La protesta alla Nuvola di Roma: “La cultura fascista non può considerarsi come le altre”. Il direttore della fiera: “Dibattito aperto, punto fermo l’antifascismo”.
Tensione e protesta hanno caratterizzato il terzo giorno di “Più libri, più liberi”, la fiera della piccola e media editoria ospitata al centro congressi La Nuvola di Roma. Decine di editori e visitatori hanno inscenato una contestazione simbolica contro la presenza della casa editrice Passaggio al Bosco, accusata di pubblicare testi di matrice fascista e nazista.
Per circa mezz’ora, numerosi stand hanno aderito alla protesta coprendo i propri volumi con un velo, un gesto simbolico per ribadire la contrarietà alla normalizzazione di ideologie estreme. Il coro unanime degli editori e del pubblico era chiaro: non si può accettare “che la cultura fascista sia al pari delle altre”.
La situazione si è ulteriormente infiammata con l’arrivo di Francesco Giubilei, presidente di Nazione Futura. Quando Giubilei ha tentato di deviare la discussione sollevando il tema dei libri su Stalin e cercando un confronto con gli editori, è stato accolto da un’ondata di cori e canti. Il pubblico ha urlato “Fuori i fascisti dalla Fiera” e “Siamo tutti antifascisti”, intonando il canto simbolo della Resistenza, “Bella Ciao”.
La casa editrice al centro della polemica, Passaggio al Bosco, ha respinto le accuse, affermando di avere “tantissimi autori, collaboratori delle più svariate esperienze” e di “fare cultura”.
Fabio Del Giudice, direttore di “Più libri, più liberi”, ha commentato l’accaduto, sottolineando il carattere pacifico della manifestazione: “Qualunque manifestazione, se svolta nel rispetto della legalità, è chiaramente ben accolta qui… Sono profondamente ammirato dal fatto che una manifestazione su un tema così delicato si sia svolta in maniera pacifica e senza alcun incidente”.
Del Giudice ha riconosciuto l’apertura di un “dibattito serio” su un tema delicato, ma ha stabilito un punto fermo imprescindibile per l’evento: “tutti condividiamo: l’essere antifascisti”.
La contestazione ha trovato pieno sostegno politico. Giovanni Barbera, membro della Direzione Nazionale di Rifondazione Comunista, ha respinto le accuse di “censure” e “intimidazioni” avanzate da alcuni organi di stampa.
“Quella andata in scena alla Nuvola non è intolleranza, ma una sana e legittima reazione di anticorpi democratici”, ha dichiarato Barbera in una nota. “Il fascismo non è un’opinione tra le tante da tutelare nel nome del pluralismo: è la negazione stessa della libertà altrui”. Secondo Barbera, la protesta pacifica è stata un “atto di igiene democratica necessario”, ribadendo che “Non c’è agibilità politica e culturale per chi si richiama a ideologie di morte”.