LO STOP DI RENZI AL GOVERNO SULL’AUMENTO IVA E IL CUNEO PIENO SOSTEGNO A GENTILONI FINO AL 2018, ‘MA ORA AGISCA’
“La cosa sui vaccini mi ha fatto un po’ male”. Cosi’ Matteo Renzi, a Porta a Porta, commenta la posizione di Michele Emiliano, in relazione ai vaccini, su cui “non e’ stato chiaro come lo sono stati altri governatori”. “Io sono un genitore. Ci sono delle persone che si sono ammalate perche’ non ci sono stati i vaccini giusti da parte di altre persone e di altre realta’. Bebe Vio ha spiegato come sarebbe stata diversa la sua vita, se ci fosse stato il vaccino. La vaccinazione- aggiunge Renzi- non e’ un favore all’industria del farmaco. Non giochiamo sulla pelle della gente alle primarie. Dico a Emiliano: evitiamo di strumentalizzare questioni che interessano la vita delle persone. Ci sono tante altre cose su cui litigare. Per un voto in piu’ sui vaccini si perde la faccia e la dignita’ del Pd”.
Michele Emiliano nei giorni scorsi in un post aveva scritto che nel “programma di governo della Regione Puglia non rientra la proposta di vietare l’accesso a scuola dei bambini che hanno scelto di non effettuare vaccinazioni obbligatorie”.
Alla vigilia del Lingotto Matteo Renzi parla dei suoi avversari: “Orlando dicono sia forte tra gli iscritti e Emiliano nelle primarie aperte, io non lo so. Ho rispetto dei miei avversari e non passero’ il tempo ad attaccarli. Uno l’ho scelto come ministro, l’altro l’ho aiutato a vincere in Puglia”. Ma al governatore dice che sui vaccini “per avere un voto in piu’ si perde la faccia e la dignita’ del Pd”. Sulla vicenda Consip: “Umanamente sono preoccupato per mio padre ma sto con i giudici”. E a D’Alema e Bersani: “Con Bersani non ci siamo mai presi ma un partito non e’ ‘C’e’ posta per te…'”. A Gentiloni: “E’ un errore politico oggi aumentare l’Iva in un momento come quello che stiamo vivendo”.
Dal no all’aumento dell’Iva, ai dubbi sul taglio del cuneo fiscale. Alla vigilia del Lingotto, dove intende tracciare il programma dei ‘prossimi dieci-venti anni’, Matteo Renzi manda dei segnali sulla ‘manovrina’ che il governo Gentiloni dovra’ varare nei prossimi mesi. Ribadisce pieno sostegno al premier, ma sottolinea che se il voto e’ previsto nel 2018, ‘non si possono passare questi mesi a parlarsi addosso’. Da qui al 30 aprile, l’ex premier dovra’ battersi con Andrea Orlando e Michele Emiliano per la segreteria del Pd. Al governatore, che si dice favorevole a una futura alleanza con i 5stelle replica puntuto: ‘A cena e’ andato con Berlusconi. Non so se Grillo sceglierebbe Emiliano… Io aspiro ad avere la maggioranza’.