SINDACO, ‘E’ GUERRA CONTRO LO STATO’. QUESTORE, FORSE VENDETTA
A San Severo, in provincia di Foggia, c’e’ la sensazione che sul territorio si stia consumando una ‘guerra allo Stato’. Sono le parole che ha usato il sindaco, Francesco Miglio, dopo che nella notte tra sabato e domenica, un uomo, da solo alla guida di una vecchia utilitaria, si e’ avvicinato ad alcuni furgoni della polizia e ha sparato piu’ colpi di pistola danneggiando la carrozzeria di uno dei mezzi. L’episodio dopo settimane di un crescendo di episodi criminali. Miglio ha incontrato il 28 febbraio scorso il ministro dell’Interno, Marco Minniti, e ha ottenuto fra l’altro l’invio di 90 unita’ delle forze di polizia per esigenze di ordine pubblico e controllo del territorio. Da oggi il dispositivo di controllo sara’ ulteriormente rafforzato con l’invio di altre unita’.
Spari sono stati esplosi la scorsa notte a San Severo (Foggia) contro due automezzi della polizia del Reparto Prevenzione Crimine, che il Viminale ha inviato per un controllo rafforzato del territorio dopo i numerosi episodi di criminalita’. Nessuno e’ stato ferito. Secondo il sindaco di San Severo, Francesco Miglio, che nei giorni scorsi aveva attuato lo sciopero della fame per sollecitare l’intervento del governo, ‘e’ in atto una guerra contro lo Stato’. I mezzi colpiti dagli spari, da un uomo ripreso dalle telecamere di videosorveglianza, erano parcheggiati davanti all’albergo dove alloggiano gli agenti inviati da Bari. Ritrovata anche l’auto, rubata qualche giorno fa, dalla quale l’attentatore ha sparato. Secondo il Questore di Foggia potrebbe trattarsi di una vendetta per l’inasprirsi dei controlli, ma non esclude un nesso con il Gran Ghetto.
Sfida allo Stato a San Severo, il comune in provincia di Foggia teatro di un’escalation criminale di rapine e agguati: nella notte sono stati esplosi diversi colpi d’arma da fuoco contro i mezzi della polizia inviati da Bari per rafforzare la sicurezza. L’intimidazione e’ avvenuta a piazza della Costituzione, vicino alla stazione, davanti all’albergo che ospita gli agenti di rinforzo spediti dal Viminale nella citta’ pugliese con 54.000 abitanti. Gli spari da un’auto in corsa, immortalati da una telecamera a circuito chiuso, hanno preso di mira un automezzo del Reparto prevenzione crimine di Lecce e hanno centrato in tre punti un furgone del reparto mobile della Polizia. Entrambi i mezzi erano vuoti in quel momento.
Il portiere dell’albergo ha udito gli spari e ha dato l’allarme. Sull’episodio e’ stata aperta un’indagine di polizia: non e’ escluso un nesso con lo sgombero dei migranti dal vicino Gran Ghetto, nel quale avevano operato anche alcuni degli agenti che si trovavano nell’albergo. Al Ghetto, sgombrato per infiltrazioni criminali, attingevano procacciatori di mano d’opera per le campagne spesso legati a gruppi di malviventi. Il sindaco di San Severo, Francesco Miglio, ha espresso “preoccupazione” per “l’episodio di inaudita gravita’” e l’escalation di fenomeni criminosi” e ha telefonato al questore di Foggia, Piernicola Silvis, al quale ha espresso “la piu’ totale e convinta solidarieta’ dell’Amministrazione Comunale”. Martedi’ scorso il sindaco, che ha anche fatto uno sciopero della fame per chiedere piu’ sicurezza, aveva incontrato il ministro dell’Interno, Marco Minniti, che ha disposto l’invio dei rinforzi e ha promesso anche un tavolo tecnico per studiare nuove misure. “Non ci facciamo intimidire, non ci facciamo prendere dallo scoramento”, ha concluso Miglio, “non assistiamo passivamente a questi ultimi eventi, chiedo a tutti di non mollare ed affrontare tutti insiemi questa emergenza”. Il sindacato di polizia Silp Cgil ha denunciato il “gravissimo atto intimidatorio contro la Polizia di Stato che ha rafforzato la propria azione di contrasto alla criminalita’ organizzata”. “Siamo preoccupati, ma non ci faremo intimidire”, ha affermato il segretario generale, Daniele Tissone, “un messaggio deve arrivare a questi criminali: noi non molliamo”.