‘Obama e’ molto preoccupato per l’Ue e condivide le prese di posizioni di chi chiede dopo Brexit una grande scommessa sul futuro dell’Europa”. Lo afferma il premier Renzi ospite di “In 1/2″, su Raitre, sottolineando che quella appena trascorsa ‘e’ stata una delle settimane migliori del mio mandato’, e citando oltre alla cena di Stato alla Casa Bianca, anche una legge di bilancio ‘particolarmente importante per gli italiani’. Sul referendum, Renzi ha citato il sostegno del presidente Usa, liquidando con una battuta uno dei principali oppositori alla riforma: ‘Ciascuno ha il proprio endorsement… C’e’ chi si tiene quello di Obama e chi quello di D’Alema…’. E sui costi della politica ha annunciato che ‘il Pd studiera” il ddl sul dimezzamento degli stipendi, ed ha proposto di dare l’indennita’ ai parlamentari in base alle presenza in Aula.
Obama ha risposto a una domanda di un giornalista italiano, il dato di fatto e’ che ognuno si tiene i propri endorsement: c’e’ chi si tiene D’Alema, io mi tengo Obama”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, a “In mezz’ora” su Rai3. “Non ho detto nel Rose Gardenn della Casa Bianca se avessi votato Clinton o Trump? Nessuno me lo ha chiesto. E del resto ho detto in tutte le sedi che preferisco Hillary”, ha aggiunto.
“Noi siamo assolutamente nei termini previsti. Io la Boldrini non l’ho sentita. La legge di stabilità va mandata in Parlamento il 20 di ottobre ma il termine non è perentorio. L’anno scorso l’abbiamo mandata 10 giorni dopo, entro questa settimana la mandiamo in Parlamento”, ha detto il presidente del Consiglio. “Quante volte l’ha mandata? Sempre. A quanti Paesi? Almeno 5 o 6. E’ il fisiologico dialogo tra istituzioni”. Così Renzi sulla probabile lettera che la Ue manderà all’Italia per avere chiarimenti sulla manovra di bilancio.
“Non è importante lo 0,1%, non è decisivo. Noi non stiamo litigando con l’Europa, noi stiamo dicendo che l’Italia in passato ha sempre detto di sì all’Europa. A Tutto. L’Italia, lo ha deciso il governo Monti, dà all’Europa 20 mld di euro e ne riprende solo 12. Noi all’Europa diciamo: chi prende i soldi si deve prendere anche i migranti. Siamo impegnati in una battaglia storica. Quante lettere di richiamo ci ha mandato l’Europa? Una ogni anno e l’ha mandata a tanti Paesi. Non so se ci arriverà una lettere di richiamo. Noi vogliamo cambiare le regole che sono state scritte in passato”.
l Governo condivide l’idea di ridurre i costi della politica, ma “l’importante è vedere come”. Per esempio si potrebbe legare “l’indennità parlamentare alle presenze”. Lo ha sottolineato Matteo Renzi in merito alla proposta del Movimento 5 stelle che sarà esaminata dal Parlamento a partire dalla prossima settimana. “Il Pd ha spiegato RENZI- è favorevole alla riduzione degli stipendi, dipende come si fa. Il M5S la butta in calcio d’angolo perché é in difficoltà. Vediamo di che si tratta, ragioniamone. Io faccio la mia controproposta: perché ai parlamentari non diamo l’indennità in base alle presenze. Luigi Di Maio, ad esempio, ha il 37% delle presenze in aula”. “Di Maio e Di Battista prendono il doppio di quello che prendo io come presidente del Consiglio. Quindi se Di Maio fa il 37% di presenze, perché si deve prendere l’indennità intera? Invece di inventarsi la missione, la presenza istituzionale… I 5stelle giocano a fare i puri, ma sono uguali a tutti gli altri”, ha concluso RENZI.
“Se vogliono scioperare che scioperino, l’importante è che arrivino a sentenza” perchè “a me non interessano le paginate sugli avvisi di garanzia ma che si arrivi a sentenza e si dica chi ha rubato e chi no”. COsì il presidente del Consiglio rispondendo ad una do,anda di Lucia Annunziata su un possibile sciopero dei magistrati. “Non so perchè dovrebbero scioperare, quindi non sono in condizione di dare una risposta”, ha replicato Renzi che domani alle 10 vedrà a palazzo Chigi la Anm e a seguire il Consiglio degli avvocati. “Io penso ci siano magistrati straordinari e a tutti i magistrati dal governo deve andare il pieno sostegno e il rispetto per la separazione dei poteri. Io ai magistrati chiedo che si vada a sentenza. Non mi interessano gli avvisi di garanzia, ma se uno è colpevole o innocente. E questa settimana – aggiunge Renzi riferendosi a Raffaella Paita – una del Pd è stata assolta, l’ennesima, dopo che era stata accusata di omicidio guarda caso proprio durante la campagna elettorale per la presidenza della Liguria. E poi Errani, De Luca, Graziano Delrio, Penati, Esposito…”, prosegue Renzi elencando diversi esponenti Pd indagati e poi assolti. Senza contare l’inchiesta su Tempa Rossa: “La settimana prima del referendum sulle trivelle scoppiò un grande scandalo, con la ministra Guidi che si è dimessa, ma io ancora non ne ho saputo niente”. Dunque, conclude sul punto Renzi, “voglio che si facciano i processi, e che non ci si dimentichi dell’articolo 27 della Costituzione. Innocente fino a sentenza passata in giudicato”.