‘Le responsabilita’ di una parte politica della sinistra, romana e senese, sono enormi’ su Mps e ‘io non voglio che per le responsabilita’ dei politici DEL passato, e dei banchieri DEL passato, paghino i cittadini di oggi’. Lo dice il premier, Matteo Renzi, in un’intervista a Repubblica. Esclude una manovra correttiva per il 2016: ‘I governi Letta e Monti hanno disseminato di trappole le vecchie finanziarie’, col meccanismo ‘atroce’ della clausole di salvaguardia, ma ‘l’Iva non aumentera”. Sul terrorismo il premier precisa: ‘Io non uso la parola guerra. Rispetto chi lo fa. Dal Papa’ fino ‘a Hollande o Merkel. Loro hanno usato la parola guerra. Io preferisco parlare di terrorismo. La sostanza, tuttavia, non cambia molto. E non cambia soprattutto la necessita’ che l’Islam moderato faccia sentire la sua voce, forte e chiara e senza tentennamento’.
Con Padoan abbiamo agito all’unisono, incoraggiando una soluzione di mercato. La BCE e il Cda del Monte dei Paschi di Siena hanno fatto poi la scelta che hanno ritenuto più solida. A me interessa proteggere il correntista e il risparmiatore. Devono sapere che in Italia c’è un governo che si occupa di loro, non delle poltrone dei consigli di amministrazione delle banche come accaduto troppo spesso in passato”. Lo sottolinea il presidente del Consiglio Matteo RENZI in un’intervista a Repubblica. “Quando gli altri Paesi come Gran Bretagna, Germania e Spagna hanno salvato le banche, non c’erano vincoli Ue. Li hanno messi nel 2013. E sono stati i governi che ci hanno preceduto a scartare l’ipotesi di una bad bank italiana. Per me è stato un errore, ma inutile piangere sul latte versato. Oggi -prosegue RENZI- ci sono dei vincoli complicati da spiegare. In soldoni: se vogliamo fare un intervento pubblico, bisogna che paghino anche i cittadini. E io non voglio che per le responsabilità dei politici del passato, e dei banchieri del passato, paghino i cittadini di oggi. Non è un fatto di consenso, è un fatto di giustizia. Paghi chi ha sbagliato, non la gente comune”.
“La nostra economia reale -rileva il premier- è quella che tra il 2009 e il 2014 in Europa ha perso più di tutti. Abbiamo avuto un crollo del pil, tre anni di recessione, la disoccupazione quasi raddoppiata. Pur tuttavia una banca italiana, Intesa, è risultata la migliore a livello europeo. Quattro su cinque vanno bene. Per la quinta, Monte dei Paschi di Siena, ci siamo mossi per dare una risposta tempestiva: la proposta di Atlante ripulisce finalmente e per sempre la questione crediti deteriorati. Insomma grazie all’intervento di Atlante c’è una soluzione di sistema, definitiva. E l’aumento di capitale, finalmente, sarà fatto su una banca totalmente ripulita dai problemi del passato”. “Tuttavia – avverte RENZI- l’unica soluzione per archiviare definitivamente la crisi bancaria è tornare alla crescita. Dal 2015 abbiamo cambiato verso e invertito la rotta. Il segno del pil è tornato positivo, il Jobs Act ha portato 599mila posti di lavoro in più e la massa dei crediti deteriorati finalmente cala. Ecco perché insisto su investimenti, crescita e flessibiità contro la cultura dell’austerity”.
“Da tre anni conviviamo con il rischio di manovre correttive, ma posso dire con certezza che non ce ne sarà una per il 2016. Purtroppo ci troviamo a fronteggiare questo meccanismo atroce delle clausole di salvaguardia perché i governi Letta e Monti hanno disseminato di trappole le vecchie finanziarie, ma seguiremo la linea già tenuta fin qui scongiurando un salasso da 15 miliardi, dunque l’Iva non aumenterà”, sottolinea il presidente del Consiglio. “E le tasse continueranno a scendere, perché andremo avanti sul taglio dell’Ires”, aggiunge.
Nessun Paese e’ immune dal rischio terrorismo, ma l’intelligence italiana svoLge uno sforzo “straordinario” e “il lavoro e’ certosino e costante”, dice Matteo Renzi, a proposito dell’emergenza terrorismo e dei rischi che corre il Paese. “L’intelligence italiana svolge un lavoro straordinario. E insieme ai servizi voglio ringraziare le forze di polizia, i magistrati, il Viminale, tutto il sistema”, ha osservato il presidente del Consiglio in un’intervista a Repubblica. “Nessun Paese e’ a rischio zero, nemmeno noi. Ma il lavoro e’ certosino e costante”.
“Io non uso la parola guerra. Rispetto chi lo fa. Dal Papa, che in queste ore a Cracovia con la Giornata Mondiale della Gioventù mi ricorda i tempi di Parigi o Tor Vergata quando anche io partecipavo a questi raduni, fino a Hollande o Merkel. Loro hanno usato la parola guerra. Io preferisco parlare di terrorismo. La sostanza, tuttavia, non cambia molto. E non cambia soprattutto la necessità che l’Islam moderato faccia sentire la sua voce, forte e chiara e senza alcun tentennamento”. Contro il terrorismo “noi siamo già impegnati a livello militare. Dall’Afghanistan all’Iraq, dai Balcani alla Somalia. La scelta del mio governo è solo quella di evitare avventure improvvisate come quella che i nostri amici francesi imposero in grande stile in Libia arrivando alla distruzione di Gheddafi ma senza un piano per il dopo. E noi -aggiunge RENZI- siamo i primi a pagarne le conseguenze oggi. Le iniziative militari devono avere una strategia per il domani, non solo una tattica per l’oggi”. In tema di immigrazione, “se c’è un obiettivo che l’Europa non ha ancora centrato è la gestione continentale dei rimpatri. Vogliamo salvare tutti quelli che troviamo in mare, ma non possiamo tenerli tutti in Italia. Ancora i numeri sono gestibili, ma l’Europa deve collegare strategie di cooperazione internazionale con rimpatri, altrimenti il sistema salta”.
“Personalizzare questo referendum contro di me è il desiderio delle opposizioni, non il mio. Per questo ho già detto che il mio contributo sarà molto chiaro: parlare solo e soltanto di contenuti, tenendomi alla larga rigorosamente da tutti i temi del dopo. Questo referendum riguarda il futuro del Paese più che il mio. Se vince il sì, riduciamo il numero dei politici e le competenze delle regioni, se vince il no rimane tutto come adesso”, dice il presidente del Consiglio. “Se vince il sì ci saranno governi più stabili e l’abolizione degli enti inutili come il Cnel, se vince il no rimane tutto come adesso. Sarà una bellissima campagna elettorale sui contenuti, non sulle paure”, osserva RENZI. Quanto alla data della consultazione, “penso che il Presidente Mattarella abbia detto parole definitive a riguardo. La data viene decisa sulla base di una precisa procedura che noi stiamo rispettando nel dettaglio, come peraltro è nostro dovere. Ottobre o novembre, cambia poco. L’importante è che i cittadini siano informati sul quesito”.