No ad aprire un Cie in ogni Regione, espulsioni rapide per gli immigrati irregolari, evitando cosi’ di alimentare sprechi, illegalita’ e mafie. E’ la linea del M5s sui migranti indicata sul blog di Grillo che critica la posizione del Viminale. Il ministro dell’Interno Minniti va da Tunisi a Malta e prepara una visita in Libia per rafforzare i rapporti con i paesi d’origine dei migranti mentre chiede sula soluzione comune dell’Ue.
Sono stati trasferiti su due pullman in vari centri dell’Emilia-Romagna circa 100 dei migranti del Cpa di Cona teatro della rivolta di lunedi’ per il sovraffollamento della struttura e la morte di una giovane ivoriana. La decisione del Viminale ha fatto tornare la calma nel Comune del Veneziano, ma ha provocato proteste di esponenti della Lega nella Regione vicina. ‘Chi provoca disordini sono guerriglieri sconfitti in patria e non profughi: quando dovremo aspettare perche’ sia acclarato?’, dice il governatore del Veneto Luca Zaia.
Riaprire i Cie sarebbe “un’utopia”. E “la vera soluzione, se il ministro (dell’Interno Marco Minniti ndr) vuole dare il segno, è chiudere i centri, andare giù pesante con le espulsioni e cominciare a guardare in faccia la realtà: due terzi dei migranti che arrivano non sono profughi”. E’ quanto afferma all’Adnkronos il presidente del Veneto Luca Zaia sulla situazione immigrazione all’indomani della protesta nel cpa di Cona (Venezia). “Non ho sentito Minniti, ma ormai non c’è più da discutere – continua Zaia – Il problema è che il sistema non funziona, adesso c’è il ‘refrain’ ricorrente della necessità di fare ospitalità diffusa, ciò vuol dire che in Veneto, che ha 5 milioni di abitanti, i migranti dovrebbero essere 15mila. Da noi già ne sono arrivati 30mila dei quali 14mila già ospitati, è un problema che non esiste, noi non accogliamo 3 migranti per mille abitanti, ma sei per mille”.
“La vera soluzione, se il ministro vuole dare il segno, è chiudere i centri, andare giù pesante con le espulsioni e cominciare a guardare in faccia la realtà: due terzi dei migranti che arrivano non sono profughi – prosegue ZAIA – Basta leggere le cronache di Cona per capire che i facinorosi sono stati definiti ex guerriglieri. Mi chiedo se un ex guerrigliero può essere definito profugo: la risposta è no quindi non serve neanche ospitarli”. “Non è che il Veneto non è ospitale, è che non è disposto a ospitare persone delle quali non si sa nulla – continua Zaia – Bisogna fare campi di accoglienza in Nordafrica, dove dare assistenza a tutti i migranti e anche quelli soccorsi in mare, obbligare la comunità internazionale ad essere presente e, dopo che sono stati rifocillati e curati, riconoscere solo i profughi veri”. “Il problema esiste dal 2011, questo governo lo ha sottovalutato e non può sempre parlarci di emergenza – precisa Zaia – Anche sui Cie: ci hanno detto fino a ieri che è difficile espellere gli immigrati, in Veneto ne sono arrivati 30mila e due terzi sono da espulsione. Poi vorrei sapere dove trovare strutture nelle regioni per fare Cie da migliaia di persone”. In queste condizioni i Cie sono “un’utopia”, il Cie funziona come progetto nel momento in cui ci fossero il reato di clandestinità e gli accordi internazionali”, ha concluso il presidente.
Tema centrale dell’incontro tra il ministro dell’Interno Marco Minniti ed il suo omologo tunisino Hedi Majdoub e’ stata la sicurezza del Mediterraneo. Lo ha detto lo stesso Minniti davanti alla lapide in onore dei caduti del terrorismo al museo del Bardo, dove si e’ recato per deporre una lapide in loro onore. “Una parte delle questioni relative al terrorismo e alla migrazione clandestina si giocano fuori dai confini del nostro paese – ha detto Minniti – e la Tunisia costituisce un partner fondamentale nella prospettiva di un’azione comune contro il terrorismo e contro i trafficanti di uomini”. “Ho incontrato qui il ministro dell’Interno e il primo ministro, e’ stata una collaborazione molto proficua, abbiamo fatto un bilancio degli accordi di cooperazione, di quelli gia’ in vigore, uno molto antico del 98 e uno piu’ recente del 2011, e abbiamo deciso di aprire una nuova fase insieme, impegnati nella lotta al terrorismo e impegnati a prevenire l’immigrazione clandestina. Per quanto mi riguarda sono veramente soddisfatto”, ha affermato Minniti che oggi vola a Malta per incontrare il ministro dell’Interno Carmelo Abela, primo incontro di lavoro della Presidenza di turno con un Paese dell’Ue.