Tensioni con l’Ue sull’ipotesi di una manovra correttiva. GENTILONI,rispetteremo regole ma no a manovre depressive. E confido che Ue non sia sorda e cieca su terremoto.
‘Una procedura d’infrazione sarebbe un grosso problema in termini di reputazione che l’Italia ha costruito, sarebbe un’inversione a U rispetto a quello che e’ stato costruito fino ad adesso’. Lo spiega il ministro Padoan a proposito delle conseguenze di una procedura d’infrazione per l’Italia. E sulle misure per le zone terremotate il Ministro spiega che ‘la Commissione aspetta una risposta il primo febbraio e questa risposta arrivera”, ma il Governo procedera’ con nuove ‘misure concrete’ gia’ dalla prossima settimana, ‘indipendentemente da come si rispondera’ alla richiesta della Commissione di effettuare un aggiustamento’. Dombrovskis, ‘da Roma aspettiamo impegni chiari’.
Una procedura di infrazione sarebbe “un grosso problema per l’Italia”, perché metterebbe a repentaglio la “reputazione che in questo periodo recente ha rafforzato e costruito”. Sarebbe “un’inversione a U rispetto a quanto è stato fatto fino adesso”. Più chiaro di così non poteva essere il ministro dell’Economia Pier Carlo PADOAN, al termine della riunione dell’Ecofin a Bruxelles. Un avviso ai naviganti, a chi fosse tentato, in vista delle possibili elezioni politiche, di rispondere ‘picche’ alle richieste della Commissione Europea di delineare misure di bilancio, entro il primo febbraio, volte a mettere in linea i conti del 2017. Richieste ribadite, a scanso di equivoci, anche oggi dal vicepresidente della Commissione Europea Valdis Dombrovskis, che ha ripetuto, pur con toni meno concilianti del collega Pierre Moscovici, un messaggio che tuttaviau nella sostanza è uguale a quello mandato ieri dal socialista francese. Con le autorità italiane, ha detto, “abbiamo avuto discussioni intense per alcuni mesi riguardo a questa materia. Naturalmente ci rendiamo conto che ci sono alcune difficoltà riguardo alla velocità alla quale queste decisioni possono essere prese, ma in questo caso ci aspettiamo da parte del governo impegni chiari con misure esplicitate”.
Insomma, entro mercoledì la Commissione vuole una risposta. PADOAN oggi ha ricordato ai decisori politici di ultima istanza le conseguenze che potrebbe avere una procedura di infrazione su un Paese come l’Italia, che si porta sulle spalle un debito che ammonta a qualcosa come 2.172.673 mln di euro (dato fine 2015, fonte Mef; il Paese ha comunque un ingente stock di risparmio privato) e che ha recentemente perso l’ultimo rating A, quello dell’agenzia canadese Dbrs (le scale di rating delle agenzie, che misurano l’affidabilità dell’emittente, sono differenti, ma in genere il rating a partire da BBB o Baa è di qualità media, tendente al medio-basso).
PADOAN ha ribadito che la risposta alla lettera della Commissione Europea che chiede misure di bilancio aggiuntive per il 2017 “arriverà” entro il primo febbraio, come chiesto dall’esecutivo comunitario. E “la lettera al presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker da parte del presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ricorda anzitutto la tragedia e, ahimé, la continuità di questa tragedia e quindi il fatto che l’Italia spenderà quello che serve”. Parlando molto più in generale, non dei conti pubblici italiani, il ministro ha spiegato che nel corso della riunione dell’Ecofin “molti hanno auspicato che l’Europa prendesse atto del fatto che non si può continuare come se non fosse successo niente. Soprattutto in questo anno, complicato per molti Paesi”, specie alla luce delle “nuove sfide” e della presidenza Trump, con la minaccia delle politiche protezionistiche che incombe e che mette a rischio anche Paesi come l’Italia, che beneficiano molto del commercio internazionale.
Il Governo confida che, circa i rilievi della commissione europea sul deficit, l’istituzione di Bruxelles “non sarà affatto sorda e cieca di fronte a queste circostanze”, in cui l’Italia si ritrova dopo il terremoto, anche perché circostanze più eccezionali sarebbero difficile da immaginare”. Lo ha detto il premier italiano Paolo Gentiloni, in conferenza stampa con il suo omologo spagnolo Mariano Rajoy a Madrid. La commissione “farebbe un pessimo servizio e se stessa” a non tenere in conto queste circostanze, ha spiegato il premier. “Stiamo negoziando, stiamo lavorando, l’ha detto anche il ministro Padoan, oggi a Bruxelles”, ha aggiunto Gentiloni.