Il Governo chiude l’anno trovando l’intesa su uno dei temi più divisivi della maggioranza: la proroga del sostegno a Kiev fino al 31 dicembre 2026. Il Consiglio dei Ministri ha approvato un testo che, pur mantenendo l’autorizzazione all’invio di mezzi e materiali militari, accoglie le istanze della Lega puntando sulla “discontinuità” operativa.
La vigilia del CDM è stata segnata da uno scontro terminologico. La Lega aveva chiesto di eliminare il termine “militari” dal titolo del provvedimento, per sottolineare una svolta umanitaria. Dopo un gioco di stop and go nelle bozze, l’aggettivo è infine rimasto nel titolo ufficiale: “Disposizioni urgenti per la proroga dell’autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari”.
Tuttavia, il Carroccio incassa un punto politico nel corpo del testo, dove si specifica che la priorità sarà data agli aiuti logistici, sanitari e di protezione civile (difesa aerea e cibernetica) rispetto alle armi d’attacco.
Il vicepremier Antonio Tajani ha minimizzato le frizioni, leggendo il decreto nel segno della continuità. “Andiamo avanti con quello che abbiamo sempre fatto: aiuti militari, civili e infrastrutturali per una pace giusta”, ha dichiarato il Ministro degli Esteri, sottolineando la velocità dell’intesa raggiunta in aula.
Nonostante l’assenza di Matteo Salvini (giustificata da motivi personali), via Bellerio rivendica il successo: “I nostri suggerimenti sono stati recepiti. Ora la priorità è la difesa della popolazione”. Il senatore Claudio Borghi ha aggiunto una nota polemica: “A qualcuno è mancato lo stile nelle trattative, ma conta il testo. Come membro del Copasir vigilerò che venga rispettato alla lettera”.
La Lega ha inoltre auspicato che i negoziati avviati da Trump portino alla pace, invitando esplicitamente a riaprire le interlocuzioni con tutte le parti, “comprese le istituzioni russe”.
Cosa prevede il decreto per il 2026
Oltre al sostegno bellico e logistico, il provvedimento introduce misure specifiche per la gestione dell’emergenza:
- Permessi di soggiorno: Prorogati i titoli per i cittadini ucraini in Italia.
- Tutela dei giornalisti: Stanziato un fondo sperimentale di 600.000 euro per la formazione e l’assicurazione dei reporter freelance in zone di guerra.
- Ricostruzione: Il decreto pone le basi per la partecipazione italiana alla fase di ripristino delle infrastrutture civili ucraine.
I punti chiave del decreto:
- Scadenza: 31 dicembre 2026.
- Natura aiuti: Militari, logistici, sanitari e cibernetici.
- Iter parlamentare: Necessario un atto di indirizzo delle Camere per ogni nuovo invio.