Addio all’Europarlamento, si torna in Germania e si corre con l’Spd alle elezioni 2017 per il Bundestag. Martin Schulz conferma le anticipazioni della stampa tedesca e fa sapere che non si candida per un terzo mandato quale presidente del Parlamento europeo. Ma sottolinea che continuera’ a battersi per l’Europa dal livello nazionale. E spiega che l’anno prossimo correra’ al Bundestag come capolista del suo partito, l’Spd, nel Land del Nordreno-Vestfalia. Che intanto fa sapere che la scelta di Schulz non cambia la road map per la scelta del candidato che sfidera’ Merkel alla cancelleria.
Il Parlamento europeo invita Commissione e governi Ue a sospendere temporaneamente i negoziati di adesione in corso con la Turchia. L’aula di Strasburgo ha approvato una risoluzione con 479 voti a favore, 37 contro e 107 astenuti. Il testo condanna le ‘misure repressive sproporzionate’ dopo il tentato golpe. Ankara ribatte, ‘Ue senza visione, facile parlare cosi’ da posti dove il terrorismo non e’ arrivato’.
Il presidente dell’Europarlamento, Martin Schulz, ha annunciato oggi, in una dichiarazione alla stampa a Bruxelles – resa prima in tedesco, poi in inglese e infine in francese – la sua decisione di non ricandidarsi per la terza volta alla guida dell’Assemblea di Strasburgo. Sarà, invece, capolista del suo partito, la Spd, nel Land del Nordreno Vestafalia, alle elezioni politiche tedesche del prossimo anno. “Negli ultimi mesi ci sono state molte speculazioni della stampa riguardo al mio futuro. Ora ho preso la mia decisione: non sarò candidato per un terzo mandato come presidente del Parlamento europeo, ma mi presenterò l’anno prossimo alle elezioni del Bundestag tedesco come capolista per la Spd nella regione del Nordreno Vestafalia”, ha annunciato Schulz, aggiungendo che “non è stata una decisione facile, sono cosciente dell’onore di essere presidente del Parlamento europeo”. “Durante tutto il mio mandato – ha ricordato -, come eurodeputato, come capogruppo del Pse, e poi come presidente dell’Europarlamento, ho sempre cercato di rafforzare la credibilità e la visibilità delle politiche europee e di rendere più influente questa istituzione, l’unica eletta direttamente dai cittadini europei. Il mondo – ha sottolineato Schulz – ha bisogno più che mai di una Unione europea forte, autonoma e unita, che si batte per i suoi valori e le sue idee, difendendo e rafforzando ciò che le generazioni precedenti hanno costruito”.
“Il mio impegno a favore del progetto europeo – ha continuato il presidente dell’Europarlamento – non diminuisce, e d’ora in poi mi batterò per questo progetto a livello nazionale. I miei valori non cambiano: continuerò a fare tutto quello che posso per migliorare la vita quotidiana delle persone, e per ridurre le diseguaglianze fra le persone e fra le società. Solo in questo modo potremo recuperare la fiducia perduta”. “La Germania, il paese più grande dell’Ue, ha una responsabilità particolare, e io mi sono battuto per essere degno di questa responsabilità come eletto tedesco del Parlamento europeo, e continuerò a farlo in futuro da Berlino”. E comunque, ha assicurato Schulz, “eserciterò le mie funzioni di presidente dell’Europarlamento con la stessa forza e convinzione fino all’ultimo giorno del mio mandato”. Anche se “oggi non è ancora il giorno degli addii”, il presidente dell’Europarlamento ha tenuto a ringraziare tutti i colleghi eurodeputati, con cui ha detto di aver avuto “un rapporto stretto e basato sulla fiducia, in particolare con gli amici del Pse”, nonché il personale “altamente qualificato e motivato” del Parlamento europeo e i collaboratori del suo team. “Ringrazio ugualmente – ha concluso Schulz – il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, amico e grande europeista, con cui ho lavorato in modo fruttuoso negli ultimi due anni e mezzo”.