Da ieti mattina Davide Vannoni promotore del metodo stamina è in stato di fermo. Ad eseguire il provvedimento i Nas dei carabinieri che glielo hanno notificato nella sua abitazione, sulla collina torinese. A confermare lo stato di fermo il suo legale, Liborio Cataliotti, che ha precisato che è stato il suo stesso assistito ad informarlo del nuovo provvedimento che sarebbe scattato per un pericolo di fuga.
Davide Vannoni è stato fermato dai Nas di Torino perché, secondo l’accusa, stava cercando di individuare una nuova località estera dove ricominciare a esercitare l’attività di Stamina per la quale aveva patteggiato una pena a un anno e dieci mesi, con la condizionale, impegnandosi a rinunciare a qualsiasi iniziativa per proseguire con la somministrazione della terapia.
Secondo gli inquirenti, che lo stavano intercettando,Vannoni era prossimo alla fuga all’estero: per questo la procura torinese ha deciso di non attendere la decisione del gip e di ordinare il fermo. Vannoni è accusato di associazione per delinquere aggravata dalla transnazionalità, di truffa aggravata, e aver somministrato le cura previste dal metodo Stamina in Georgia, su numerosi pazienti provenienti dall’Italia, che pagavano fino a 27mila euro.
La vicenda del metodo ideato dal presidente di Stamina Foundation, Davide Vannoni, basato sull’utilizzo di cellule staminali del midollo osseo per la cura di varie malattie neurologiche, vede, con l’avvio di una nuova inchiesta da parte della procura di Torino e l’accusa di associazione per delinquere per Vannoni che e’ stato per questo fermato, un’ulteriore tappa di una lunga storia giudiziaria.
Queste le tappe principali: – 28 SETTEMBRE 2011: viene sancito un accordo tra gli Spedali Civili di Brescia e DavideVannoni per applicare il metodo Stamina in un laboratorio della struttura. Tra ottobre 2011 e aprile 2012 sono trattati 12 pazienti (4 bambini e 8 adulti).
– 12 MAGGIO 2012: l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) chiude il laboratorio degli Spedali Civili di Brescia per mancanza di autorizzazioni e rischi per la sicurezza dei pazienti.
– LUGLIO 2012: l’ordinanza dell’Aifa e’ impugnata da Stamina Foundation. Ad agosto, il tribunale di Venezia impone agli Spedali di Brescia di continuare le cure e 30 famiglie ottengono le cure per via giudiziaria.
– MARZO 2013: emanato il ‘decreto Balduzzi’ che prevede la prosecuzione del trattamento per chi e’ gia’ in cura e la sperimentazione sul metodo con le regole dei trapianti.
– MAGGIO 2013: vengono stanziati con decreto 3 mln per la sperimentazione clinica. Il coordinamento e’ affidato all’Istituto superiore di sanita’. Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, nomina un comitato scientifico di esperti.
– 29 AGOSTO 2013: parere negativo all’unanimita’ del comitato scientifico sul metodo, per ”mancanza di basi scientifiche’.
– 10 OTTOBRE 2013: il ministero blocca la sperimentazione.
– 2 OTTOBRE 2014: Un nuovo comitato di esperti presieduto da Michele Baccarani boccia il metodo.
– 4 NOVEMBRE 2014: Al termine delle indagini condotte dal pm di Torino Guariniello, il 16 luglio Vannoni viene rinviato a giudizio per associazione a delinquere e truffa con altre 11 persone. La prima udienza si svolge il 4 novembre 2014.
– 18 MARZO 2015: a Torino,Vannoni patteggia una pena ad un anno e dieci mesi, con la condizionale, impegnandosi a rinunciare a qualsiasi iniziativa che gli permettesse di proseguire l’applicazione della controversa terapia.
– 29 LUGLIO 2016: alcune famiglie di malati decidono di proseguire il trattamento Stamina a Tbilisi, in Georgia. A dicembre arriva pero’ lo stop del governo georgiano.