SOTTOSEGRETARIO BRESSA ANNUNCIA, GOVERNO PRONTO A TRATTATIVA. ZAIA, ORA 23 MATERIE E 9/10 DELLE TASSE. MARONI: NESSUNA GARA CON VENETO
Vittoria del si’ ai referendum per l’autonomia in Lombardia e Veneto. Un risultato che fa esultare la Lega Nord, nonostante i dati evidenzino una netta affermazione nella regione guidata da Luca Zaia rispetto alla Lombardia presieduta da Roberto Maroni, e da sempre ‘cuore’ del Carroccio (60% contro 40% sull’affluenza). Il sottosegretario agli affari regionali Gian Claudio Bressa annuncia di essere “pronto ad aprire una trattativa per definire le condizioni e le forme di maggiore autonomia”.
“Vincono i veneti, il senso civico dei veneti del ‘paroni a casa nostra’. Nell’alveo della Costituzione si possono fare le riforme”. Cosi’ il governatore del Veneto, Luca Zaia, ha commentato i risultati del referendum puntualizzando che la regione chiedera’ “tutte le 23 materie e i nove decimi delle tasse”. “Soddisfatto” il governatore della Lombardia Roberto Maroni che pero’ non vuol sentir parlare di sfide sull’affluenza. “Non faccio la competizione con Zaia – ha detto -, non mi interessa la percentuale, sono contento che ci abbia superato, ora possiamo unire le forze per la battaglia del secolo”.
La maggioranza assoluta dei veneti vuole l’autonomia. E’ questo uno dei dati salienti emersi dal Referendum di ieri, che ha visto un’affluenza pari al 57,3% con un plebiscito per i si’, che hanno superato il 98% e che in valore assoluto sono stati oltre la meta’ del corpo elettorale, con circa 2,2 milioni di consensi. Un grande successo per il presidente del Veneto, Luca Zaia, che pero’ a caldo ha tenuto a sottolineare che “non esiste un ‘partito dell’autonomia’”, ma ci sono “i veneti”, quelli del motto ‘paroni a casa nostra’, “che si esprimono per questa idea, con senso civico”. Saranno loro, nella visione del governatore leghista, a dargli forza nella trattativa con lo Stato, che di fatto partira’ oggi quando, dopo una riunione della giunta regionale, sara’ presentato il progetto di legge con cui la Regione Veneto chiedera’ tutte e 23 le competenze previste dall’articolo 116 della Costituzione e da quelli che lo seguono, oltre al federalismo fiscale e ai “9/10 delle tasse”. La delibera che sara’ domani in Giunta e’ pronta da tempo e l’obiettivo e’ che “diventi il nostro contratto, che proporremo al Governo”, ha detto Zaia, secondo cui i numeri presentano “un bel risultato. Si vede che qualcuno si e’ rotto le scatole…”, ha commentato il governatore. “Oltre 2 milioni di voti, che non sono voti nostri ma sono veneti che quando vengono chiamati rispondono”, ha aggiunto Zaia, sottolineando che il Veneto di oggi “non e’ piu’ quello di prima. Oggi il tema dell’autonomia si sente in maniera ancora piu’ viscerale. E’ stato un momento di crescita per la nostra comunita’”.
“Siamo stati lasciati soli, nelle ultime 48 ore abbiamo ricevuto le fatture dal ministero, non ci hanno fatto mettere il timbro sulla tessera elettorale, ma abbiamo regalato a tutti una bella ricevuta per essere andati a votare”, ha continuato Zaia. A rallentare le operazioni su affluenza e scrutinio, che sono comunque andate avanti velocemente, un attacco hacker che ha mandato i tilt i sistemi informatici della Regione. “Non siamo preoccupati, ormai e’ ordinaria amministrazione. Avevamo tre livelli di sicurezza e l’hacker e’ arrivato al secondo”, ha spiegato il governatore, che ha anche riflettuto sul fatto che “il cartaceo ci salva sempre” e quindi “forse bisogna fare un ragionamento piu’ approfondito su questo” per capire “in quali condizioni l’attacco potrebbe essere piu’ grave”. Da oggi dunque si partira’ con la trattativa, che dovra’ poi trovare la sua espressione definitiva in una legge che dovra’ avere la maggioranza assoluta in Camera e Senato. “Adesso vogliamo guardare avanti con positivita’: se il Governo vuole cogliere questo segnale noi siamo pronti ad andare avanti e discutere, vogliamo essere laboratorio dell’autonomia. Tutti quelli che parlano a vanvera della Costituzione, potrebbero fare ammenda e iniziare a rispettarla, a partire dal Veneto”, ha concluso Zaia.
Tra i primi commenti politici al voto la soddisfazione del leader della Lega, Matteo Salvini, per l’affluenza e di Forza Italia, che con il capogruppo Renato Brunetta che ha rivendicato l’impegno del partito. A esprimere la posizione del Pd, ufficialmente schierato per un ‘si’ critico’, il segretario regionale Alessandro Bisato: “Il risultato delle urne conferma che la maggioranza dei veneti e’ favorevole a un maggior grado di autonomia. Per questo motivo, il Partito Democratico ha assecondato la consultazione referendaria, pur consapevole che la Regione avrebbe potuto ottenere gia’ da molti anni deleghe e competenze se solo avesse avviato una contrattazione seria con lo Stato senza buttare risorse pubbliche”, ha detto Bisato, e ha osservato che “ora Zaia non ha piu’ scuse”.
Il Referendum per l’autonomia “non e’ in contrasto con il progetto nazionale della Lega e non mette in difficolta’ lo sviluppo della Lega al Sud”. Lo ha assicurato il governatore della Lombardia Roberto Maroni rispondendo a una domanda a margine della conferenza stampa sul voto. “Ho sentito Matteo Salvini, domani ci vedremo e a lui chiedero’ il sostegno e il supporto della mia componente politica. Ma questo non e’ stato il Referendum della Lega, o di Maroni o di Zaia. E’ stato il Referendum dei lombardi e dei veneti, che si sono espressi in modo chiaro”.
“Il sistema ha funzionato in piena sicurezza e i paventati attacchi hacker non si sono visti”, ha rivendicato Maroni. “Ho sentito il ministro Minniti, preparero’ per lui una relazione dettagliata e gli chiedero’ che venga utilizzato” questo sistema “in futuro gia’ per le prossime elezioni” politiche e regionali, ha annunciato. Il dato lombardo e’ stato accorpato al veneto e accolto con entusiasmo da Matteo Salvini. “La partecipazione e’ stata straordinaria e la vittoria e’ dei cittadini, alla faccia di Renzi che invitava a stare a casa”, ha dichiarato il segretario leghista, in una nota. “La vittoria non e’ solo della Lega ma soprattutto degli italiani che vogliono il cambiamento. Da domani lavorero’ perche’ anche i cittadini delle altre regioni che me l’hanno chiesto, dalla Puglia al Piemonte, dal Lazio alla Toscana possano fare la stessa scelta”, ha assicurato. ? La coordinatrice lombarda di Forza Italia, Mariastella Gelmini, ha parlato di “battaglia culturale vinta” da tutto il centrodestra. Mentre per l’opposizione il Referendum ha segnato un fallimento del governatore e della Lega. Per il segretario del Pd Lombardo, Alessandro Alfieri, “il flop di Maroni e’ evidente”. “Sicuramente ora Maroni e’ piu’ debole all’interno del suo partito e all’interno del centrodestra”, anche in vista delle regionali, ha sentenziato il capogruppo dem al Pirellone, Enrico Brambilla. Mentre secondo il consigliere lombardo dei 5 stelle Stefano Buffagni “l’atteggiamento scorretto di tutta la Lega Nord ha scoraggiato molti cittadini che per mesi hanno sentito parlare di residuo fiscale, che con questo Referendum non c’entra niente”. “Noi siamo stati l’unica forza politica che ha informato e non fatto campagna elettorale”, ha rivendicato.
“Il sistema ha funzionato in piena sicurezza e i paventati attacchi hacker non si sono visti”, ha rivendicato Maroni. “Ho sentito il ministro Minniti, preparero’ per lui una relazione dettagliata e gli chiedero’ che venga utilizzato” questo sistema “in futuro gia’ per le prossime elezioni” politiche e regionali, ha annunciato. Il dato lombardo e’ stato accorpato al veneto e accolto con entusiasmo da Matteo Salvini. “La partecipazione e’ stata straordinaria e la vittoria e’ dei cittadini, alla faccia di Renzi che invitava a stare a casa”, ha dichiarato il segretario leghista, in una nota. “La vittoria non e’ solo della Lega ma soprattutto degli italiani che vogliono il cambiamento. Da domani lavorero’ perche’ anche i cittadini delle altre regioni che me l’hanno chiesto, dalla Puglia al Piemonte, dal Lazio alla Toscana possano fare la stessa scelta”, ha assicurato. ? La coordinatrice lombarda di Forza Italia, Mariastella Gelmini, ha parlato di “battaglia culturale vinta” da tutto il centrodestra. Mentre per l’opposizione il Referendum ha segnato un fallimento del governatore e della Lega. Per il segretario del Pd Lombardo, Alessandro Alfieri, “il flop di Maroni e’ evidente”. “Sicuramente ora Maroni e’ piu’ debole all’interno del suo partito e all’interno del centrodestra”, anche in vista delle regionali, ha sentenziato il capogruppo dem al Pirellone, Enrico Brambilla. Mentre secondo il consigliere lombardo dei 5 stelle Stefano Buffagni “l’atteggiamento scorretto di tutta la Lega Nord ha scoraggiato molti cittadini che per mesi hanno sentito parlare di residuo fiscale, che con questoReferendum non c’entra niente”. “Noi siamo stati l’unica forza politica che ha informato e non fatto campagna elettorale”, ha rivendicato.