro sinceramente di riuscire, non so ancora come, a spiegare all’opinione pubblica e al Governo quale è la condizione nella quale ci troviamo attualmente per assicurare i diritti ai nostri cittadini”, spiega.
Emiliano ha annunciato che “l’atteggiamento dell’Amministrazione regionale nei confronti della situazione Ilva cambia completamente”. E promette: “eserciteremo tutte le nostre prerogative al fine di tutelare i cittadini della regione Puglia”. “Attueremo una serie di iniziative – spiega -, a partire dalla redazione di una richiesta, attraverso i nostri avvocati in sede di Corte di Assise di Taranto nella prossima udienza, una richiesta di sequestro dello stabilimento chiedendo che la Corte rivaluti la questione di costituzionalità dei decreti che impediscono la vigenza dei sequestri sullo stabilimento. Esistono delle norme che nonostante il sequestro consentono alla fabbrica di funzionare. Quindi noi chiederemo la revoca della facoltà assegnata ai commissari di far funzionare la fabbrica a meno che il processo di ambientalizzazione sia portato a termine e la messa in sicurezza della fabbrica sia assicurata. La pazienza della Regione Puglia, che pure avevamo assicurato in questi mesi, è finita”, continua Emiliano.
“Noi sosterremo i ricorsi già presentati dai cittadini tarantini tesi a conseguire un risarcimento nei confronti dello Stato che, con i suoi decreti, fa permanere le condizioni di criticità e di pericolosità e anche noi valuteremo l’ipotesi di ricorrere presso l’Alta Corte di Giustizia”, precisa Emiliano. “Ho trasmesso al Presidente del Consiglio il rapporto della Regione Puglia sui dati epidemiologici accertati – ha concluso il Presidente della Regione Puglia – trasmetteremo lo stesso rapporto anche alla Procura della Repubblica di Taranto e alla Corte di Assise e lo presenteremo pubblicamente il 3 di ottobre con eventuali ulteriori integrazioni da parte dell’amministrazione. La cadenza delle trasmissioni di questo rapporto dipende dalle singole competenze e dalla gerarchia dei singoli soggetti competenti. Il rapporto verrà integrato anche dai dati degli anni successivi che sono in via di redazione”.