Eurotower ha respinto la richiesta di Mps di concedere altri 20 giorni per l’aumento di capitale. Il titolo e’ sprofondato in Borsa, trascinando in negativo tutto il listino. Crollano anche alcune delle obbligazioni subordinate che potrebbero essere chiamate a contribuire al salvataggio. Questa mattina l’ad Morelli e il presidente Falciai hanno incontrato Padoan, presenti anche gli advisor Jp Morgan e Mediobanca. Fonti di Palazzo Chigi hanno confermato che lo schema di decreto sulle banche sia gia’ pronto per essere varato, laddove fosse necessario. Intanto non solo gli azionisti, ma anche la Consob ha presentato un’istanza per opporsi all’archiviazione chiesta dal Pm di Milano delle posizioni di Viola e Profumo.
a Bce dice no alla proroga per l’aumento di capitale privato di Mps, si aprono cosi’ le porte al salvataggio pubblico dell’istituto senese. Il decreto ‘omnibus’ per il sistema bancario, con l’ombrello statale per il Monte dei Paschi di Siena, secondo quanto riferiscono fonti di Palazzo Chigi, e’ pronto e potrebbe essere varato, laddove necessario, gia’ nel weekend. La ricapitalizzazione di Rocca Salimbeni dovra’ avvenire quindi entro fine anno: il Consiglio di Vigilanza della Banca centrale europea, secondo quanto trapela, ha respinto la richiesta di far slittare di 20 giorni il termine per chiudere l’aumento di capitale da 5 miliardi, che era fissato entro il 31 dicembre. La mossa della Bce, gia’ nell’aria dopo l’incontro tecnico di martedi’ a Francoforte, spiana la strada all’intervento di Stato, il cosiddetto ‘piano B’. La soluzione di mercato, ovvero la ricapitalizzazione privata, a questo punto sembra sfumata, anche se al momento Qatar e soci non si sono ancora ufficialmente tirati indietro, e si fa sempre piu’ vicina l’ipotesi di un decreto. Un’operazione che si intreccia inevitabilmente con gli sviluppi della crisi di governo in corso. Le prossime ore saranno quindi decisive e non e’ escluso che proprio la vicenda dell’istituto senese possa accelerare la soluzione della crisi politica. Il decreto potrebbe essere varato nel fine settimana ma, al momento, non e’ in programma un Cdm per domani. In teoria, le norme europee sul ‘bail-in’ non consentono piu’ di salvare una banca con fondi pubblici ma esiste una strada per aggirare l’ostacolo, ovvero l’articolo 32 della direttiva Ue sulle banche, che consente un aumento di capitale pubblico precauzionale per le banche che, come nel caso di Mps, non abbiano superato gli ‘stress test’ della Bce ma non siano insolventi. L’ipotesi sul tavolo e’ la conversione forzata in azioni dei bond subordinati. Si tratterebbe di un intervento in piu’ tappe con lo Stato che si fa garante dell’aumento di capitale. Il Tesoro sottoscriverebbe l’aumento precauzionale per la quota mancante rispetto ai 5 miliardi da raggiungere: 1,028 miliardi sono gia’ arrivati dalla conversione dei bond scaduta il 2 dicembre. Altri 2 miliardi arriverebbero dalla conversione forzata dei bond subordinati in mano al retail e un altro miliardo arriverebbe dalla conversione dei bond in mano agli investitori istituzionali. Il Mef salirebbe dal 4 al 20% diventando il primo azionista. Il nodo aperto e’ come salvare i circa 40mila piccoli risparmiatori che detengono oltre 2 miliardi di obbligazioni subordinate con cui e’ stata finanziata l’acquisizione di Antonveneta nel 2008. Sono allo studio delle formule per indennizzare chi non aveva al momento dell’acquisto il profilo di rischio adeguato. In ogni caso l’ombrello statale salverebbe obbligazioni ordinarie e depositi che sarebbero invece colpiti da un ‘bail in’ se superiori a 100mila euro. La risoluzione della banca rimane comunque esclusa dal ‘piano B’.
Nel provvedimento ‘omnibus’ dovrebbero ientrare anche le norme per le banche stralciate dalla manovra. In particolare, la possibilita’ per gli istituti di credito di spalmare nei bilanci su piu’ anni i contributi al fondo di risoluzione per il conguaglio del salvataggio delle quattro banche (Banca Marche, Banca Etruria, Carichieti e CariFerrara) che sono state ricapitalizzate dal sistema bancario per 1,8 miliardi. Si starebbe poi valutando la riscrittura della riforma sulle Popolari alla luce della recente bocciatura del Consiglio di Stato. Quanto a Mps, in un quadro in costante evoluzione, questa mattina si e’ tenuto al Tesoro un vertice al quale hanno partecipato il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, l’amministratore delegato e il presidente di Mps, rispettivamente Marco Morelli e Alessandro Falciai. Secondo quanto riferiscono fonti del Mef, l’incontro sarebbe servito per fare il punto della situazione e non si sarebbe parlato del decreto. Alla riunione, riferiscono fonti finanziarie, hanno partecipato anche i consulenti di Mediobanca e JP Morgan, advisor dell’istituto e capifila del Consorzio di garanzia delle banche per l’aumento di capitale di Mps. Il Monte dei Paschi di Siena non ha ricevuto alcuna comunicazione ufficiale da parte della Bce in merito alla sua richiesta di ottenere una breve proroga ma le indiscrezioni trapelate hanno spaventato gli operatori di borsa causando un forte calo del titolo che nel corso della giornata era stato sospeso per poi essere riammesso in contrattazione. Mps ha terminato cosi’ la seduta con una perdita del 10,55% a 19,50 euro. “Non siamo assolutamente preoccupati”, ha dichiarato il presidente di Mps, Alessandro Falciai, entrando nella sede milanese della banca dove e’ in corso il consiglio di amministrazione. “Di fronte all’ennesimo atteggiamento di chiusura da parte della Bce, sarebbe auspicabile che le forze politiche italiane facessero fronte comune perche’ se cade il gruppo Mps non andra’ in crisi solo il settore bancario italiano, ma l’intera economia del nostro Paese”, ha sottolineato Lando Maria Sileoni, segretario generale della Fabi, il sindacato di maggioranza dei lavoratori bancari. Per la Fisac Cgil, “se la Bce, come sembra in queste ore, non dovesse concedere proroghe sul piano di ricapitalizzazione di Monte Paschi di Siena, commetterebbe un grave errore. Cio’ e’ inaccettabile”. Il sindacato sottolinea inoltre che “in ogni caso a questo punto e’ inevitabile un intervento pubblico immediato, entro il fine settimana, capace di mettere in sicurezza il terzo gruppo bancario del Paese, evitando cosi’ ogni e qualsiasi rischio sistemico a partire dalle banche in difficolta’. Questo e’ un interesse del Paese e non si puo’ temporeggiare ulteriormente”.