Egitto, Arabia Saudita, Emirati Arabi, Yemen e Bahrein interrompono i rapporti diplomatici col Qatar. La decisione e’ stata presa a causa dell’appoggio qatariota a gruppi islamisti. Stop anche al traffico aereo e marittimo verso il Paese: Etihad, Emirates e FlyDubai fermano i voli verso il Qatar; Qatar Airwais interrompe quelli verso l’Arabia. Il Qatar e’ isolato anche geograficamente: chiuso l’unico confine terrestre, con l’Arabia Saudita. Doha si ribella: ‘vogliono metterci sotto tutela’. Si impenna il prezzo del petrolio, Borse sotto pressione.
La crisi incubava da settimane, almeno da quando, lo scorso maggio, il Qatar aveva denunciato che alcuni hacker si erano infiltrati nell’agenzia di stampa statale, pubblicando quelli che erano stati definiti “fake comments” sull’Iran e Israele da parte dell’emiro regnante, Tamim bin Hamad al Thani. Ma anche se oggi da Riad si afferma che si tratti di questioni legate al terrorismo, tutti sanno che la frattura ha radici ancora piu’ lontane, che poco hanno a che fare con il contrasto all’estremismo qaedista. Il punto da cui partire e’ il fatto che le monarchie del Golfo, la cui coesione si esprime nel Consiglio di Cooperazione del Golfo, vengono tradizionalmente percepite come un blocco unico e compatto, quasi come un unico Paese, quando si tratta di strategie di politica regionale: questa situazione e’ cambiata sopratutto a partire dal 2012, con l’elezione in Egitto del primo presidente eletto della storia del Paese nordafricano, Mohammed Morsi. Come noto, Morsi e’ espressione della Fratellanza Musulmana, il principale movimento politico transnazionale dell’area, fondato nel lontano 1928 da Hassan Al Banna. La Fratellanza ha sempre avuto uno sponsor nel Qatar – che dal 2012 ha ospitato Khaled Meshaal, il leader di Hamas, movimento legato alla Fratellanza, fino alla recisione formale dei legami sancita nel recente nuovo statuto del gruppo -, intensificatosi nel momento in cui questa e’ andata al potere in Egitto, mentre per gli Emirati Arabi Uniti e l’Arabia Saudita (e l’Egittom stesso) e’ un gruppo terroristico. Il Qatar si oppose al colpo di stato che nel luglio 2013 defenestro’ Morsi per riportare i militari al potere, e in quel momento puo’ essere individuato l’inizio della crisi nei rapporti tra i Paesi della Penisola arabica: a marzo 2014, l’Arabia saudita, il Bahrein e gli Emirati arabi uniti richiamarono i loro ambasciatori da Doha, per poi essere ricollocati in Qatar otto mesi dopo, in seguito all’abbandono del Qatar – richiesto dalle due monarchie – da parte di alcuni esponenti della Fratellanza. La Fratellanza, un movimento conservatore che ha al suo interno alcune correnti ultraconservatrici ma che da decenni ha abbandonato ogni velleita’ di lotta armata, e’ per Riad una minaccia piu’ urgente di Al Qaeda, poiche’ puo’ essere concorrenziale rispetto alla famiglia reale degli Al Saud, e puntare all’ottenimento del potere in ragione di un radicato supporto tra alcune fasce di musulmani sunniti in Medioriente, come accaduto in Egitto. Per il momento, l’Oman – considerato il paese “mediatore” tra GCC e Iran, e che si oppose alla formazione di un comando militare congiunto del Golfo in funzione anti-iranaina – rimane fuori dal gruppo di paesi che hanno deciso di tagliare le relazioni col Qatar.