CONTE SI ARRENDE SULLA TAP, ‘L’OPERA SI DEVE FARE’ RETROMARCIA M5S, ESULTA LA LEGA. RIVOLTA ANTI-M5S IN PUGLIA
L’interruzione dell’opera comporterebbe costi insostenibili e ‘non sono emerse illegittimita’ sull’impatto ambientale’, secondo la relazione trasmessa dal ministro Costa, quindi la TAP in Puglia si fara’. L’annuncio del premier Conte ai sindaci pugliesi riaccende la polemica e segna una marcia indietro dal programma elettorale del M5s. Esulta la Lega. Il governo assicura ‘un’attenzione speciale alle comunita’ locali’. Ma il sindaco di Melendugno attacca: ‘Avalla la distruzione del territorio’. Durissimi i No TAP: ‘Ci hanno preso in giro, gli eletti 5S si dimettano’.
Sulla Tap cede anche Di Maio. ‘Lette le carte da ministro, ci sono penali per 20 miliardi. Non si puo’ non fare’, dice il vicepremier. Durissima la reazione del movimento No Tap in Puglia contro i 5Stelle. In video postati sui social e diffusi in chat attivisti strappano le tessere elettorali: ‘Non avrete piu’ il nostro voto!. Tensione anche nella maggioranza. Tre parlamentari pentastellati – Ciampolillo, De Bonis e Cunial – si schierano contro il governo: ‘Conte sbaglia. Non ci possono essere penali, perche’ non c’e’ alcun contratto tra Stato e Tap’.
La costruzione del gasdotto Tap e’ “legittima” e il governo non puo’ interrompere la realizzazione dell’opera che colleghera’ il Mar Caspio all’Italia con approdo sulla spiaggia salentina di San Foca di Melendugno, nel Salento, anche perche’ lo stop “comporterebbe costi insostenibili, pari a decine di miliardi di euro”. La decisione del premier Giuseppe Conte mette in agitazione la comunita’ salentina. Il capo del governo sottolinea subito che l’esecutivo “ha fatto tutto quello che poteva, non lasciando nulla di intentato. Ora pero’ e’ arrivato il momento di operare le scelte necessarie e di metterci la faccia. Prometto un’attenzione speciale alle comunita’ locali perche’ meritano tutto il sostegno da parte del Governo”.
“Stoppare la TAP ci costerebbe miliardi di euro. Inoltre tutte le verifiche disposte dal governo non hanno fatto emergere alcuna irregolarità nelle procedure di autorizzazione dei lavori, il cui via libera alla realizzazione dell’opera, ricordiamo, è stato dato dai precedenti governi. Noi oggi ci ritroviamo davanti a contratti che se non venissero rispettati ci porterebbero a pagare cifre esorbitanti. Di sicuro vigileremo affinché l’iter dei lavori non arrechi danni alla comunità locale”, così Francesco D’Uva e Stefano Patuanelli, capigruppo M5S alla Camera e al Senato.
“Non abbiano chiesto a Conte o alla ministra salentina Barbara Lezzi – dice il sindaco di Melendugno, Marco Poti’ – di essere i dottori dei nostri dolori. Ci cureremo da soli le nostre ferite, sapremo rialzarci e continuare a combattere. Conte con questo atteggiamento avalla quella che sara’ una follia ingegneristica e la distruzione di un intero territorio. Nel Salento se lo ricorderanno bene”.
“E’ chiaro – dice il leader del movimento No Tap Gianluca Maggiore – che la nostra battaglia continuera’, come e’ chiaro che tutti i portavoce locali del M5S che hanno fatto campagna elettorale qui e che sono diventati addirittura ministri grazie ai voti del popolo del movimento No Tap, si devono dimettere adesso”. Dure le reazioni politiche. Maria Stella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera, accusa: “il M5S sapeva di non poter bloccare il gasdotto, ma in Puglia ha fatto la campagna elettorale gridando NoTap, prendendo in giro i cittadini”. Esulta, invece, il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini: “Avere l’energia che costera’ meno a famiglie e imprese e’ fondamentale, quindi avanti coi lavori”.