APPENDINO, IL COMITATO PER LA SICUREZZA VALUTERA’ I PERMESSI
La sindaca di Torino Chiara Appendino si difende in Consiglio Comunale dalle critiche per l’organizzazione di Piazza San Carlo nella notte della finale di Champions, annuncia la stretta sui venditori di alcolici, ma invita a ‘non cedere alla paura’. La polemica pero’ non si placa. Per il ministro dell’Interno Marco Minniti: ‘E’ evidente che qualcosa non ha funzionato. Se non ci sono le massime condizioni di sicurezza gli eventi d’ora in poi non si faranno’. Sul fronte dell’inchiesta, scagionato il giovane a torso nudo che in un video gesticola in mezzo alla piazza: per la Procura, voleva tranquillizzare la folla.
Voleva tranquillizzare la folla il giovane a torso nudo, lo zainetto sulle spalle, ascoltato dagli investigatori, e poi completamente scagionato, per i fatti di piazza Castello. Il goffo tentativo ripreso dalle telecamere aveva fatto pensare potesse essere stato lui a scatenare il panico. La visione integrale del filmato da parte degli inquirenti ha consentito di appurare un’altra realta’. Il giovane era ubriaco e si vede piangere nel video. “La ragione del terrore, che in un primo momento era stata ricondotta a degli atti scellerati di pochi incoscienti perpetrati, ora resta ancora ignota”. Cosi’ Chiara Appendino, nel corso delle comunicazioni al Consiglio comunale. La sindaca chiede di ‘valutare l’uso di luoghi alternativi alle piazze’. L’ex primo cittadino Fassino attacca: la gestione di piazza San Carlo “e’ stata affrontata con superficialita’”. Sono intanto in ‘lieve miglioramento’ le condizioni di Kelvin, il bambino di sette anni ricoverato in gravi condizioni a Torino per le ferite riportate sabato sera in piazza San Carlo.
“Non ci sono indiziati né ipotesi di reato”: lo ha confermato questa mattina il procuratore della Repubblica di Torino Armando Spataro, in merito alla serata di caos, panico e feriti in Piazza San Carlo durante la finale di Champions League. Anche il ragazzo a torso nudo con lo zainetto, su cui si sono puntati i riflettori nelle prime ore, perché ripreso dalle telecamere mentre si creava il vuoto attorno a lui, non avrebbe in alcun modo provocato la folla, ma anzi avrebbe inutilmente cercato di calmarla. Ieri è stato a lungo sentito in questura, ma a suo carico non è emerso nulla ed è stato rilasciato già in serata. Come si siano davvero svolti i fatti è ancora da stabilire. Di certo gli scoppi o le altre “scintille” che hanno causato le ondate di panico e il fuggi fuggi delle trentamila persone che avevano affolltato la piazza, sono stati almeno due a distanza di pochi minuti. Gli inquirenti stanno cercando di ricostruire quanto accaduto ascoltando decine e decine di testimoni e guardando centinaia di video sulla serata. Sono quattromila i tweet di informazione raccolti dalla polizia fino ad ora. Ma salgono le polemiche sull’organizzazione dell’evento, affidato a Turismo Torino, e in particolare sulle bottiglie di vetro che sono entrate in piazza, malgrado i divieti, e che poi sono state la causa della gran parte dei ferimenti.
Per quanto riguarda i feriti, cinque quelli più gravi: il piccolo Kevin, il bimbo di sette anni di origine cinese che ha subito lo schiacciamento del cranio e del torace, non è più in coma farmacologico. Il piccolo, che resta in prognosi riservata, ricoverato nella rianimazione del Regina Margherita, comincia a respirare da solo e i sanitari gli hanno ridotto al minimo la sedazione.
Alle Molinette sono poi ricoverate, sempre in prognosi riservata, e in condizioni stabili, due donne una di 26 anni e l’altra di 6. In leggero miglioramento anche un paziente al Mauriziano, che resta in prognosi riservata, mentre all’ospedale San Giovanni Bosco è ricoverata in gravi condizioni una donna di 38 anni che ha subito un arresto cardiaco. Complessivamente sono circa una decina i feriti ancora ricoverati negli ospedali torinesi.