’Si vota nel 2018, comunque vada il referendum’. Renzi alla Versiliana chiude la querelle sulla sorte del governo dopo il voto sulla riforma della Costituzione. A Ventotene, l’isola simbolo dell’Europa di Spinelli, domani il vertice con Merkel e Hollande per ‘rilanciare dal basso l’Ue’. ‘Tutti gli italiani devono essere orgogliosi’, dice. Dal premier, bacchettate alla minoranza del Pd: ‘Mi dicono di non ridurre le tasse: assurdo. L’Anpi? Invito il presidente alla festa dell’Unita”.
Come gia’ aveva fatto alle feste dell’Unita’ in Emilia Romagna giorni fa, anche in Toscana Matteo Renzi torna a picchiar duro sulla minoranza Pd. E dal salotto della Versiliana, a Marina Di Pietrasanta, il presidente del Consiglio e segretario del partito tenta di mettere la parola fine sulla polemica con l’Anpi: sabato o domenica prossimi, scelgano la festa dell’Unita’ che vogliono, faremo un dibattito sul merito della riforma costituzionale, e’ l’invito rivolto dal premier al presidente Anpi, Carlo Smuraglia. Perche’, tiene a puntualizzare, non si dica “che abbiamo paura del confronto”. Ma prima di tutto, Renzi – che ribadisce l’errore commesso nel personalizzare troppo il referendum – chiarisce che il risultato della consultazione popolare non sara’ un terremoto: “Le elezioni ci saranno nel 2018”. E alla domanda, ‘comunque vada il referendum’?, replica secco: “ci saranno nel 2018”. Chiarito questo punto, Renzi affronta i vari temi dell’attualita’ politica agostana: dall’economia all’immigrazione (“per Capalbio valgono le stesse regole del resto d’Italia”), dalla Turchia (a cui manda la solidarieta’ italiana per l’attentato subito oggi, ma sottolinea che deve rispettare i diritti, “perche’ ci sono valori non negoziabili”) alla Russia (“noi siamo sempre dalla parte degli Usa ma Putin sta giocando partita su identita’ in modo intelligente”).
Accompagnato dalla moglie Agnese, dalla figlia Ester e, svela al pubblico seduto sotto la pineta, dalla nonna, Renzi torna dalla ferie (“10 giorni di assoluto riposo”) carico e combattivo. E non le manda certo a dire alla minoranza interna, che lo critica perche’ vuole abbassare ancora le tasse: “Mi metto le mani nei capelli… ridurre la pressione fiscale e’ tema fondamentale”, dice. Quanto al referendum, mette in chiaro: “La democrazia non e’ sotto assedio”. E chi si augura che vinca il No – e qui Renzi ricomprende le opposizioni ma soprattutto la sinistra dem – e’ perche’ “vuole mantenere le cose cosi’ come stanno, vuole tenersi la poltrona”. Attacco, questo, diretto in particolare a Massimo D’Alema, che ha dato appuntamento per i primi di settembre a Roma contro la riforma Boschi: “Vuole mantenere questo numero dei parlamentari perche’ forse vuole tornare lui in Parlamento”. Poi, incalzato dall’intervistatore, Paolo Del Debbio, lancia il fendente: “D’Alema non usi il referendum come sua rivincita del congresso”. Che si fara’, ribadisce Renzi, ma nella data prevista “e il referendum non c’entra nulla”. Del resto, aggiunge poi, “D’Alema sul No e’ in compagnia di Berlusconi e Salvini, si sono ritrovati…”.
Insomma, il segretario-premier e’ un fiume in piena. E ne ha da dire anche all’Europa, alla vigilia del vertice di domani a Ventotene dove incontrera’ Merkel e Hollande: “Sul deficit noi siamo i piu’ bravi e virtuosi”. Quanto alla crescita, ammette, “non e’ ripresa come vorremmo, ma e’ solo questione di tempo e di fiducia”, e auspica che il Pil possa tornare a crescere all’1, 1,2%, “vedremo”. Quindi, torna a promettere che le tasse saranno “abbassate ancora” e che saranno messe piu’ risorse “sulle pensioni”. Tornando al vertice di domani, Renzi spiega: “rilanceremo i valori dell’Ue dal basso”. E incalza: “basta austerity, che ha fatto solo danni”. Non mette la mano sul fuoco sui risultati, su quanto e cosa riuscira’ ad incassare da Berlino e Parigi, ma assicura: “Le cose” nei confronti dell’Italia “sono cambiate, la partita ce la giochiamo”. Spiega che “l’Italia deve rivendicare i suoi valori, perche’ l’Europa ha molto bisogno dei nostri valori”. Che, sottolinea, si basano anche sull’accoglienza dei migranti, “salvare un bambino in mare che affoga e’ nei nostri valori salvarlo”, ma poi sulla distribuzione dei flussi “ognuno deve fare la sua parte, ma l’Italia non e’ sola”. Infine, Renzi ‘duetta’ con il pubblico – la cui accoglienza e’ calorosa – e a chi lo accusa di essere un Pinocchio, perche’ ha rivendicato che col suo governo le cose sono cambiate e “i furbetti adesso vengono licenziati in 48 ore”, replica sardonico: “Pinocchio e’ una bella figura di Collodi e poi finisce bene…”.