‘Non bisogna minimizzare ma neanche esagerare le lettere inviate sui Dbp, perche’ la Commissione dialoga con i governi’. Il commissario Ue agli affari economici Moscovici smorza i toni ed esclude che ‘il bastone e le punizioni siano la filosofia di Bruxelles’. E spiega che e’ stato notato uno scarto tra l’aggiustamento strutturale chiesto dal Consiglio e le cifre presentate dall’esecutivo italiano nella legge di bilancio. Su cui la commissione attende risposte specifiche per domani. Venerdi’ l’incontro con il ministro Padoan.
Le lettere inviate dalla Commissione Europea ai governi per chiedere chiarimenti sui documenti programmatici di bilancio sono “elementi normali, naturali del nostro processo di dialogo con gli Stati membri. Il loro invio non pregiudica il risultato del dialogo e delle discussioni che abbiamo con gli Stati e non pregiudica neppure le tappe seguenti. Quindi, non è il caso di drammatizzare: non bisogna né minimizzare, né esagerare. Vanno prese per quello che sono: la Commissione fa il suo lavoro”. Lo dice il commissario europeo agli Affari economici e finanziari Pierre MOSCOVICI, in conferenza stampa a Bruxelles. “Quando ritiene che ci sia bisogno di ulteriori informazioni – continua MOSCOVICI – le chiede. Noi abbiamo semplicemente formalizzato il dialogo in corso e abbiamo rese pubbliche le lettere perché credo che la trasparenza che chiediamo agli altri debba applicarsi anche a noi”. Per quanto riguarda l’Italia “riteniamo che ci sia uno scarto tra l’aggiustamento strutturale raccomandato dal Consiglio e le cifre di cui disponiamo in questo momento”, ribadisce infine il commissario europeo.