Una preghiera per la pace in medio Oriente ha unito a Bari papa Francesco ai Patriarchi delle chiese cristiane. L’evento si e’ svolto sul lungomare del capoluogo pugliese, dopo che nella Basilica di San Nicola il Pontefice e gli altri esponenti religiosi avevano pregato davanti alle reliquie del santo. Poi insieme, su un pullmino scoperto, hanno raggiunto il luogo della cerimonia. ‘L’indifferenza uccide, e noi vogliamo essere voce che contrasta l’omicidio dell’indifferenza – ha detto Francesco – perche’ il Medio Oriente oggi piange, soffre e tace, mentre altri lo calpestano in cerca di potere e ricchezze, il tutto nel silenzio di tanti e con la complicita’ di molti’.
Oggi a Bari, città scelta come ponte tra Oriente e Occidente, anche per la presenza delle reliquie di San Nicola, Papa Francesco incontra 19 tra patriarchi, tra cui il patriarca ecumenico Bartolomeo I, e capi di Chiese cristiane (alcuni sono cardinali e vescovi). Papa Francesco viene ricevuto dall’arcivescovo Francesco Cacucci e dalle autorità politiche. Davanti alla Basilicata di San Nicola il saluto con i patriarchi delle altre Chiese e con loro ed i frati domenicani e la venerazione delle reliquie di San Nicola nella cripta della Basilica, con accensione della lampada uniflamma. Poi un incontro di preghiera sul lungomare di Bari, alla rotonda, e un dialogo a porte chiuse di nuovo in Basilica. Nel pomeriggio l’incontro ecumenico anche nell’Arcivescovado nel pomeriggio. ”Cristiani insieme per il Medio Oriente” è la scritta scelta per il logo della visita ufficiale in cui è riprodotta la forma romanica della Basilica di San Nicola che fa da cornice alle immagini stilizzate e senza volti del Santo Padre, dei Patriarchi e dei Capi delle Chiese, uniti nella preghiera per la pace. Attraverso delle onde sono rappresentati il mare Adriatico e Bari come ponte sul Mediterraneo. Nel suo insieme, assumendo la forma di una monofora tipica della Basilica di San Nicola, il logo simboleggia la finestra sull’Oriente.
Anche Papa Francesco, nel corso della Santa Messa per i migranti, torna ad occuparsi della questione immigrazione. “Quanti poveri oggi sono calpestati! Quanti piccoli vengono sterminati – esordisce il Pontefice dall’Altare della Cattedra, nella Basilica di San Pietro. “Sono tutti vittime di quella cultura dello scarto che più volte è stata denunciata. E tra questi non posso non annoverare i migranti e i rifugiati, che continuano a bussare alle porte delle Nazioni che godono di maggiore benessere”. Bergoglio ricorda che “cinque anni fa, durante la mia visita a Lampedusa, ricordando le vittime dei naufragi, mi sono fatto eco del perenne appello all’umana responsabilità: purtroppo le risposte a questo appello, anche se generose, non sono state sufficienti, e ci troviamo oggi a piangere migliaia di morti”. E allora “di fronte alle sfide migratorie di oggi, l’unica risposta sensata è quella della solidarietà e della misericordia; una riposta che non fa troppi calcoli, ma esige un’equa divisione delle responsabilità, un’onesta e sincera valutazione delle alternative e una gestione oculata”. Secondo Papa Francesco “politica giusta è quella che si pone al servizio della persona, di tutte le persone interessate; che prevede soluzioni adatte a garantire la sicurezza, il rispetto dei diritti e della dignità di tutti; che sa guardare al bene del proprio Paese tenendo conto di quello degli altri Paesi, in un mondo sempre più interconnesso. E’ a questo mondo che guardano i giovani”. Quello che auspica il PAPA è “un impegno di fedeltà e di retto giudizio che ci auguriamo di portare avanti assieme ai governanti della terra e alle persone di buona volontà. Per questo seguiamo con attenzione il lavoro della comunità internazionale per rispondere alle sfide poste dalle migrazioni contemporanee, armonizzando sapientemente solidarietà e sussidiarietà e identificando risorse e responsabilità”.