Il presepe collocato in Piazza San Pietro richiama ‘la triste e tragica realta’ dei migranti sui barconi diretti verso l’Italia. Nell’esperienza dolorosa di questi fratelli e sorelle, rivediamo quella del bambino Gesu’, che al momento della nascita non trovo’ alloggio e venne alla luce nella grotta di Betlemme; e poi fu portato in Egitto per sfuggire alla minaccia di Erode’. Lo ha detto il Papa’. Intanto oggi un ventenne e’ morto in un incendio doloso nel ‘ghetto dei bulgari’, uno dei tanti insediamenti di baracche che danno ospitalita’ ai migranti nell’area di Foggia. E’ il 2/o episodio in pochi giorni nella zona.
Nella “realtà dei migranti sui barconi diretti verso l’Italia rivediamo quella del bambino Gesù, che al momento della nascita non trovò alloggio e venne alla luce nella grotta di Betlemme; e poi fu portato in Egitto per sfuggire alla minaccia di Erode”. Così PAPA Francesco nel corso dell’udienza tenutasi questa mattina nell’Aula Paolo VI, alle Delegazioni provenienti da Malta e dal Trentino per il dono del Presepio e dell’Albero di Natale allestiti in Piazza San Pietro. “Cari fratelli e sorelle, buongiorno! Sono lieto di accogliervi e di esprimere la mia riconoscenza in occasione dell’inaugurazione dell’albero e del presepe, che saranno ammirati in piazza San Pietro dai pellegrini di tutto il mondo durante l’Avvento e le festività del Natale – ha detto il Pontefice – Ringrazio i Vescovi e il Governo di Malta, che hanno donato e allestito il presepio; come pure l’Associazione Foreste del Lagorai, che ha messo a disposizione il grande abete rosso e gli altri alberi destinati agli ambienti del Vaticano. E saluto tutti voi, rappresentanti dell’Arcidiocesi e della Provincia di Trento, con le Autorità dei Comuni della Bassa Valsugana. Un pensiero speciale va a voi bambini, che avete decorato l’albero, con il sostegno della ‘Fondazione Lene Thun’ che anima i laboratori di ceramico-terapia in diversi ospedali. Le sfere colorate che avete creato raffigurano i valori della vita, dell’amore e della pace che il Natale di Cristo ogni anno viene a riproporci. Il presepe collocato in Piazza San Pietro, opera dell’artista di Gozo Manwel Grech, riproduce il paesaggio maltese, ed è completato dalla tradizionale croce di Malta e dal ‘luzzu’, tipica imbarcazione maltese, che richiama anche la triste e tragica realtà dei migranti sui barconi diretti verso l’Italia. Nell’esperienza dolorosa di questi fratelli e sorelle, rivediamo quella del bambino Gesù, che al momento della nascita non trovò alloggio e venne alla luce nella grotta di Betlemme; e poi fu portato in Egitto per sfuggire alla minaccia di Erode. Quanti visiteranno questo presepio saranno invitati a riscoprirne il valore simbolico, che è un messaggio di fraternità, di condivisione, di accoglienza e di solidarietà. Anche i presepi allestiti nelle chiese, nelle case e in tanti luoghi pubblici sono un invito a far posto nella nostra vita e nella società a Dio, nascosto nel volto di tante persone che sono in condizioni di disagio, di povertà e di tribolazione. L’albero di Natale posto accanto al presepe proviene dai boschi di Scurelle, ai piedi della catena montuosa del Lagorai, contornata da un’incantevole natura, con fiori, piante e ruscelli cristallini che costeggiano i sentieri. La bellezza di quei panorami è un invito a contemplare il Creatore e a rispettare la natura, opera delle sue mani. Siamo tutti chiamati ad accostarci al creato con stupore contemplativo. Il presepe e l’albero formano quindi un messaggio di speranza e di amore, e aiutano a creare il clima natalizio favorevole per vivere con fede il mistero della Nascita del Redentore, venuto sulla terra con semplicità e mitezza. Lasciamoci attrarre, con animo di fanciulli, davanti al presepe, perché lì si comprende la bontà di Dio e si contempla la sua misericordia, che si è fatta carne umana per intenerire i nostri sguardi. Vi ringrazio! Auguro a voi qui presenti e a tutti gli abitanti dei vostri Paesi di trascorrere con serenità e intensità il Natale del Signore. Vi chiedo, per favore, di pregare per me, e invoco la Benedizione del Signore su di voi, sulle vostre famiglie e sulle popolazioni delle vostre terre”.