“Renzi minaccia ogni giorno, se dovesse vincere il No, crisi nei mercati finanziari, instabilità e ritorno al passato. Non succederà nulla di tutto questo. Nessuna instabilità e nessun ritorno al passato. Si terranno invece nuove elezioni, con una nuova legge elettorale che rispetti la volontà dei cittadini, per avere finalmente una maggioranza di governo che corrisponda alla maggioranza degli italiani”. Lo scrive Silvio Berlusconi in una lettera agli italiani in vista del 4 dicembre. “Se anche Tu credi, come noi -sottolinea il Cav- che l’Italia abbia bisogno di un cambiamento in meglio (e non in peggio come quello che Renzi ci propone occupando radio e Tv), di un cambiamento di governo, di un abbattimento della oppressione fiscale, della oppressione burocratica, della oppressione giudiziaria, allora non esitare domenica 4 dicembre: vai a votare e vota No”. “Per te e per i tuoi figli, per un comune futuro di prosperità, di giustizia e di libertà”, conclude il leader azzurro.
“Renzi minaccia ogni giorno, se dovesse vincere il No, crisi nei mercati finanziari, instabilita’ e ritorno al passato” ma “non succedera’ nulla di tutto questo. Nessuna instabilita’ e nessun ritorno al passato”. Lo afferma il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, in una lettera inviata agli elettori azzurri in vista del voto del 4 dicembre sulla riforma della Costituzione. Se al referendum i voti contrari saranno la maggioranza, sottolinea, “si terranno nuove elezioni, con una nuova legge elettorale che rispetti la volonta’ dei cittadini, per avere finalmente una maggioranza di governo che corrisponda alla maggioranza degli italiani”. “Il nostro No – spiega – non ha lo scopo di lasciare le cose come stanno. Ha lo scopo di ridare la parola agli italiani per un governo diverso e per un vero cambiamento, condiviso e positivo, della Costituzione. Ci impegniamo infatti, dopo la vittoria del No, a lavorare con tutte le parti politiche ad una nuova e diversa riforma che dovra’ contenere: un limite costituzionale alla pressione fiscale, per cui nessun governo, neppure un governo di sinistra, potra’ aumentare le tasse oltre un certo limite; un taglio drastico al numero dei parlamentari in modo che diminuiscano a 450, contro i 1000 attuali: 300 alla Camera e 150 al Senato; il vincolo di mandato: un parlamentare non deve poter cambiare schieramento, deve rispettare quello in cui e’ stato eletto. Se cambia idea, deve dimettersi; l’elezione diretta del Capo dello Stato, in modo da sottrarla ai partiti e affidarla ai cittadini”.