Sesto giorno di protesta oggi per i tassisti, che mentre alla Camera approdera’ il contestato decreto Milleproroghe manifesteranno in piazza Montecitorio e verranno ricevuti da Delrio.
Alla vigilia del tavolo tra governo e associazioni dei tassisti, non si ferma la protesta della categoria in molte citta’ italiane, tra liti, minacce e lanci di uova agli autisti Ncc e Uber. “Ci vedremo oggi – afferma il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, – c’e’ una situazione da lungo tempo non regolamentata e c’e’ bisogno di garantire da un lato i diritti dei cittadini e dall’altro anche i diritti di chi ha investito nella propria azienda, che sono i tassisti”. Pero’, prosegue, “dobbiamo metterci a sedere per fare una regolamentazione seria finalmente, che tolga provvisorieta’ all’attuale situazione”.
I tassisti protestano contro un emendamento al decreto Milleproroghe, che, di fatto, sospende per un altro anno (fino al 31 dicembre 2017) l’efficacia di una serie di norme che dovrebbero regolamentare il servizio degli Ncc (Noleggio con conducente) e contrastare le pratiche abusive. Una sanatoria che, secondo la categoria, favorisce le multinazionali come Uber. E mentre molte organizzazioni sindacali prendono le distanze dagli scioperi selvaggi delle auto bianche, l’Autorita’ di garanzia per gli scioperi ricorda che fin dalle prime notizie sui blocchi “ha scritto a tutte le Prefetture coinvolte chiedendo informazioni urgenti sui dati di adesione e su come stessero procedendo” la situazione. “A oggi – fanno sapere dall’Authority – ha risposto solo la Prefettura di Genova, Firenze e Milano. Contemporaneamente e’ stata contestata a tutte le sigle sindacali di categoria l’illegittimita’ dello sciopero selvaggio per la garanzia dei servizi minimi, il mancato preavviso e la durata ed e’ stato chiesto ai sindacati non solo di dissociarsi ma di metter in campo ogni iniziativa per far cessare i blocchi”. Nelle prossime ore, “non appena avremo gli altri riscontri dalle Prefetture apriremo un procedimento di valutazione che la legge ci impone entro 60 giorni di chiudere”. Al termine di questo periodo “potrebbero essere valutate sanzioni nei confronti di quei sindacati che non hanno rispetto la legge”.
Molte organizzazioni sindacali si dissociano da quanto sta accadendo. Secondo il coordinatore nazionale di Unica Filt Cgil, Nicola Di Giacobbe la protesta dei tassisti “e’ giusta ma nelle forme sbagliate, perche’ scioperi e manifestazioni sono regolati per legge e tutti devono rispettarle”. Comunque, aggiunge, “la responsabilita’ di queste proteste non e’ certo dei tassisti, ma dei senatori e parlamentari che invece di migliorare le leggi per garantire chi lavora e chi usufruisce del servizio, in questa fase stanno solo creando confusione e i presupposti di un vantaggio per le multinazionali: ne favoriscono l’ingresso in un servizio senza che queste abbiano i titoli certificati per poterlo fare”. Per Loreno Bittarelli, presidente Uri – Unione Radiotaxi Italiani complessivamente in 6 giorni consecutivi di fermo del servizio Taxi su Roma e Milano sono stati “regalati” ai concorrenti quasi 8 milioni di euro: “Ci sono nelle due citta’ circa 13.000 Taxi. Ogni tassista ha perso 600 euro lordi in 6 giorni: danni enormi alla nostra categoria, che saranno difficilmente riparabili in breve tempo”. “I nostri utenti – aggiunge – stanno subendo profondi disagi e non si possono difendere i nostri diritti, calpestando quelli di chi ci da il mangiare tutti i giorni”. Tolto questo Bittarelli resta “fermamente contrario all’emendamento inserito al Milleproroghe”. La Cna Fita chiede stesse regole per Taxi e Ncc. Serve “un’opera di vera concertazione, mirata a moderare i contrasti e a introdurre elementi certi e condivisi per combattere l’abusivismo e il liberismo eccessivo che sovente sfocia nell’illegalita’”. Infine il presidente Conftrasporto, Paolo Ugge’, non condanna l’iniziativa dei taxisti ma la trova forzata: “Nel blocco di questi giorni c’e’ la strumentalizzazione del nulla. Si protesta contro un emendamento che non cambia lo stato delle cose, non aggiunge ne’ toglie alcunche’ rispetto al passato. Avrei capito una protesta attuata per ottenere una definitiva regolamentazione del settore, ma qui ci si agita per una disposizione che e’ in vigore dal 2009”.
“Siamo pronti a sederci per aprire una fase di confronto che possa portare ad una regolamentazione seria del settore, come chiesto dal ministro Delrio, a condizione che lo stesso si adoperi affinché l’emendamento Lanzilotta, venga abrogato”. È quanto dichiarano in una nota Fit Cisl TaxiI, Uil Trasporti Taxi, Ugl Taxi e Federtaxi Cisal. “Risulta infatti davvero singolare che il ministro Del Rio, mentre invoca un dibattito per una seria regolamentazione del settore, inizi lo stesso sospendendo l’efficacia di una norma già in vigore, attraverso la quale molti risultati sono stati ottenuti nel campo del contrasto ai fenomeni dell’abusivismo”. “Con il rischio concreto di vanificare” – prosegue la nota – “quanto in questi anni si è fatto in termini di sanzioni penali e amministrative, con decine di funzionari e amministratori pubblici rinviati a giudizio per il rilascio facile di autorizzazioni di noleggio e centinaia di revoche, legate al mancato uso delle stesse nei territori di rilascio”. “Il ministro Delrio, dovrebbe darci anche una valida spiegazione del perché, dopo aver chiesto ed ottenuto lo scorso anno la revoca di un fermo nazionale di categoria, promettendo l’apertura di un tavolo di confronto che avrebbe dovuto portate ad una legge delega, solo oggi, dopo l’approvazione di una norma che appare pure scritta su misura per una potente multinazionale americana, rilanci la nuovamente discussione”. “Queste sono alcune delle cose che domani” – conclude la nota “faremo presenti al tavolo ministeriale, auspicando un gesto di responsabilità politica del Ministro”.