In Def migliore crescita e margine deficit
L’Italia proporra’ all’Onu di tornare in Libia. Lo ha anticipato il premier Paolo Gentiloni da New York, poco prima di intervenire all’Assemblea Generale dell’Onu. “Ci dedicheremo alla questione Libia, c’e’ un vertice tra i principali leader e vedro’ tra qualche minuto Sarraj per preparare la riunione. Vorrei sollecitare l’Onu a tornare in Libia, ce n’e’ bisogno per il processo pace e per la questione migratoria perche’ le condizioni dei rifugiati in Libia vanno sorvegliate e migliorate sul fronte dei diritti umani. E nessuno meglio dell’Onu ci puo’ aiutare”. Sempre sulla questione migranti, ha aggiunto Gentiloni, “c’e’ un percorso lanciato da Obama e Ban ki moon l’anno scorso che va avanti e che deve concludersi l’anno prossimo con l’obiettivo di un ‘Migration Compact’ globale. Questa – ha precisato – non e’ la sede per discutere di temi europei, ma certamente se ci fosse un’intesa di farsi carico da parte dell’Onu della questione dei migranti sarebbe un bel passo avanti”.
“La correzione al Def dara’ cifre di crescita maggiori di quelle previste dal Def stesso e possibilita’ di margini di deficit diversi e migliori. Mi aspetto la convergenza piu’ ampia possibile sulla nota di aggiornamento Def” e “poi si discutera’ della legge di Bilancio”, ha sottolineato il premier che poi si e’ soffermato sui dati Ocse: “Si e’ trattato di una correzione enorme, rispetto a giugno la crescita in Italia aumenta del 40%”.
BREXIT – “Sulla Brexit, domani ne discutero’ con Barnier che sara’ a Palazzo Chigi. Sul piano del metodo, se sono vere le indiscrezioni secondo cui il Regno Unito vorrebbe accettare un dossier finanziario per l’uscita” cio’ rappresenterebbe “un passo avanti” anche se tutto “dipende dalla misura” dell’accordo visto che finora “ci sono state parecchie difficolta’ nell’accettare la decisione”. A breve ci sara’ anche l’incontro con il primo ministro inglese Theresa May: “Tra poco sentiro’ dalla sua voce le intenzioni britanniche. Comunque voglio dire di essere fiero che abbia scelto Firenze per un discorso sul futuro dell’Europa. Questo conferma che il ‘soft power’ italiano funziona”.
“Non sono preoccupato per la Catalogna – ha evidenziato il premier -. Penso che sia una questione interna alla Spagna, spero non abbia evoluzioni preoccupanti. Chiunque ha visita quel Paese, sa che e’ difficile qualsiasi paragone con altri contesti come quello italiano”, ha precisato.
USA – “Trump ha portato la sua visione con cui ha vinto le elezioni americane, dobbiamo rispettarla in quanto nostro principale alleato. Rispettarla non significa non prendere atto che ci sono differenze. Siamo d’accordo sul contrasto al terrorismo e altre sfide ma su altri temi come il cambiamento climatico ed il rapporto tra libero scambio e la difesa degli interessi nazionali ci sono posizioni diverse”. In ogni caso “prevalgono i punti di contatto. Trump ha richiamato l’Assemblea della Nazioni Unite su dittature e regimi” e la “discussione semmai e’ se certi” avvenimenti possono “essere risolti da soli o coinvolgendo gli alleati e altri membri del Consiglio di sicurezza Onu. Come abbiamo dimostrato in diverse occasioni come nel G7 o in altre crisi, un paese come il nostro nel far parte di alleanze ha le carte in regola per tentare di avere ruolo di mediazione. In questo momento pero’ non credo ci sia spazio di dialogo”.