‘Impegno morale’ del premier: non considerare i voti al referendum di domenica in termini politici perche’, dice, ‘sono voti per il Si’ e per il No’. Renzi e’ comunque convinto che il 5 dicembre si dovra’ aprire un’altra stagione e chiede di ‘non buttare via questa occasione’. Parlando a Repubblica tv, spiega che e’ ovvio che a Berlino siano a favore delle riforme perche’, dice, ‘tutti i governi in Europa hanno sempre detto che l’Italia deve fare le riforme. E credo che preferiscano avere a che fare con un governo politico’. Mentre sentir parlare di governo tecnico fa tirare fuori gli amuleti…, osserva Renzi.
Che fa se vince il no? Matteo Renzi non vuole rispondere alla domanda nel videoforum condotto dal direttore di Repubblica Mario Calabresi e da Massimo Giannini. “Non voglio di nuovo personalizzare – dice Renzi – discutere del mio futuro sarebbe di nuovo sbagliare. Domenica non si vota su Matteo Renzi”. Che ci siano delle conseguenze e’ poi altra storia “che un voto cosi’ importante abbia delle conseguenze anche sul governo e’ evidente. Ma nonostante la mia nota autostima, io non ho particolari preoccupazioni nel riconoscere che io valgo molto meno della riforma costituzionale. L’esperienza di un governo e’ meno importante delle riforme. Italiani devono votare su una scheda si’ o no alla riforma. Cosa faccio io non interessa ai cittadini”.
“E’ ovvio che Schauble e Steinmeier dicano si’ alla riforma, perche’ per anni tutti i governi che hanno discusso in Europa hanno sempre detto che l’Italia deve fare le riforme. E credo che sia la destra, sia la sinistra tedesca preferiscano avere a che fare con un governo politico piuttosto che con un Esecutivo tecnico, come dice l’Economist”, ha affermato il premier. “Io vengo da Rignano sull’Arno e li’ l’e’lite non sono i giudizi di Schauble e Steinmeier, ma nemmeno dell’Economist o di Mario Monti”, ha aggiunto.
“Il Senato continuera’ a essere eletto dai cittadini. La Costituzione non disciplina l’elezione del Senato perche’ non e’ in Costituzione: va fatta la legge elettorale sul nuovo Senato. Il Pd ha una sua proposta di legge ma non puo’ discuterla prima che sia approvata la riforma costituzionale. E la proposta e’ quella della minoranza Pd: e’ la proposta Chiti”, dice Renzi, tornando a replicare a chi sostiene che nella riforma non viene garantita l’elettivita’ diretta dei senatori. Il voto sulla riforma costituzionale e’ “un’occasione unica, che non ricapita se non tra venti anni, come la cometa di Halley”, sottolinea il premier. E a chi gli fa notare che l’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha criticato i toni della campagna elettorale, replica: “Io rispetto Napolitano anche perche’ e’ il vero padre di queste riforme e gli va riconosciuto straordinaria lucidita’ e tenacia. Racconta un percorso che e’ fatto. E’ vero che ho a volte una posizione un po’ piu’ tranchant di Napolitano ma e’ anche il mio mestiere”.
“Gli italiani devono votare pensando al Cnel e non al Financial Times” che ha ipotizzato il fallimento di 8 banche in caso di vittoria del No. “Io non gioco la carta della paura, del terrorismo psicologico. Il Paese deve essere messo in condizioni di votare col cervello”. “Grillo ha detto di votare con la pancia, secondo me una cosa enorme: ha paura che se la gente guarda, vede e studia vota Si’, io dico votate chi vi pare ma votate col cervello”, aggiungei Renz.
“Io un populista mite? Giannini che mi da’ del mite, mi piace”. Cosi’ scherza il premier Matteo Renzi, replicando alla definizione datagli da Massimo Giannini, nel corso dell’intervista a Repubblica tv con il direttore Mario Calabresi. Renzi parla della sua esperienza di governo: “Il momento piu’ difficile dei miei 1.000 giorni al governo e’ stato di sicuro il terremoto, per il numero dei morti che abbiamo avuto. Ma sono stati difficili quelli della vicenda della strage di Daqqa e l’attentato al Bataclan”. Come ha fatto a mettere insieme Monti e D’Alema, entrambi a favore del No? “Non c’e’ dubbio che non mi amino molto. Ma Monti ha votato si’ in prima lettura: poi ha cambiato idea. Massimo D’Alema e’ stato un sostenitore delle riforme per tantissimo tempo. Berlusconi ha votato Si’ alla riforma costituzionale e all’Italicum”, sottolinea Renzi.