NEGLI ULTIMI 5 ANNI IL NUMERO DEI RAPPORTI IN CALO DEL 2,7%
All’inizio del 2017 risultano in essere oltre 18mln di pensioni, con “una forte concentrazione nelle classi basse”. Lo rileva l’Inps nell’ultimo osservatorio sul tema, che non include pero’ le gestioni dipendenti pubblici ed ex Enpals. Il 63,1% di esse ha un importo inferiore a 750 euro (per le donne il 76,5%). Nel 2016 liquidato oltre 1mln di pensioni, oltre la meta’ delle quali di natura assistenziale. Negli ultimi cinque anni il numero delle pensioni e’ diminuito nel complesso del 2,7%.
All’inizio dell’anno le pensioni vigenti sono 18.029.590, di cui 14.114.464 di natura previdenziale, derivanti cioè da un effettivo versamento di contributi, mentre la differenza è costituita dalle prestazioni di natura assistenziale (invalidità civile, pensioni sociali e assegni sociali, erogate a chi si trova in una situazione di invalidità o di basso reddito). E’ quanto emerge dai dati aggiornati al 1 gennaio 2017 pubblicati dall’Osservatorio dell’Inps. L’importo complessivo annuo delle prestazioni erogate è pari a 197,4 miliardi di euro, di cui 176,8 a carico delle gestioni previdenziali. Oltre una pensione su cinque (3,91 milioni pari al 21,7% degli assegni e al 10% della spesa totale) ha carattere assistenziale con un’incidenza crescente anche per effetto dell’aumento dell’età pensionabile. “La percentuale di prestazioni assistenziali liquidate sul totale – sottolinea l’Inps – ha una linea di tendenza costantemente crescente passando dal 38% nel 2003 al 53,2% nel 2016 per un importo totale pari a 9,4 miliardi di euro”. Il 48,6% del complesso delle pensioni erogate sono di dipendenti, il 61,4% degli importi in pagamento, mentre il 27,3% sono dei lavoratori autonomi il 27,3% delle pensioni (il 23,7% della spesa totale). Per quanto riguarda le pensioni previdenziali, invece, il 47,8% è costituito dalla categoria Vecchiaia, l’11,8% dalle invalidità e il 40,4% dalle pensioni ai superstiti.
Le prestazioni previdenziali, prosegue l’Inps, sono costituite per il 66,3% da pensioni della categoria Vecchiaia, che comprende anche le sottocategorie anzianità e anticipate, per il 7,1% da pensioni della categoria Invalidità previdenziale e per il 26,6% da pensioni della categoria Superstiti. Nella distribuzione di genere, gli uomini riscuotono circa il 77,9% delle pensioni di anzianità/anticipate, il 35,1% di quelle di vecchiaia (legate cioè alla sola età anagrafica), il 49,9% delle prestazioni di invalidità e il 12% di quelle ai superstiti. Uno sguardo alla distribuzione territoriale evidenzia che la maggior parte delle pensioni, il 48%, è percepito nelle regioni dell’Italia settentrionale, il 19,2% al Centro e il 30,6% in Italia meridionale e Isole: il restante 2,2% è erogato a soggetti residenti all’estero. Al Nord si ha una maggiore concentrazione delle categorie vecchiaia e superstiti, seguito da Centro e Mezzogiorno, mentre l’ordine si inverte per le pensioni della categoria invalidità previdenziale e per le prestazioni assistenziali. L’età media dei pensionati è di 73,7 anni, con una differenza tra i due generi di 4,6 anni (75,7 anni per le donne e 71,1 anni per gli uomini). Il 21,8% delle pensioni di vecchiaia è erogato a persone di età compresa tra 65 e 69 anni, fascia che rappresenta la maggiore concentrazione; seguono la fascia 70-74, con il 21,4%, quella 75-79 con il 20,4% e quella 80-84 con il 14,7%.