Dopo il fallimento del cessate il fuoco in Siria, gli Usa affermano di valutare anche “opzioni non diplomatiche”. Basta bombe ad Aleppo o taglieremo i rapporti con la Russia, avverte Kerry.
La ‘finestra’ per l’azione diplomatica non e’ ancora chiusa ma quel momento puo’ essere vicino: lo ha spiegato il vice portavoce del dipartimento di Stato Usa, Mark Toner rispondendo a domande dei giornalisti sulla situazione in Siria alla luce degli attacchi ad Aleppo. “Non stiamo cercando di chiudere quella porta – ha sottolineato Toner -, ma cio’ di cui abbiamo bisogna a questo punto e’ un gesto da parte della Russia e anche del regime per recuperare credibilita’ su questo processo (avviato con l’accordo di Ginevra ndr), altrimenti ad un certo punto si deve dire basta e potremmo arrivarci”. Sollecitato poi su eventuali modi e tempi, Toner ha rimarcato che non si puo’ mettere “una data o un orario” su quando quella porta possa chiudersi “ma credo che sia molto vicino”, ha detto.
Ancora bombe sugli ospedali, ancora civili uccisi, ancora “crimini di guerra”. Non conosce sosta in Siria la ferocia di uomini che per quel che compiono ad Aleppo, ha esclamato Papa Francesco, “dovranno dare conto davanti a Dio”. Gli ultimi attacchi sono stati denunciati oggi da due Ong, la Societa’ medica siriana americana (SAMS) e l’Unione di organizzazioni di assistenza medica e di soccorso (UOSSOM, in francese), ma sono stati smentiti dall’Osservatorio siriano per i diritti umani. Le strutture bombardate sarebbero la M2 e la M10, le due piu’ grandi della citta’. La UOSSM, Ong con sede a Parigi, ha assicurato in un comunicato che la M10 non e’ piu’ operativo per “quello che si crede essere un attacco aereo” che non ha causato vittime. La M2 e’ stata invece colpita da proiettili di mortaio che hanno causato la morte di due pazienti e il ferimento di tre membri dello staff. La SAMS, Ong con sede a Washington, ha riferito che i due ospedali sono stati bombardato all’alba e che nessuno e’ rimasto ferito. “E’ una menzogna, non c’e’ stato alcun attacco contro ospedali nelle ultime ore”, ha pero’ ribattuto l’Osservatorio, spiegando che invece c’e’ stato un bombardamento nelle vicinanze dell’M2.
L’Onu, senza entrare nel merito delle ultime denunce, indica come “crimini di guerra” quelli commessi, aprendo un varco per un giudizio sui responsabili di fronte ai tribunali internazionali. “Siamo chiari: coloro che usano armi sempre piu’ distruttive, sanno quel che fanno. Sanno di star commettendo crimini di guerra”, ha detto Ban Ki-moon nel corso di una riunione del Consiglio di Sicurezza. “Immaginate quale distruzione viene compiuta: perone con gli arti troncati, bambini feriti senza soccorso. Pensate a un mattatoio, a un macello: cio’ che abbiamo davanti adesso e’ peggio”. Lo scorso mese di maggio era stato lo stesso Consiglio di sicurezza ad adottare una risoluzione per la protezione di strutture mediche e operatori sanitari, ma cio’ non e’ servito a nulla in conflitti come quello in Siria e in Yemen: “La legge internazionale e’ chiara: medici, infermieri, infrastrutture e trasporti di questo genere vanno risparmiati, cosi’ come i feriti, siano civili o militari”, ha sottolineato Ban. Il 95% del personale medico presente ad Aleppo prima del conflitto, ha concluso, “e’ fuggito, e’ stato arrestato o ucciso. Si deve agire, Si deve accertare le responsabilita’”. I bambini uccisi ad Aleppo sono 96 e 226 quelli rimasti feriti solo da venerdi’ scorso. Questa e’ l’ultima conta aggiornata fornita dall’Unicef. L’Occidente mette sul banco degli imputati Mosca, accusandola di non fare nulla per fermare i raid di Bashar Assad. Gli Stati Uniti hanno minacciato di congelare il coordinamento delle operazioni militari sul fronte in Siria con le forze russe se Mosca non fara’ “passi immediati” affinche’ si fermino i jet che spargono terrore e morte su Aleppo, ha detto il segretario di Stato John Kerry. La decisione metterebbe fine all’iniziativa per la “realizzazione di un Centro di comando congiunto” sul terreno del confronto militare con Al Nusra e l’Isis. Se la Russia non fermara’ Assad, ha avvertito il titolare della Farnesina, Paolo Gentiloni, “sara’ inevitabile una rottura diplomatica. Tutto questo per assecondare dittatore sulla via del declino?” Il Cremlino, pero’, non sembra disposto ad abbandonare lo storico amico. Le dichiarazioni sulla possibilita’ di imporre alla Russia nuove sanzioni per la situazione in Siria, ha fatto sapere, “causano una profonda incomprensione, specialmente tra coloro che conoscono il vero stato delle cose, la situazione reale circa la realizzazione degli impegni indicati negli accordi russo-statunitensi”. A parlare e’ stato il portavoce di Vladimir Putin, Dmitri Peskov, dopo che l’omologo Usa, Josh Earnest, aveva ipotizzato ulteriori possibili nuove sanzioni, sottolineando comunque che Washington non e’ intenzionata ad agire in modo unilaterale ma in coordinamento con i suoi alleati. Peskov ha poi denunciato che “l’ossessione per la politica sanzionatoria non ha portato a nessuno nulla di buono”.